Gricignano

Santa Lucia: portano a benedire la statua in chiesa…e arrivano i carabinieri

Chiesa di S.Andrea ApostoloGRICIGNANO. Dinanzi a certi episodi verrebbe da pensare: “Quasi quasi mi faccio buddista!”. Che ormai le parrocchie cittadine, a parte alcune eccezioni, non siano più aggregatori sociali lo sappiamo da un pezzo.

Che i sacerdoti siano una sorta di “impiegati” che si limitano a “timbrare il cartellino” celebrando messa, anche questo è un dato di fatto. Come è un dato, in questo caso statistico, che la chiesa cattolica stia perdendo sempre più fedeli a fronte di atteggiamenti “scostanti” da parte di chi (a partire dai preti fino alle più alte sfere ecclesiali) dovrebbe raccogliere, e non disperdere, consensi. Per non parlare, ma questo non riguarda la storia che vi raccontiamo, di gravissimi casi balzati alle cronache nazionali e mondiali.

E vabbè, direte voi, chissenefrega di come si comporta un sacerdote, l’importante è avere fede, perché quella, al di là dei personaggi, o ce l’hai o non ce l’hai. E’ giusto. Ma certi fatti vanno oltre la sfera religiosa, coinvolgono la vita sociale di un’intera comunità, danno un senso di fastidio, se non di disgusto, ne toccano il profondo dell’animo. A prescindere dalla fede, cosa pensereste se un giorno vedeste in chiesa i carabinieri ad “identificare” delle persone a scopo “preventivo”? Ebbene, questo è accaduto a Gricignano, nella chiesa di Sant’Andrea, nella prima mattinata del 30 novembre, giorno della ricorrenza, tra l’altro, del patrono della cittadina. Ora vi starete chiedendo: “Ma forse erano dei facinorosi? Dei ‘loschi individui’? O, addirittura, c’era qualche spietato killer di un clan camorristico pronto a qualche agguato?”. No, rispondiamo. Si trattava di un gruppo di componenti del comitato di Santa Lucia, tutte persone perbene e rispettabili. E allora vi chiederete ancora: “Sono entrati armati di bastoni? Avevano una pistola?”. No, avevano in braccio la statua di Santa Lucia, appena giunta da Bolzano in vista dei festeggiamenti del 13 dicembre. Altri insisteranno: “Stavano mettendo a rischio l’incolumità di qualcuno o di qualche cosa?”. Niente di tutto questo, l’unica richiesta era quella di far benedire la statua dal parroco. E allora, domanda “sacrosanta” (mo ci vuole…): perché sono stati chiamati i carabinieri? E qui non possiamo far altro che allargare le braccia ed esclamare uno schifato “Boh!”.

Ma cerchiamo di ricostruire la “dinamica dei fatti”, manco se ci trovassimo dinanzi ad una tragicomica “Avetrana gricignanese”. Nella serata di lunedì alcuni membri del comitato erano tornati da Bolzano con la statua in legno di Santa Lucia. Dopo una brevissima esposizione in piazza Municipio, la scultura veniva lasciata nella vicina casa della famiglia Buonanno. La mattina successiva, intorno alle 8, il comitato prendeva la statua e, caricata a spalla, la portava nella chiesa di Sant’Andrea, distante pochissimi metri. Lì veniva chiesto al parroco Don Gianfranco Galluccio di benedire l’opera ma il sacerdote si rifiutava, motivando che la giornata era dedicata solo al santo patrono (?!), rendendosi però disponibile a benedirla il 13 dicembre nella vicina chiesetta di Santa Lucia, di recente ristrutturata. A quel punto, il comitato chiedeva al prete di lasciare la statua in chiesa, poiché nell’altra chiesetta sono in corso alcuni lavori. Ma anche in questo caso il parroco si rifiutava. In quei momenti di discussione ecco che arrivavano i vigili urbani insieme ai carabinieri, questi ultimi contattati dagli stessi vigili, e chiedevano ai membri del comitato i documenti d’identità, redigendo un verbale.

Ora non vogliamo assolutamente prendercela con le forze dell’ordine, che stavano semplicemente facendo il proprio lavoro, probabilmente anche con un po’ di imbarazzo. Anzi, sicuramente qualcuno di loro avrà pensato: “Vedi cosa ci tocca fare!”. Quello che lascia inorriditi è lo sconosciuto motivo del perché siano state allertate. Chi ha fatto la segnalazione (non è dato sapere il nome) si sentiva forse “minacciato”? E da cosa? Da un gruppo di persone che chiedevano di benedire una statua, pagata di tasca loro (6300 euro, come da fattura)? E se non è stato il parroco a chiamare vigili e carabinieri, all’arrivo di questi, visto che non stava succedendo nulla di grave (perché nulla di grave è successo), non poteva invitarli ad andarsene? Alla fine, la statua, quasi a mò di “favore”, è stata collocata nell’attiguo salone dell’Azione Cattolica, senza, ovviamente, essere consacrata, e il comitato è uscito incredulo dalla chiesa.

Poniamo un semplice quesito: secondo voi…è normale una cosa del genere? O forse è meglio che ognuno di noi chieda a sé stesso: è normale subire cose del genere? O peggio: è normale che una comunità subisca e non faccia nulla? Certo, c’è poco da illudersi, ormai il famoso “orgoglio paesano” è andato in soffitta. Ma di questo passo lo raggiungerà anche la dignità.

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