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Immigrati sulla gru, scontri a Brescia. Maroni: “Mai diritto di voto”

 BRESCIA.Una bomba carta è stata lanciata in via San Faustino, a Brescia, mentre era in atto un corteo di solidarietà nei confronti dei quattro immigrati asserragliati su una gru dallo scorso 30 ottobre per chiedere il permesso di soggiorno.

L’episodio ha generato scontri tra un gruppo di manifestanti e le forze dell’ordine: il bilancio è di tre poliziotti rimasti feriti, uno medicato sul posto, altri due in ospedale. Al corteo partecipavano un migliaio di persone, compresi centri sociali e no global provenienti anche dal Leoncavallo di Milano, e da altri manifestanti giunti da Milano, Bergamo, Verona e Parma. Oltre a esprimere solidarietà agli immigrati l’intenzione era anche protestare contro un appuntamento dell’organizzazione di estrema destra Forza Nuova che, invece, non c’è stato. Tutto si stava svolgendo nella tranquillità. Poi, mentre dalla gru tornava una delegazione che aveva ricevuto le richieste degli immigrati, è stata lanciata la bomba, seguita da bottiglie e sassi contro la polizia, che ha effettuato due cariche.

Secondo la ricostruzione dei funzionari della Questura di Brescia, responsabile degli scontri è stato un gruppo di 70-80 persone che si trovava dietro il presidio di solidarietà, che era tenuto distante dalla gru sulla quale si trovano ancora per protesta gli immigrati da una fila di transenne e dallo schieramento delle forze dell’ordine. Quando la delegazione di cinque manifestanti è tornata dal cantiere dopo aver parlato con gli immigrati, questo gruppo ha indossato dei caschi da motociclista o si è coperto il volto e ha cominciato a lanciare fumogeni e anche una bomba carta, poi pietre, bottiglie e altro contro poliziotti e carabinieri. Per due volte, mentre gli altri manifestanti urlavano per farli desistere, hanno cercato di spostare le transenne, travolgendo anche chi stava davanti e cercato di venire a contatto con le forze dell’ordine che hanno caricato respingendoli. Si sono ricompattati una terza volta per attaccare ma hanno cambiato idea perché nel frattempo erano arrivati anche gli agenti del Reparto Mobile.

Già nei giorni scorsi si erano registrate tensioni dopo le cariche degli agenti per sgomberare il presidio nei pressi del cantiere dove è situata la gru. Immagini andate in onda giovedì sera durante la trasmissione Annozero.

MARONI: “NO AI RICATTI, LEGGE VA RISPETTATA”. Sulla protesta degli immigrati, il ministro dell’Interno Roberto Maroni ha commentato: “La legge va rispettata. Se non ci sono i requisiti per ottenere il permesso di soggiorno, o si cambia la legge, ma non è che possiamo perché uno si mette a fare gesti eclatanti, violarla”. “La legge è uguale per tutti. – ha proseguito il titolare del Viminale – La sanatoria per colf e badanti è stata fatta e se uno ha fatto la domanda per essere ammesso e non è né una colf né una badante non vedo perché gli debba essere concesso il permesso di soggiorno”. E se qualcuno ha truffato, Maroni invita a presentare denunce e”noi lo perseguiremo”. “L’unica cosa che mi infastidisce è dire che lo Stato ha truffato qualcuno”, ha aggiunto il ministro, secondo il quale”non possiamo accettare il ricatto per violare la legge, mi pare una cosa assurda e inaccettabile che è evidente agli occhi di tutti”.

“NO A DIRITTO DI VOTO PER IMMIGRATI”. Poi Maroni ha parlato del voto agli immigrati e su questo punto si è dichiarato inflessibile: “Gli immigrati possono avere tutti i diritti che vogliono – ha concluso l’esponente del governo – ma fino a quando sarò ministro non avranno mai il diritto di voto”. Ha poi annunciato che “il Cie di Lampedusa sarà trasformato in una scuola. Adesso il Cie è vuoto edè pulito mentre le scuole di Lampedusa cadono a pezzi. Per Natale possiamo fare un regalo a Lampedusa, se il governo regge, ma penso di farlo comunque: trasformeremo il Cie in una scuola per i bambini di Lampedusa”. E ha poi negato che la politica del governo sull’immigrazione sia basata sui respingimenti. “Dirloè una cavolata. Se poi lo dicono gli antirazzisti di professione non mi fa né caldo né freddo. Siamo stati in Israele e anche Peres ci ha detto che la nostra politica in materia di immigrazioneè efficace ed è in accordo con i trattati Ue e quelli internazionali. In Israele ci hanno detto che vogliono applicare il nostro modello”.

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