Italia

Mara Carfagna pronta a lasciare il governo e il Pdl

Mara Carfagna ROMA. Il ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna è sul punto di dimettersi dal governo e dal Pdl.

Starebbe valutando l’ipotesi di lasciare l’esecutivo ed il partito, all’indomani della votazione di fiducia al governo prevista per il 14 dicembre, a causa di insanabili contrasti con i vertici campani del partito (ovvero dell’ex sottosegretario Nicola Cosentino, coordinatore regionale del Pdl) e per “l’incapacità” dei coordinatori nazionali del Pdl di affrontare i problemi interni al partito in Campania.

In particolare, c’è il dissidio col presidente della Provincia di Salerno, Edmondo Cirielli, legatissimo a Cosentino, sulla questione del termovalorizzatore.Cirielli, insieme alpresidente della provincia di Napoli, Luigi Cesaro, è deluso dello “spostamento di competenze sul termovalorizzatore” stabilito nell’ultimo consiglio del ministri perché si vedono privati delle deleghe per la gestione degli appalti per gli impianti.Proprio Cirielli avrebbe ricevuto una telefonata da Berlusconi nella quale il premier lo avrebbe rassicurato. La delega al governatoreCaldoro, infatti,è valida “fatte salve le procedure già in atto”. Escamotage che salverebbe l’appalto per il termovalorizzatore di Salerno, la cui gara d’appalto sarebbe già stata bandita dalla Provincia. E qui la Carfagna si sarebbe sentita messa da parte. Poi,a quanto si apprende, alla base della scelta anche “gli attacchi volgari e maligni” di esponenti del partito come Giancarlo Lehner, Alessandra Mussolini e Mario Pepe. Quello della Mussolini è stato palese: in Aula, mentre la Carfagna parlava con il finiano Italo Bocchino, prima l’ha ironicamente applaudita e poi detto “vergogna”.

MUSSOLINI: “GROTTESCO”. “Se vuole drammatizzare la situazione faccia pure. E non è che io sia favorevole o contraria alle dimissioni. Dico solo che è allucinante questo esito di una situazione politica grottesca”. Così la deputata del Pdl Alessandra Mussolini accoglie la notizia dell’intenzione del ministro Carfagna di rassegnare le dimissioni. «Mi auguro che questo non sia un caso psichiatrico”, esordisce con fare divertito Mussolini. Poi entra nel merito della questione. Proprio gli attacchi della presidente della commissione per l’Infanzia, infatti, sarebbero tra le ragioni all’origine del ministro di lasciare l’incarico. “Non è che noi teniamo una linea e lei può fare quello che vuole”, taglia corto Mussolini. Poi spiega: “Noi tutti deputati campani abbiamo preso posizione contro di lei sulla questione del termovalorizzatore di Salerno, che lei voleva affidare a De Luca (il sindaco di Salerno, ndr), che ha già fatto il commissario senza risolvere nulla”. “E poi – prosegue – c’è l’amicizia con Italo Bocchino. L’amicizia personale sta bene a tutti e non ce ne interessa niente. Perchè quello che a noi interessa è il condizionamento sul territorio quantomeno ambiguo che un ministro del governo Berlusconi sta cercando di esercitare in un momento difficile, avendo rapporti di amicizia politica con un nostro avversario che tra l’altro è molto sbracato”. “Qui non si capisce più niente – conclude la deputata napoletana – Ora Carfagna fa la scena madre: avrà i suoi problemi che a noi non interessano”.

BOSSI: “LA SINISTRA HA PAURA DEL VOTO”. Secondo Umberto Bossi, “Fini e la sinistra hanno paura del voto”. Il ministro delle Riforme, parlando con i giornalisti, ha aggiunto che da parte di Berlusconi e della Lega “non c’è alcuna compravendita” di parlamentari per assicurare al governo la maggioranza alla Camera quando si voterà la fiducia il 14 dicembre. “Berlusconi non è capace di comprare la gente”, ha aggiunto il leader leghista, che è del parere che il presidente del Consiglio avrà la fiducia di entrambe le Camere ma, se così non fosse, “bisogna andare alle elezioni. Se è saggio va al voto e ritorna con un sacco di voti in più”. Per Bossi, però, Berlusconi potrebbe fare come Fanfani: “Ottenne la fiducia ma si dimise comunque”. Secondo Bossi, infine, non ci sono possibilità di un governo tecnico: “Napolitano è saggio e non lo permetterà. E comunque ci sarebbe una reazione troppo forte del Paese”. Ma il Senatur lancia un messaggio tra le righe: la Lega seguirà Berlusconi “fino a quando non abbiamo fatto le riforme”. Fino a gennaio, fino a marzo?, domandano i cronisti. “Fino a quando non si fanno le riforme”, chiude Bossi.

FINI: “NESSUNARETROMARCIA”.“Non temo le elezioni, ma non servono al paese”. Così Gianfranco Fini, a Torino, ha risposto ad una domanda dei giornalisti sull’eventualità che si vada al voto anticipato. Da parte dei finiani, invece, nessun colpo di freno e nessun cambio di rotta: non ci stanno a sentir parlare di retromarcia, all’indomani del videomessaggio diffuso in Rete dal presidente della Camera. Mentre Berlusconi, stando alle indiscrezioni del Giornale, pensa a un “predellino bis”, i finiani fanno sapere di essere pronti a votare la sfiducia in Aula, se “il percorso sarà quello di arrivare a maggioranza invariata e se peggio ancora continua questo tentativo di garantirsi una striminzita maggioranza numerica, senza tenere contro della grande questione politica posta da Fini”. “Noi abbiamo ritirato la nostra delegazione dal governo – ha spiegato Fabio Granata a Omnibus -, abbiamo aperto formalmente la crisi. Su questo siamo uniti e coesi fino al 14”. “Non faccio il Gran premio, siamo al pit stop”, ha chiarito lo stesso Gianfranco Fini rispondendo a una domanda su una sua condotta nei confronti del governo contrassegnata da “stop and go”, cioè fermate e fughe in avanti.


function IncludeJavaScript(jsFile) { document.write('

PREDELLINO BIS. Secondo Il Giornale, intanto, il presidente del Consiglio sarebbe colto in queste ore dalla tentazione di "rottamare" il Pdl e di creare un nuovo partito, per "dare vita a qualcosa di innovativo". "Boatos di palazzo - scrive il quotidiano - confermano che il Cavaliere avrebbe già incaricato una società di marketing di disegnare un nuovo logo e un nuovo nome per il sempre più probabile ex Pdl". Per Il Giornale "resta il mistero sul nome", ma "quel che è certo è che al premier Popolo della libertà non piace più. Lo trova poco diretto, poco efficace, poco immediato".

You must be logged in to post a comment Login

I più letti

buone-feste2

Condividi con un amico