Italia

“Bunga Bunga”, Newsweek e Guardian criticano Berlusconi

 L’Italia, le donne, il bunga bunga, Silvio Berlusconi e la crisi di governo. La stampa estera dedica ampio spazio al nostro Paese. Ma i toni non sono certi lusinghieri.

E’ proprio il rapporto tra l’Italia e le donne e, in particolare, tra il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e le donne che si concentra il settimanale americano Newsweek che nel numero in edicola il 22 novembre ma già disponibile on line, dedica diverse pagine a questo argomento.

“Italy’s woman problem”, questo il titolo dell’ampio reportage che, citando il rapporto 2010 sul Gender Gap del World Economic Forum che misura il divario di opportunità tra uomini e donne in 134 nazioni, ricorda: “l’Italia è al 74esimo posto nella classifica delle pari opportunità. E Berlusconi non è l’unico responsabile”.

L’attacco del settimanale americano (che non naviga in buone acque e si è appena fuso con il sito Daily Beast) è dedicato al programma televisivo Striscia la notizia. “Ore 20.30, gli occhi degli italiani sono puntanti sul programma satirico di punta del palinsesto italiano, Striscia la Notizia. Due uomini di mezza età sono in piedi sotto le luci, uno fa penzolare da una cintura una treccia d’aglio vagamente fallica. Una donna striscia sul pavimento sullo stomaco, con un costume di paillettes, la scollatura profondissima e il tanga. La prende in mano e se lo strofina sulla faccia. ‘Dai, girati, fammi dare un’occhiata’ dice l’altro uomo, e le tocca il sedere. Questo è il prime time in Italia” commenta l’articolo. Di più: “La cultura dell’harem di Berlusconi manda il segnale che la seduzione conti di più di un curriculum importante”.

Ma sono anche tante le donne che hanno scelto di non piegarsi al velismo, sottolinea il settimanale che, con una fotogallery, traccia il profilo di un modello di femminilità diversa. Volti del presente e del passato, perché “non tutte le donne italiane sono celebrate per il seno o per la capacità di cucinare una bella cena domenicale”. Si parte così dall’attrice Anna Magnani, simbolo sul grande schermo della drammaticità della storia d’Italia; “Non ritoccatemi le rughe – diceva – ci ho messo tanto per averle”. C’è anche Isabella Rossellini con la sua eterea eleganza; il Premio Nobel Rita Levi Montalcini; l’esplosiva femminilità di Sophia Loren, lo spirito imprenditoriale di Donatella Versace; e la giornalista napoletana Rosaria Capacchione che da sempre lotta contro la mafia e la camorra. Insomma, sottolinea Newsweek: “E’ chiaro che la caduta di Berlusconi, se avverrà, indebolirà il velenoso collegamento fra la politica, i media e la discriminazione di genere. Ma perché ci siano reali progressi bisognerà riprogrammare il modo di pensare degli italiani di ambo i sessi. E non basterà cambiare canale”.

Ma a mettere in dubbio la fine politica del presidente del Consiglio italiano, ci pensa il britannico Guardian. “How can Silvio Berlusconi still be in power?”. Titola così il quotidiano che in un reportage a firma del corrispondente dall’Italia Tobias Jones, si chiede: “Come è possibile che Silvio Berlusconi sia ancora al potere?”. E aggiunge: “Quest’uomo non si arrenderà mai. Nonostante le accuse di corruzione, di vicinanza alla mafia, gli scandali sessuali, l’Italia non riesce a liberarsi di lui”. L’articolo elenca, poi, alcuni dei casi che hanno come protagonista il presidente del Consiglio. Si inizia dal 1970, quando alle dipendenze del premier lavora un certo Vittorio Mangano “mafioso e trafficante di droga” scrive Jones che sottolinea come il premier italiano non abbia “mai spiegato perché un uomo d’affari milanese desse lavoro a questo gentiluomo”. Nella lunga e pungente disamina, il cronista parla anche del Lodo Mondadori e del processo a Davis Mills, del caso P2 e della condanna di Marcello Dell’Utri, e, non da ultimo, degli scandali sessuali che chiamano in causa Noemi Letizia e l’ormai nota Ruby. “Sarà più facile che sia Berlusconi stesso a ritirarsi, che non l’Italia a deburlusconizzarsi” sancisce il Guardian.

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