Esteri

Corea, Obama manda portaerei. Pyongyang: “Azioni del Sud”

Barack Obama SEUL. Barack Obama non pensa a un attacco militare contro la Corea del Nord, ribadisce l’appoggio incondizionato a Seul ma invia una portaerei (che trasporta 75 veivoli da guerra) per non meglio precisate manovre militari al largo delle due Coree.

Dopo il bombardamento di martedì dell’isola di Yeonpyeong si fa sempre più tesa la situazione. “La Corea del Sud è uno dei nostri alleati più importanti. Gli Stati Uniti sono impegnati alla loro sicurezza, tuttavia non stiamo meditando un attacco americano, ma ci siamo consultando con Seul”. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti, intervistato dalla Abc.

A quanto ha riferito la rete televisiva sudcoreana Ytn, i civili uccisi sono due uomini sulla sessantina che lavoravano in un cantiere edile sull’isola colpita. L’attacco, nel quale sono rimaste anche ferite 16 persone, ha distrutto decine di abitazioni civili a Yeonpyeong, un’isola che si trova vicino al contestato confine marino fra le due Coree. Il bombardamento ha provocato un vasto incendio, che ha incenerito il 70% dei boschi e dei campi dell’isola, secondo la valutazione delle autorità sudcoreane. Dei 1700 residenti di Yeonpyeong, in 400 hanno dovuto abbandonare le loro case e rifugiarsi sulla terraferma.

Per la Corea del Nord le azioni di Seul stanno conducendo “sulla soglia della guerra”, riferisce l’agenzia ufficiale nordcoreana Kcna, aggiungendo che la Corea del Sud ha causato la crisi “con le sue continue provocazioni” e sospendendo l’aiuto umanitario. Secondo Pyongyang questi fatti hanno rovinato la possibilità di nuovi passi per il ricongiungimento delle famiglie divise dalla guerra 1950-53: la Croce Rossa nordcoreana ha annullato un incontro previsto per domani.

Ma pergli Stati Uniti l’attacco portato dalla Corea del Nord nei confronti della Corea del Sud equivale alla violazione dell’armistizio tra le due Coree firmato nel 1953. Lo afferma il Pentagono, precisando che Washington e Seul daranno “una risposta coordinata” all’azione di Pyongyang. Da parte della Corea del Nord, ieri, sono state ribaltate le accuse sostenendo che i primi colpi di artiglieria sono venuti dal Sud.

Ci sarà anche una portaerei degli Stati Uniti al largo della costa occidentale della penisola coreana. Lo riferisce l’agenzia di stampa Yonhap citando il ministero della Difesa sudcoreano. La portaerei “George Washington”, che trasporta 75 aerei da guerra e ha un equipaggio di oltre 6mila uomini, ha lasciato oggi la base navale statunitense di Yokosuka, a sud di Tokyo. Obama e il presidente sudcoreano Lee Myung-bak hanno concordato di “innalzare il livello di preparazione” e di tenere operazioni militari congiunte “nei prossimi giorni”. La decisione, annunciata dalla Casa Bianca, è stata presa dopo l’attacco da parte della Corea del Nord a un’isola sudcoreana.

Obama, che ha 28.500 soldati in Corea del Sud, ha chiesto alla Cina di fare pressioni sul suo alleato: “Vogliamo assicurarci che tutte le parti nella regione riconoscano che questa è una seria e persistente minaccia della quale ci dobbiamo occupare”. La Cina, in particolare, deve essere ferma e “chiarire alla Corea del Nord che ci sono una serie di norme internazionali che vanno rispettate”. Per ora il governo cinese non ha condannato esplicitamente l’attacco del regime di Pyongyang, limitandosi a esprimere “preoccupazione” per l’incidente e richiedendo la verifica dei fatti. Anche il premier del Giappone Naoto Kan ha chiesto a Pechino di unirsi agli sforzi per contenere la Corea del Nord.

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