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La Roma blocca la Lazio nel derby. Milan sorpassa l’Inter

VucinicIl derby capitolino va alla Roma grazie a due rigori nel secondo tempo siglatidaBorriello (anche se è più un autogol di Muslera) e da Vucinic, mentre la Lazio aveva vanamente reclamato l’assegnazione di un rigore quando i giallorossi non avevano ancora raddoppiato.

Uno stop per la Lazio che si traduce in un avvicinamento del Milan, vittoria pesante la sua a Bari, alla vetta della classifica, collocandosi al secondo posto alle spalle dei biancocelesti. Vincono anche la Juve, in rimonta, e il Napoli. Negli anticipi di sabato il Bologna vince 2-0 sul Lecce con Di Vaio e Gimenez, mentre l’Inter pareggia 1-1 con il Brescia, dopo essere andata sotto nel primo tempo.

INTER-BRESCIA 1-1.Benitez aveva incassato bene le critiche di Moratti dopo la disfatta di Londra ma, dopo il deludente pareggio casalingo con il Brescia, nel secondo posticipo del sabato, rischia di riceverne altre ancora più dure. Senza contare i 3 infortuni (a Maicon, Sneijder e Samuel) con l’argentino che, rompendosi i legamenti rischia di saltare il resto della stagione. Nel primo anticipo del sabato il Bologna aveva battuto il Lecce per 2-0, mwentre nell’anticipo domenicale la Fiorentina ha piegato il Chievo per 1-0. L’Inter non è infatti andata oltre un sofferto 1-1 casalingo contro il Brescia. I nerazzurri, con nuovi stop per infortunio da valutare (Maicon e Samuel), capaci di pareggiare su rigore con il solito Eto’o il momentaneo vantaggio dei bresciani con Caracciolo. Rafa Benitez (molte defezioni da registrare) optava per il modulo con due punte, Etòo e Milito (al rientro dal 1′). In porta Castellazzi, con difesa composta da Maicon, Lucio, Samuel e Chivu; a centrocampo Pandev, Zanetti, Sneijder e Coutinho. Beppe Iachini con il 4-3-2-1: Arcari tra i pali; difesa con Berardi, Zebina, Martinez e Dallamano; a centrocampo Cordova, Baiocco e Hetemaj; Kone e il rientrante Diamanti alle spalle della punta avanzata, Caracciolo. Gara vivace sin dai primi minuti. Al 4′ calcio di punizione di Sneijder e splendida respinta di Arcari. Un minuto dopo calcio di punizione di Sneijder con palla respinta bene dall’attento Arcari. Al 15′ Brescia in vantaggio: splendido lancio per Caracciolo che saltava Lucio e infilava sul secondo palo. Al 28′ Inter costretta al primo cambio: fuori Maicon (problema muscolare), al suo posto il colombiano Cordoba. Al 29′ calcio da fermo di Cordova deviato in angolo. Splendida iniziativa di Coutinho (40′) che lasciava partire un gran tiro a girare di poco fuori. Ad inizio ripresa Benitez inseriva il giovane Obi al posto di Sneijder, rimasto negli spogliatoi dopo l’intervallo a causa di un lieve malore. Al 5′ ancora un infortuni nelle fila dei nerazzurri: Samuel cadeva male ed era costretto a cedere il posto a Santon. Al 27′ l’arbitro concedeva un penalty: fallo di Berardi su Etòo e perfetta trasformazione dello stesso attaccante camerunense. Al 31′ Iachini inseriva Eder al posto di Kone. Minuti finali con un sussulto (Milito da buona posizione sparava alto) e risultato inchiodato sull’1-1. Inter che sale a 19 punti, primo pareggio stagionale per il Brescia (10). Serata nera per l’Inter: già decimata per i tanti indisponibili, dopo l’infortunio di Maicon nel primo tempo, all’inizio della ripresa la squadra di Rafa Benitez ha perso anche Walter Samuel per un problema al ginocchio. In precedenza, inoltre, Wesley Sneijder era rimasto negli spogliatoi dopo l’intervallo a causa di un lieve malore. Al suo posto in campo Obi. Samuel è finito ko al 3′ del secondo tempo dopo uno scontro di gioco con il bresciano Caracciolo, in cui il ginocchio destro dell’interista ha subito un’iperestensione. Samuel è uscito in barella, sostituito da Davide Santon. Benitz a fine partita ha spiegato le sue scelte: “La formazione che ho messo in campo doveva garantire equilibrio, ma non è andata così. Il problema di fondo, al di là di questa partita, è che i giocatori segnano meno dello scorso anno. E’ una questione di tempo e anche di fortuna”.

SAMUEL: STAGIONE A RISCHIO. I difensori dell’Inter Maicon e Samuel si sono sottoposti il giorno dopo agli esami strumentali che si sono resi necessari dopo gli infortuni accusati nel primo e nel secondo tempo della gara col Brescia di sabato. Per il calciatore brasiliano stiramento muscolare nella zona posteriore della coscia sinistra. Per l’argentino grave lesione del legamento crociato anteriore e del collaterale esterno del ginocchio destro. Nei prossimi giorni sarà programmato l’intervento chirurgico di ricostruzione.

BOLOGNA-LECCE 2-0.Il Bologna ha sconfitto il Lecce per 2-0 nel primo anticipo del sabato. I padroni di casa hanno risolto uno dei match più noiosi della stagione andando a segno due volte nel finale. Protagonista assoluto Marco Di Vaio: l’attaccante rossoblu ha sbloccato il risultato all’84 e un minuto dopo ha servito a Henry Damian Gimenez l’assist per il raddoppio. Il Bologna aggancia il Lecce a quota 11 punti e stacca di tre lunghezze l’ultimo posto, occupato ora da Parma, Cesena e Bari.

ROMA-LAZIO 2-0.La Roma batte la Lazio con due rigori nel derby della Capitale e frena la corsa dei cugini in testa alla classifica. Di Borriello e Vucinic le reti decisive dal dischetto, che premiano la squadra di Ranieri, più propositiva nel primo tempo e brava a resistere alla veemente reazione laziale al gol dell’1-0. Il derby è privo dei rispettivi numeri 10: in casa Lazio Zarate parte dalla panchina, mentre sul fronte giallorosso Totti sconta la giornata di squalifica dopo l’espulsione rimediata contro il Lecce. Nella prima frazione è la Roma a fare la partita. La squadra di Ranieri tiene in mano il pallino del gioco, va vicina al gol con Vucinic e Perrotta, e al 41′ segna con Greco (subentrato a Menez, infortunato), ma la rete viene annullata per un fuorigioco di Borriello, autore dell’assist. La Lazio prova a rendersi insidiosa nelle ripartenze, ma a parte un paio di spunti di Rocchi non crea mai grattacapi alla retroguardia romanista. L’avvio di ripresa vede sempre la Roma al comando delle operazioni, e al 6′ i giallorossi si guadagnano un calcio di rigore: tiro di Simplicio dal limite, Lichsteiner in area allarga il braccio e devia il pallone, per l’arbitro è penalty. Dal dischetto la conclusione di Borriello non è impeccabile, Muslera intercetta la sfera, che però gli passa sotto il braccio e supera la linea bianca, beffando la Lazio. I biancocelesti reagiscono subito allo schiaffo subito: è il 9′ quando Floccari di testa sfiora il palo a Julio Sergio battuto. È un’altra Lazio rispetto a quella del primo tempo, gli uomini di Reja premono sull’acceleratore, e al 20′ ci vuole un grande Julio Sergio per negare il gol a Hernanes, che calcia da posizione ravvicinata. Al 33′ veementi proteste laziali: Riise ostacola Mauri a un passo dalla linea di porta, i biancocelesti chiedono a gran voce il rigore ma per Morganti è tutto regolare. Al 41′ la Roma scrive la parola fine sul derby con un altro rigore, fischiato per un fallo di Dias su Baptista. Stavolta dal dischetto è Vucinic a battere Muslera. Finisce 2-0 per la Roma.

NAPOLI-PARMA 2-0.Edinson Cavani firma con una pregevole doppietta la vittoria del Napoli ai danni del Parma. Il club campano conquista la quinta vittoria stagionale e si porta a 18 punti. Il Parma si ferma all’ultimo posto con 8 punti. Mazzarri mandava in campo il Napolicon il 3-4-3: De Sanctis in porta; linea difensiva con Grava, Cribari e Campagnaro; a centrocampo Zuniga, Yebda, Pazienza e Vitale; tridente offensivo con Hamsik, Sosa e Cavani. Il Parma di Marino con il 4-3-1-2: Mirante tra i pali; in difesa Antonelli, Aelassandro Lucarelli, Paletta e Zaccardo; a centrocampo Valiani, Morrone e Gobbi; Giovinco dietro le punte Marques e Candreva. Gara con ritmi blandi sin dalle prime fasi. Al 3′ Lucarelli da buona posizione alzava troppo la mira. Al minuto 8 preciso cross di Giovinco con De Sanctis pronto ad uscire dai pali ad anticipare gli attaccanti emiliani. Al 19′ il Napoli sbloccava il punteggio: contropiede degli azzurri con Zuniga che sul filo del fuorigioco serviva Cavani. L’uruguaiano era lesto ad insaccare alle spalle di Mirante. Al 23′ uscita avventata di De Sanctis ad interrompere una fuga di Giovinco verso la porta dei campani. Al 25′ primo cambio per Marino che decideva di togliere dal rettangolo verde Giovinco e inseriva Crespo. Prima vera occasione (37′) per il Parma: splendido assist di Antonelli per l’accorrente Crespo che concludeva in porta ma trovava la respinta di De Sanctis. Al 40′ Paletta in scivolava anticipava in extremis Cavani lanciato verso la porta emiliana. Al 45′ cross di Valiani e tentativo d’aggancio di Marques con palla che sfilava sul fondo.

JUVENTUS-CESENA 3-1. La rimonta continua. Nel pomeriggio delle stelle del passato e del presente, la Juventus batte 3-1 il Cesena e si porta a 4 punti dalla Lazio capolista. Un successo importante e meno netto di quanto non racconti il risultato. Nella prima mezz’ora la «Vecchia Signora» soffre, va sotto (gol di Jimenez), sbanda, ma poi si rialza grazie ad un rigore, piuttosto dubbio, che Del Piero realizza al 31′. Poi l’espulsione di Pellegrino (41′) e il 2-1 firmato Quagliarella al 43′ per il 2-1 con cui si chiude nel primo tempo. In 10 e sotto di un gol, il Cesena nella ripresa non riesce a tornare in partita e, all’87’, è Iaquinta a chiuderla firmando il definitivo 3-1. Una vittoria importante per i ragazzi di Del Neri, sotto gli occhi di Gigi Buffon, allo stadio dopo il rimprovero di ieri del tecnico di Aquileia. Da segnalare altri due rientri importanti, quelli di Grosso e Salihamidzic. E sì perchè più che Del Neri la formazione la fa lo staff medico. Infermeria affollatissima, in campo dal primo minuto il 18enne danese Sorensen, che affianca Bonucci, e il redivivo Grosso che non giocava da sei mesi e che, così come Salihamidzic in panchina, è tornato tra i convocati proprio per la situazione di assoluta emergenza. Scelte obbligate, dunque, per Del Neri che preferisce Sissoko all’acciaccato Felipe Melo e non rinuncia al 4-4-2. A destra, squalificato ma soprattutto infortunato Krasic, c’è Pepe, dall’altra parte Marchisio. Del Piero-Quagliarella la coppia d’attacco. Ficcadenti la partita vuole giocarsela e schiera la sua squadra con un coraggioso 4-2-3-1. L’ex Appiah e Parolo davanti alla difesa, Schelotto, Jimenez e Giaccherini alle spalle dell’unica punta Bogdani. L’avvio dei romagnoli è devastante, nessun timore reverenziale, è anzi la Juve a restare sorpresa, quasi intimorita dal gioco del Cesena che fa girare bene palla e che sulle fasce, con Giaccherini soprattutto, mette in crisi la difesa juventina che, all’11, si addormenta e assiste alla combinazione Giaccherini-Schelotto-Jimenez: apertura dala sinistra, sponda di testa e sinistro comodo a due passi da Storari: 1-0 Cesena.

MILAN-BARI 3-2.Il Milan è a due passi dalla Lazio. Convincente vittoria dei rossoneri al “San Nicola” contro il Bari allegro e frizzante che fu e che ora rischia seriamente di rimanere coinvolto nella lotta per non retrocedere: 3-2 per i rossoneri, che scavalcano l’Inter al secondo posto e si avvicinano alla capolista; un risultato che poteva anche essere più netto se Robinho non si fosse divorato tre clamorose palle-gol a tu per tu con Gillet in una partita in realtà mai in discussione, visto che la rete di Barreto (bellissima) è arrivata solo al 90′. Il Bari ha costruito poco al di là dei gol, il Milan ha dimostrato solidità con un centrocampo accorto e muscolare (Gattuso, Ambrosini e Flamini in mezzo, Seedorf trequartista dietro Ibra-Robinho) e una panchina d’oro con Pato, Ronaldinho, Inzaghi e Pirlo. Un Milan subito tonico, con Ambrosini che buca Gillet e la difesa barese sfruttando al meglio l’assist di Seedorf. Inizia malissimo quindi il pomeriggio per il Bari, che rischia a più riprese il raddoppio e viene graziato dalla scarsa vena di Robinho, che prima si fa ipnotizzare da Gillet, poi spreca con un destro da dimenticare. Il Bari non c’è, e in più perde Almiron per guai fisici: Gattuso e Flamini “mordono”, i pugliesi non trovano le misure per servire Barreto e Kutuzov. E subiscono, attorno alla mezz’ora, il raddoppio rossonero: altro contropiede, Ibrahimovic serve Flamini che fa “il brasiliano” e con un bel tocco morbido di sinistro scavalca Gillet. Solo a questo punto il Bari prova a mettere la testa avanti: Abbiati para su Pulzetti, Yepes (dentro per Thiago Silva) e Nesta sbrogliano un paio di situazioni intricate ma il Milan rischia con un intervento quantomeno dubbio del portiere su Barreto in area.

FIORENTINA-CHIEVO 2-0.Porta la firma di Alessio Cerci la seconda vittoria interna della Fiorentina: suo il gol che al 35′ della ripresa contro il Chievo vale i tre punti. Un gol, il primo in serie A per Cerci che nel recupero ha pure colpito un palo, che ha spezzato una partita brutta che pareva incanalata sullo 0-0 più per l’atteggiamento colpevolmente poco intraprendente dei veneti che per gli oggettivi limiti di una Fiorentina falcidiata dalle assenze, illuminata solo dai lampi di Mutu. È un’autentica boccata d’ossigeno questo successo per Mihajlovic che anche oggi ha dovuto fare di necessità virtù: ben 8 assenti, un centrocampo ridotto all’osso, l’acciaccato Vargas inizialmente in panchina (ma quando il peruviano è entrato al posto di un opaco Bolatti ha dato la scossa a conferma che stavolta il tecnico serbo, inserendo poi Cerci per Marchionni, ha azzeccato i cambi). Pure il Chievo privo di Pellissier (e non è poca cosa) non si è presentato al Franchi al meglio però dalla sua aveva meno pressioni e una classifica decisamente migliore di quella dei viola. La Fiorentina ha impensierito subito il Chievo con Kroldrup su punizione di Mutu. La reazione veneta è arrivata al 22′ con Thereau su cui ha salvato lo stesso Kroldrup eppoi con qualche buon affondo. Nella ripresa Mihajlovic ha inserito Vargas e affiancato Santana a Donadel: schieramento azzardato (la Fiorentina aveva in campo un solo mediano) ma il Chievo che pure sembrava avere più ordine e amalgama inspiegabilmente non ne approfittava limitandosi a tenere sotto controllo il risultato. Al 27′ Mihajlovic sostituiva il deludente Marchionni per Cerci: mossa indovinata, proprio l’ex romanista siglava di lì a poco il gol-partita su azione orchestrata da Mutu e Gilardino fino ad allora poco o nulla protagonista. Il Chievo si scuoteva ma era troppo tardi: Costant falliva due ghiotte occasioni, Cerci sfiorava il bis e Boruc bagnava il debutto in A con una paratona su Moscardelli.

SAMPDORIA-CATANIA 0-0. Finisce 0-0 la partita della Samp contro il Catania. Il primo tempo non ha dato tante emozioni: al 21’ le squadre sono molto attive, soprattutto a centrocampo, la Samp prova più volte la via centrale verso la porta, ma senza successo. Un minuto più tardi il lancio lungo di Palombo per Marilungo (ammonito poi per aver toccato con il braccio la palla) che tira, ma non sorprende il portiere. A un quarto d’ora alla fine del primo tempo, dopo un avvio favorevole del Catania la partita è saldamente nelle mani della Samp, che però non riesce a rendersi pericolosa. Inizia il secondo tempo, al 6’ splendida azione di Marilungo, che parte dalla destra e alla fine serve Guberti sulla sinistra in area, Guberti inciampa sul pallone e incredibilmente non riesce ad arrivare alla conclusione. Un’altra ottima occasione si presenta pochi minuti dopo, all’11’: Guberti viene liberato al tiro dalla sinistra, poco dentro l’area, ma Andujar risponde alla grande e nega un gol che sembrava fatto. Al 28′ alla Sampdoria viene annullato un gol: prima del tocco in rete di Koman la palla tocca il braccio di Marilungo. Nei minuti successivi il Catania diventa pericoloso quando, al 36’, Curci blocca un colpo di testa di Delvecchio su azione d’angolo. Ma i blucerchiati ci credono ancora: al 43′ bella punizione di Ziegler su cui è perfetto Andujar. Tre minuti di recupero non bastano però alla Samp per passare in vantaggio. La partita termina 0-0.

UDINESE-CAGLIARI 1-1. Pareggiano Udinese e Cagliari nel match del Friuli. 1-1il risultato, con due gol di Conti e Floro Flores, entrambi siglati nel primo tempo. Buon primo tempo e secondo che si ravviva solo nel finale. Cagliari in formazione tipo, mentre Guidolin inserisce Floro Flores per Denis. Partita subito accesa, con Di Natale ed Inler che dopo pochi minuti provano a sbloccare il risultato, ma Agazzi c’è in entrambe le occasioni. Ma a sorpresa è il Cagliari a passare in vantaggio, al 12′ con Conti che su angolo di Cossu, di destro, la mette alle spalle di Handanovic. L’Udinese però non demorde e spinge molto. Al 38′ Pinzi entra al posto dell’infortunato Sanchez. Il meritato pareggio arriva sul finale del primo tempo, con Floro Flores che su angolo di Inler, incorna di testa e buca la porta degli isolani.Ripresa scialba, con le squadre che si innervosiscono e finiscono più per impedire il gioco che costruirlo. La partita riprende vita nel finale, quando il Cagliari deicde di farsi pericoloso con il neoentrato Acquafresca, ma Handanovic c’è. Udinese che risponde con Denis e Di Natale, ma anche qui Agazzi è vigile. Batti e ribatti, entrambe le squadre tentano di portare a casa i 3 punti, ma non c’è niente da fare. Udinese-Cagliari termina sull’1-1.

PROSSIMO TURNO MERCOLEDI’. E mercoledì 10 novembre, alle 20.45, di nuovo in campo, per il secondo turno infrasettimanale della stagione. In programma Brescia-Juventus, Cagliari-Napoli, Catania-Udinese, Cesena-Lazio, Chievo-bari, Genoa-Bologna, Lecce-Inter, Milan-Palermo e Roma-Fiorentina. Giovedì sera il posticipo Parma-Sampdoria.

CLASSIFICA
Lazio 22
Milan 20
Inter 19
Juventus 18
Napoli 18
Sampdoria 15
Roma 15
Chievo 14
Udinese 14
Fiorentina 12
Palermo 11
Cagliari 11
Catania 11
Genoa 11
Bologna 11
Lecce 11
Brescia 10
Parma 8
Cesena 8
Bari 8

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