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Sarah, l’avvocato di Sabrina rinuncia: “Speculazioni inconfessabili”

Sabrina e SarahTARANTO. “Il caso Scazzi ha perso le sue connotazioni di caso giudiziario ed assume sempre più le connotazioni del business. Un business a cui, per cultura ed educazione giuridica e professionale, mi debbo necessariamente sottrarre”.

L’avvocato Francesca Conte spiega cosi le ragioni per cui rinuncia alla difesa di Sabrina Misseri. La revoca è stata formalizzata dalla stessa Sabrina ed è pervenuta alla cancelleria del tribunale; in sua sostituzione è stato nominato l’avvocato Vito Russo. Pochi giorni fa la stessa Conte era subentrata nel collegio difensivo al posto di Russo. Ieri ha partecipato all’incidente probatorio nel carcere di Taranto che ha messo Sabrina di fronte all’interrogarorio del padre. Sulle ragioni del’abbandono del caso, l’avvocato Conte dice in una nota: “Mi è stato insegnato che la difesa tecnica, per essere efficace, deve essere libera da condizionamenti, indipendente, coerente e onesta, non potendo invece essere legata a speculazioni inconfessabili di ogni tipo”.

L’INCIDENTE PROBATORIO.È durato circa undici ore, si è concluso solo a notte inoltrata, l’interrogatorio di Michele Misseri, lo zio di Sarah Scazzi, la quindicenne di Avetrana uccisa il 26 agosto scorso il cui corpo fu trovato una quarantina di giorni dopo la sua scomparsa in una cisterna nelle campagne del paese. Misseri, che nelle prime confessioni si era accusato dell’omicidio, nel corso dell’incidente probatorio (le sue dichiarazioni saranno utilizzate come prove nel futuro processo) ha sostanzialmente confermato la versione del 5 novembre scorso. Nell’aula del carcere di Taranto, dove si è svolto l’interrogatorio Miche Misseri ha ribadito la responsabilità della figlia Sabrina, presente in aula ma senza mai incontrare il suo sguardo. Stando alla versione di Michele Misseri, interrotta da diversi “non ricordo”, a uccidere Sarah sarebbe stata la cugina ventiduenne Sabrina. Lo “zio Michele” ha ammesso di aver nascosto il cadavere, ma senza oltraggiarlo come aveva, invece, affermato ancora nell’ultima versione.

LEGALI FAMIGLIA SCAZZI: “MICHELE NON DICE TUTTA LA VERITA'”.L’interrogatorio fiume dello zio non convince però i legali dei genitori di Sarah. “Michele Misseri non dice tutta la verità, pur rimanendo consolidato il quadro accusatorio”, affermano gli avvocati Walter Biscotti e Nicodemo Gentile. “C’è ancora qualcosa che nasconde”, sostengono prendendo spunto dalle incertezze di Misseri quando gli si chiede di entrare nel dettaglio della dinamica dell’omicidio. “Il sospetto”, concludono Biscotti e Gentile, “è che dietro a queste incertezze ci sia qualcosa che Michele non riesce a dire”.

LIEVE MALORE PER SABRINA.L’incidente probatorio, che costituisce una prova in vista del dibattimento, è durato da poco prima delle 13 fino oltre le 23. “Erano in aula separati – ha spiegato l’avvocato Francesca Conte, che difende Sabrina insieme a Emilia Velletri – ma non c’è stato bisogno nè di separé nè di cordoni perché sono state due persone di grande dignità e di grande compostezza”. Sabrina,che sin dall’inizio ha negato ogni addebito, ha abbandonato l’aula un’ora prima della fine dell’interrogatorio del padre. A causa di un lieve malore è stata fatta rientrare nella sua cella. A noi, raccontano i suoi legali, ha detto “aiutatemi a ristabilire la verità”.

I DUBBI SU ZIO MICHELE.L’interrogatorio del padre continua a non convincere anche l’avvocato Conte : “La cosa più bella di tutti è che Misseri padre ha detto che Sarah e Sabrina erano come due sorelle. E che l’unico posto al mondo dove Sarah ritrovava il sorriso era a casa loro”. L’avvocato Conte ha evidenziato che Michele Misseri, nelle sue ricostruzioni, “è in conflitto con sè stesso”. “Non possiamo interpretare in maniera estemporanea quello che lui dice, lo dovrà fare il magistrato”, dice l’avvocato ribadendo che “una cosa sono gli indizi ai fini delle esigenze cautelari, altra cosa sono quelli ai fini processuali”. Così come “la perizia depositata dal professor Strada”, per l’avvocato di Sabrina era parziale. “Noi attendiamo gli esiti definitivi di tutti gli accertamenti perché spesso la prova scientifica è dirimente da tutti i punti di vista”. Dubbi pure sulle testimonianze degli ultimi giorni. “Non mi faccio impressionare facilmente dai cosiddetti supertestimoni dell’ultima”, dice l’avvocato Conte. “Ad Avetrana questa tristissima vicenda ha rappresentato un momento di exploit, anche mediatico, per la qual cosa tutti hanno pensato di sapere, dicendo anche cose contrarie a quelle che avevano detto il giorno prima”.

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