Italia

Berlusconi snobba Fini: “Di umidità ne parliamo un’altra volta”

Silvio Berlusconi ROMA. “Dell’umidità parliamo un’altra volta”. Con queste parole sarcastiche il premier Silvio Berlusconi ha risposto così nel corso di una conferenza stampa a palazzo Chigi a una domanda sull’offerta di un patto di legislatura lanciata ieri dal premier ai finiani.

“Non conosco nessuno che sia all’altezza della situazione più del signor Silvio Berlusconi anche come capacità di resistere alle tante accuse che da troppo tempo mi vengono rivolte, anche dalla sua trasmissione”, ha poi detto il premier ad un cronista che nel corso della conferenza stampa a Palazzo Chigi gli chiede se fosse pronto a scommettere su sè stesso.

FINI: “BLOCCO DEL PAESE”. È passato un anno e il Paese è fermo, sulle riforme strutturali e sul piano dello spirito pubblico e della civiltà politica. Nella nuova introduzione alla seconda edizione del suo libro, “Il futuro della libertà”, anticipata oggi dal Corriere della sera, il presidente della Camera, Gianfranco Fini, denuncia il blocco del Paese. “Un anno è passato dalla prima edizione. – scrive Fini -I ragazzi dell’89 a cui mi sono rivolto con questa lettera aperta adesso compiono ventuno anni. Il che non può certo comportare un cambiamento di prospettiva. Le linee che ho indicato conservano intatta la loro forza”. E poi rivolgendosi ai lettori aggiunge: “Chi lo ha già letto un anno fa e volesse rileggerlo oggi, difficilmente troverebbe una parte datata o superata. Se ciò da un lato può farmi piacere, dall’altro mi rattrista. Perché significa che per i problemi che ho sollevato non sono state ancora trovate delle soluzioni”. Il presidente della Camera diventa più esplicito affermando che “l’Italia in questo anno, almeno per quanto riguarda quelle riforme strutturali che tutti dicono di volere, è rimasta sostanzialmente ferma”. “È rimasta soprattutto ferma e per certi aspetti ha subito anche un arretramento sul piano dello spirito pubblico e della civiltà politica. Nel senso che è aumentato il tasso di l’intolleranza e faziosità mentre si sono addirittura rivisti i tristi rituali delle “scomuniche” dell’età ideologica”.

GOVERNO VA SOTTO IN COMMISSIONE BILANCIO. Silvio Berlusconi intanto ieri ha offerto l’ultimo ramoscello di ulivo a Fini: un patto di legislatura che eviti l’unica alternativa possibile a una eventuale crisi, cioè il voto anticipato. Appello che ha trovato la gelida risposta di Futuro e Libertà, che boccia come “tardiva” e “deludente” l’apertura del premier. Ma è in commissione Bilancio della Camera che si misura il reale malessere del centrodestra, e la diagnosi appare allarmante: il governo, complice il voto dei finiani, va sotto su un emendamento alla legge di Stabilità (la finanziaria).

CICCHITTO: “SE C’E’ CRISI MEGLIO ANDARE AL VOTO”. “Se c’è una crisi di questa maggioranza l’unica cosa da fare è andare al voto”. Così Fabrizio Cicchitto, capogruppo alla Camera del Pdl intervenendo su Rai Tre. “O la maggioranza si ricompone e ci si misura con i problemi del paese – ha aggiunto Cicchitto – oppure verifichiamo davanti al corpo elettorale se Berlusconi è vivo o morto e sepolto. Non ci sarà nessun governo di transizione come pensa Piero Fassino”. “Certo è – ha concluso il capogruppo del Pdl – che la scelta preferenziale rimane quella di andare avanti con questa maggioranza”.

PATTO DI LEGISLATURA. Anche ieri Berlusconi “è stato chiaro: siamo pronti a votare ma per il bene dell’Italia vogliamo proseguire la legislatura. E ha invitato Fini alla chiarezza: patto di legislatura o andiamo a votare”. Lo ha detto il coordinatore del Pdl Ignazio La Russa parlando su Canale 5 e aggiungendo che il chiarimento si rende necessario malgrado la fiducia votata al discorso del 29 settembre del premier perché “dopo quella votazione si sono moltiplicate e ripetute votazioni, dichiarazioni e atteggiamenti del gruppo dei parlamentari di Fini che vanno in direzione opposta”.

BELPIETRO: “BERLUSCONI SCELGA CASINI COME EREDE”. Berlusconi scelga come erede Casini, è “l’unica possibilita”. A sostenerlo è Maurizio Belpietro, direttore di Libero, in un’intervista al Corriere della Sera. “Con Casini ci sono state delle sofferenze – ammette Belpietro – ma io penso sia una cosa superabile. Anche anche il rapporto umano è importante, non è logorato come quello con Fini, il problema rimane la Lega” che preme per il federalismo ma ormai i decreti attuativi sono in dirittura d’arrivo. Secondo Belpietro, se cadesse il governo, il presidente Napolitano farebbe quello che prevede la Costituzione ma “se qualcuno si presentasse dicendo: abbiamo la maggioranza, cosa dovrebbe fare? Il risultato sarebbe un governo tecnico che fa una legge elettorale proporzionale e frantuma il quadro politico”. Il direttore di Libero è convinto che anche a Casini convenga fare un accordo con il premier e la Lega, “piuttosto che con quattro o cinque alleati”. Belpietro afferma che Berlusconi “non può andare avanti così. Tutti sappiamo – dice – e penso anche lui che difficilmente farà un’altra legislatura da premier. Tanto vale fare un accordo adesso”. L’ipotesi di Belpietro è quella che Bossi non indicherà il candidato premier successore di Berlusconi ma piuttosto “farà la Padania con le regioni e il federalismo, molto più che con un governo centrale. Bossi chiederà la Lombardia e magari altro ancora – conclude – non il candidato premier”.

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