Esteri

Terrorismo, la Germania blocca i voli provenienti dallo Yemen

Un aereo della compagnia yemenitaBERLINO. Il governo tedesco ha deciso di bloccare anche i voli passeggeri provenienti dallo Yemen, dopo aver vietato gli aerei cargo. Lo ha detto un portavoce del ministero dei Trasporti.

Le autorità yemenite hanno adottato misure straordinarie per il controllo dei cargo che decollano dagli aeroporti yemeniti dopo il caso dei due pacchi bomba intercettati su voli diretti negli Usa. Lo riferiscono i media locali. “Il comitato nazionale per la sicurezza dell’aviazione civile ha approvato misure eccezionali di ispezione su tutti i cargo in partenza dagli aeroporti del paese per garantire la sicurezza dei voli civili”, si legge in una nota del comitato.

Intanto, le ricerche vanno avanti, dopo che è stata rilasciata la studentessa 22enne sospettata di essere la mittente degli ordigni esplosivi. Il numero di telefono della donna figurava sui documenti di spedizione di uno dei pacchi, ma le autorità ritengono che i terroristi abbiano usato il suo nome come copertura.

Rilasciati anche alcuni dei dipendenti delle filiali yemenite delle compagnie aeree FedEx e Ups, che avevano trasportato i pacchi bomba, arrestati subito dopo la scoperta degli ordigni. “Le autorità di sicurezza stanno effettuando indagini ad ampio raggio per identificare la donna che ha spedito i pacchi” hanno detto fonti ufficiali. Secondo la stampa americana, i sospetti sul mandante del’attacco ricadono sul noto artificiere saudita dell’organizzazione terroristica, il 28enne Hassan Al Asiri.

PACCHI BOMBA SCOPERTI GRAZIE A PENTITO. La soffiata che ha portato alla scoperta dei pacchi bomba sugli aerei cargo è arrivata da un pentito di al Qaeda. È quanto rivela oggi la Bbc, citando fonti dell’intelligence britannica, precisando che il terrorista, che si chiama Jaber al-Faifi, si è consegnato alle autorità saudite due settimane fa. Le autorità americane hanno fatto capire nei giorni scorsi che dietro il complotto per l’invio di pacchi bomba dallo Yemen negli Stati Uniti vi sia, come principale sospetto, un esperto in costruzione di ordigni saudita. Secondo quanto ha appreso la Bbc, Jaber al Faifi è un ex detenuto di Guantanamo che, dopo la scarcerazione, ha partecipato ad uno dei programmi di riabilitazioni organizzati dal governo saudita. Ma, come successo anche per altri ex detenuti, una volta libero sarebbe ritornato a militare tra le fila di al Qaeda nello Yemen.

“EVITARE CHE YEMEN DIVENTI NUOVO AFGHANISTAN”. Lo Yemen non può diventare “un nuovo Afghanistan” ma la Gran Bretagna non può impegnare truppe nel Paese mediorientale da cui sono partiti i pacchi bomba di al Qaida nella Penisola Arabica: lo ha detto alla Bbc il nuovo capo di stato maggiore del Regno Unito, Generale David Richards. Infatti – ha detto Richards – le risorse militari britanniche devono restare concentrate in Afghanistan e in Pakistan per evitare che quei Paesi diventino “un secondo Yemen”. Alla domanda se un intervento militare in Yemen sarebbe l’approccio giusto, il generale Richards ha risposto che “potrebbe esserlo, ma al momento non è considerato e chiaramente il governo yemenita ritiene di non avere bisogno del nostro aiuto”. Il generale ha aggiunto che per il momento in prima linea sono le agenzie di intelligence e di sicurezza mentre le forze armate stanno già dando assistenza con l’addestramento: “Non penso che vogliamo aprire un altro fronte o che gli yemeniti vogliono che andiamo in quella direzione”.

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