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Ivano: “Ho respinto Sabrina”. Spunta il movente della gelosia

Sabrina, Sarah e Ivano RussoTARANTO. Sabrina era gelosa e arrabbiata nei confronti di Sarah poiché questa aveva rivelato una sua confidenza riguardante il ragazzo di cui era innamorata. E’ una delle ipotesi sul movente dell’omicidio di Sarah Scazzi.

IVANO: “HO RESPINTO SABRINA”. Infatti, se gli inquirenti sembrano davvero orientati a considerare Sabrina come l’assassina, manca sempre il movente. Gelosia, invidia o c’è qualcosa di altro? Nello stillicidio di notizie che trapelano ogni giorno ecco uno stralcio del verbale dell’interrogatorio di Ivano Russo che potrebbe cominciare a dare una piccola indicazione sui motivi della lite tra le due cugine. In un interrogatorio del 20 ottobre scorso, Ivano, l’amico di Sarah e Sabrina, ha raccontato agli investigatori che Sabrina il 20 agosto avrebbe tentato di allacciare con lui una relazione sentimentale, ma il giovane l’avrebbe respinta.L’episodio sarebbe avvenuto di sera. Ivano e Sabrina si sarebbero appartati in auto alla periferia di Avetrana.

IL RACCONTO DI IVANO. “Tra me e Sabrina c’e sempre stata solo una sincera amicizia. – queste le parole di Ivano Russo riportate sul Corriere della Sera – Solo una sera, però, alcuni giorni prima di Ferragosto, io e Sabrina ci trovavamo in compagnia di amici, quando a un certo punto io e lei ci siamo diretti con la mia macchina in un luogo appartato. Sabrina ha cominciato a spogliarsi ma io non convinto della cosa le ho chiesto di vestirsi, anche in virtù del fatto che tenevo molto alla nostra amicizia. Sabrina, sia pure a malincuore, concordò con me e si rivestì”.

DOPO CI FU IL GELO TRA LE DUE CUGINE. Dopo quell’episodio, secondo gli investigatori, i rapporti tra Sabrina e Sarah sarebbero precipitati. Sono diversi insomma gli elementi che conforterebbero la tesi di un delitto maturato per questioni di gelosia, con liti continue tra le due ragazze, anche in pubblico. La mattina del 26 agosto Sabrina avrebbe telefonato a Sarah invitandola ad andare a casa sua ma tra le due fu il gelo più assoluto. In una circostanza Sabrina avrebbe fulminato con lo sguardo Sarah. La stessa Sarah, inoltre, avrebbe commentato con altre persone il “no” di Sabrina a una eventuale relazione tra lei (Sarah) e Ivano.

SARAH RACCONTO’ L’EPISODIO AL FRATELLO. L’episodio sarebbe poi stato raccontato da Sabrina a Sarah, e da Sarah al fratello Claudio Scazzi, chedurante una giornata almare, a Torre Colimena, di fronte ad alcuni amicie in assenza di Sabrina avrebbe rimproveratoIvano, accusandolo diapprofittare dei sentimenti di Sabrina. Il giorno dopo, il 21 agosto, Ivano avrebbe chiesto conto a Sabrina, forse anche in presenza di Sarah, che a quel punto appariva agli occhi della cugina come colei che, raccontando quell’episodio, aveva messo fine al rapporto tra lei e Ivano. Sembra poi che Ivano avrebbe detto in una circostanza che Sabrina “una volta era una bella ragazza”, ossia prima che facesse una cura di cortisone che l’avrebbe poi trasformata fisicamente.

LA SIGNORA ANNA. Le testimonianze che avvalorano questa ipotesi non sono soltanto quelle di Ivano. Tra le carte che la procura ha presentato al tribunale del Riesame per ottenere che Sabrina resti in carcere risulta anche una dichiarazione della signora Anna P., ritenuta dagli investigatori un macigno ai danni di Sabrina. La donna, in tempi non sospetti, avrebbe infatti raccolto uno sfogo disperato della più giovane dei Misseri che risulterebbe fondamentale tra gli indizi a suo carico. Tra le testimonianze prodotte dall’accusa, tra l’altro, ci sono anche quelle di due amiche di Sabrina che avevano raccontato di come Sarah prendesse in giro la cugina: “Sarah diceva in paese che Ivano aveva scaricato Sabrina”. Una indicazione, questa, che avvalorerebbe l’ipotesi della gelosia di Sabrina verso la quindicenne e che si incastrerebbe alla perfezione con il movente e con la spiegazione che l’indagata avrebbe fornito al padre sul motivo dell’omicidio: “Mi dava fastidio, stava sempre in mezzo. Non ne potevo più”. Insomma, dai verbali depositati dalla procura davanti al tribunale del Riesame mergono clamorose novità.

IL RACCONTO DI MISSERI SAREBBE ATTENDIBILE. Gli inquirenti sono sempre più orientati a considerare attendibili le parole di Michele Misseri che ha ricostruito il puzzle dell’omicidio della nipote Sarah. L’uomo sembra irremovibile nell’indicare la figlia Sabrina come l’autrice materiale dell’assassinio anche se per arrivare a questa conclusione ha già fornito sei-sette versioni dell’accaduto. La moglie di Misseri, Cosima Serrano, però non lo ritiene attendibile e addossa ai farmaci che gli somministrano in carcere le colpe sulle ultime dichiarazioni: “Non è più lui”, avrebbe detto ieri la donna ai carabinieri.

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