Esteri

Wikileaks: a breve 2,7 milioni di mail con file riservati

Wikileaks Il sito Wikileaks si appresta a divulgare in Rete circa 2,7 milioni di mail che il dipartimento di Stato americano ha scambiato con varie sedi diplomatiche nel mondo.

A riferirlo è SkyNews, che conferma dunque le indiscrezioni emerse da alcuni giorni a tal proposito. Alcune carte, ha detto il ministro degli Esteri Franco Frattini, riguarderanno l’Italia: “Ho parlato oggi con il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, che mi ha anticipato che ci saranno documenti di scenario che riguarderanno anche l’Italia ma i contenuti non sono anticipabili”, ha indicato il ministro. “Si tratta di migliaia e migliaia di documenti classificati che gli Stati Uniti non commenteranno, come loro abitudine. Mi è stato detto che il responsabile di questa fuga di notizie è stato arrestato”, ha concluso il capo della diplomazia italiana.

Secondo quanto si è appreso, tra i contenuti delle mail ci sarebbero anche commenti imbarazzanti su diplomatici e leader mondiali tra cui il premier russo Vladimir Putin, il presidente afgano Hamid Karzai e il capo di Stato pachistano Asif Ali Zardari. La data della pubblicazione di questi nuovi documenti riservati non è stata precisata, ma secondo alcuni media internazionali potrebbe trattarsi già della giornata odierna. Intanto – ha riferito Wikileaks con un post su Twitter – lunedì scorso il New York Times “ha informato” la Casa Bianca dei contenuti dei “file delle ambasciate”: “Ora ogni dittatore da due soldi del mondo” è stato informato prima ancora della pubblicazione, fa sapere il sito.

Gli Stati Uniti avrebbero già informato alcuni dei loro alleati, tra cui Gran Bretagna, Australia, Canada, Norvegia e Danimarca, per informarle dell’imminente pubblicazione di documenti riservati del dipartimento di Stato. Dalle mail che Wikileaks si appresterebbe a pubblicare risulterebbe tra l’altro il sostegno fornito dagli Stati Uniti ai ribelli turchi del Pkk, nonostante il Partito dei lavoratori del Kurdistan fosse nella lista americana delle organizzazioni terroristiche. I documenti, secondo il Jerusalem Post e il New York Times, conterrebbero inoltre le prove del supporto fornito invece da Ankara ad Al Qaeda in Iraq. In alcuni documenti militari Usa i militanti del Pkk sarebbero stati definiti come “guerrieri per la libertà e cittadini turchi”. Una parte di questi documenti riservati, inoltre, confermerebbe che gli Stati Uniti hanno fornito armi al gruppo militante attraverso le loro truppe schierate in Iraq.

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