Italia

Festini del Pdl con droga ed escort: parla una “pentita”

Perla GenovesiPALERMO. Una 32enne di Parma, Perla Genovesi, ex assistente parlamentare dell’attuale deputato del Pdl Enrico Pianetta e arrestata lo scorso luglio per traffico di droga, avrebbe deciso di collaborare fornendo notizie su festini con droga e prostitute aMilano e a Villa Certosa.

Ad alcune di queste feste avrebbero partecipato uomini politici vicinoal premier Silvio Berlusconi.Le rivelazioni sarebbero il frutto di confidenze di una sua amica 28enne, ex cubista ed escort, che gli investigatori stanno identificando, e sono ora al vagliodei sostituti procuratori Marcello Viola e Calogero Ferrara, del pool anti-stupefacenti coordinato dal procuratore aggiunto di Palermo Teresa Principato. “Non stiamo indagando su feste a villa Certosa”, precisano gli inquirenti all’Adnkronos. La stessa Procura conferma solo di avere sentito la Genovesima smentisce di avere inviato un fascicolo ai colleghi di Milano.

La Genovesi ha detto di avere presentato l’amica 28ennea Renato Brunetta, nel 2006: la giovane donna aveva un problema personale, collegato all’affidamento del figlio di pochi anni, e dopo avere conosciuto l’attuale ministro della Funzione pubblica avrebbe approfondito i propri contatti con altri politici, venendo invitata ed entrando così in quello che la trentaduenne parmigiana ha definito il “giro delle feste del presidente”.

Una semplice cortesia per venire incontro ai bisogni di una madre a cui stavano per portare via il figlio piccolo. Cosiì il ministro Brunetta, spiega all’Ansa la vicenda che lo vede tirato in ballo. “Era il 2006 – ricostruisce Brunetta – e a un convegno elettorale incontrai questa Perla Genovesi che all’epoca faceva l’assistente parlamentare dell’ex senatore di Forza Italia Enrico Pianetta. Mi fece presente il caso di una sua amica che, in lacrime, mi disse che stava vivendo una brutta storia legata alla questione dell’affidamento del figlio di un anno, un anno e mezzo, che le era stato portato via o le stava per essere portato via. Allora, come al solito, – spiega il ministro – ho cercato di aiutarla e ho fatto un paio di telefonate ad avvocati matrimonialisti, perché fosse assistita e le dessero una mano. Cosa che poi avvenne. Ma come andò poi la cosa non saprei dirlo, non ho saputo più nulla”.

Genovesi venne fermata a Roma, ad un posto di blocco e trovata con la droga. Fuarrestata e poi rilasciata perché incinta, ma perse il posto di assistente parlamentare. Secondo indiscrezioni raccolte dall’agenzia Ansa, la donna avrebbe riferito ai magistrati di essere entrata in contatto con un impiegato comunale di Campobello di Mazara (Trapani), – Paolo Messina, con parentele “eccellenti”(un cugino è favoreggiatore del boss latitante Matteo Messina Denaro) – e di essere stata coinvolta, tramite questi, in un traffico internazionale di stupefacenti. Oltre a partecipare a festini a base di cocaina con politici locali del Trapanese, la donna ha raccontato di avere trasportato la droga dalla Spagna. Ai magistrati ha anche riferito di avere stretto rapporti con diversi politici proprio grazie alle sue disponibilità di droga. Relazioni che si sarebbero estese dopo la nomina della donna ad assistente parlamentare del senatore Pianetta.

L’indagine palermitana culminò, l’estate scorsa, in 12 arresti, riguardanti persone che vivono in tutto il territorio nazionale. Gli accertamenti riguardano il traffico di droga che sarebbe stato svolto dalla stessa donna, assieme ad alcuni indagati originari della provincia di Trapani, fra la Spagna, la Sicilia e il Nord Italia: Perla Genovesi (che, dopo avere parzialmente ammesso i fatti che la riguardano, ha ottenuto i domiciliari) avrebbe fatto più viaggi per portare cocaina purissima e poi ne avrebbe consumato una parte assieme ad amici, in festini anche a base di sesso, tenuti nel Trapanese e in Emilia Romagna. Tra gli invitati anche politici delle due regioni, “molto conosciuti”.

Dunque, dopo il caso Ruby un’altra grana per il presidente del Consiglio.

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