Esteri

Usa, democratici sconfitti. Obama: “Colpa mia”

ObamaWASHINGTON. Il presidente degli Stati Uniti parla all’indomani della sconfitta per le elezioni di metà mandato. Obama si è assunto la responsabilità della débacle dei democratici.

“Come presidente mi prendo la responsabilità” del risultato elettorale, ha detto Obama dalla Casa Bianca. Il presidente ha riconosciuto che gli americani sono “profondamente frustrati per il lento ritmo della ripresa economica”. “Devo fare un lavoro migliore”, ha aggiunto.

Obama è pronto a collaborare con il congresso e in particolare con tutte le forze politiche ma pone alcuni paletti. “Nessun partito può dettare l’agenda” ha chiarito il presidente in modo esplicito, lanciando un messaggio inequivocabile a John Boehner, nuovo speaker della camera dei rappresentanti che nel suo primo intervento ha parlato più da inquilino della Casa Bianca che da presidente di un ramo del Congresso.

Il presidente americanoha difeso quella che secondo molti è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso degli elettori: la riforma sanitaria. “Era la cosa giusta da fare”, ha detto il presidente e fa uno scatto in avanti pensando al futuro: “Sarò giudicato dai risultati che otterrò”.

Due anni dopo, Obama riparte da una panorama apparentemente desolante e da un clima molto diverso da quello pieno di speranza che aveva segnato il suo ingresso alla Casa Bianca. L’ America, che ha consegnato la Camera ai Repubblicani e ridimensionato con forza il potere dei Democratici, è un paese che non sa più sognare, impaurito da una crisi economica che sembra non dover finire e che segue con grande difficoltà il giovane presidente che aveva fatto del cambiamento e della speranza i sentimenti su cui fondare il suo approccio alla politica.

Eppure, la sconfitta, anche se pesante, non è quella disfatta che in molti, anche nelle stanze della casa Bianca, temevano. Il voto degli elettori è chiaro ed è un segnale forte ad Obama, ma è un avvertimento che può aiutare il primo presidente di colore americano a correggere la rotta in vista delle presidenziali del 2012.

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