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Favorì il clan dei Casalesi, sospeso comandante dei vigili urbani

 CASTEL VOLTURNO. La Squadra Mobile di Caserta ha dato esecuzione ad un’ordinanza di sospensione di due mesi dall’esercizio di un pubblico ufficio, emessa dal gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Procura Antimafia, …

… nei confronti di Vincenzo Cassandra, 51 anni, comandante della Polizia Municipale del Comune di Castel Volturno (Caserta).

Cassandra è ritenuto responsabile di abuso d’ufficio, omissione di atti d’ufficio e favoreggiamento personale, reati aggravati dall’avere agito al fine di agevolare l’organizzazione camorristica denominata clan dei Casalesi – gruppo Bidognetti. La misura si inserisce in una più ampia indagine coordinata dalla Procura Antimafia di Napoli sulle infiltrazioni del clan dei casalesi nel comune di Castel Volturno che nelle settimane scorse aveva portato alla emissione di tre ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di altrettanti esponenti del gruppo Bidognetti, tra i quali Giuseppe Setola, per le minacce perpetrate in danno di amministratori del comune domitio.

Le investigazioni, inoltre, avevano svelato una serie di connivenze e condotte illecite compiute da amministratori, funzionari ed appartenenti al corpo di Polizia Municipale che dimostravano i profondi condizionamenti da parte della camorra dell’attività dell’amministrazione locale e per le quali la Procura Distrettuale aveva richiesto la misura cautelare interdittiva nei confronti di 16 persone.

L’Ufficio Gip presso il Tribunale ha accolto le richieste solo in relazione alla posizione di Cassandra in merito a due distinte vicende: la prima riguardante una serie di omissioni realizzate in occasioni di alcuni controlli effettuati dalla Polizia Municipale di Castel Volturno presso l’albergo “Vassallo Park”, al fine di verificare il rispetto da parte del proprietario, Gaetano Vassallo, imprenditore di Cesa organico al clan Bidognetti, poi divenuto collaboratore di giustizia, di un provvedimento di sospensione delle licenze conseguente alla accertata inosservanza, da parte della Questura di Caserta, della normativa antincendi e dalla conseguente mancanza della relativa certificazione di prevenzione. Le indagini coordinate dalla Procura Distrettuale, condotte anche attraverso l’acquisizione di una notevole mole di documenti e provvedimenti presso il comune di Castel Volturno, permettevano di accertare che Cassandra, in qualità di comandante, ed altri appartenenti al Corpo di Polizia Municipale di Castel Volturno, a seguito di tali ispezioni omettevano, sistematicamente e consapevolmente, di denunciare all’autorità giudiziaria la prosecuzione dell’ordinaria attività alberghiera, nonostante il provvedimento di sospensione e, conseguentemente, di procedere al sequestro penale della struttura. Oltre a Cassandra, per tali condotte illecite sono indagati altri 6 vigili.

La seconda vicenda illecita, che configura i reati di omissione di atti d’ufficio e favoreggiamento personale, si riferisce ad un sinistro stradale, verificatosi nel 2004, causato dall’allora latitante Francesco Diana, affiliato al clan Bidognetti, poi divenuto collaboratore di giustizia, in occasione del quale rimaneva ferito un cittadino rumeno. In tale circostanza, Cassandra Vincenzo, intervenuto sul posto insieme ad altri vigili urbani, pur conoscendo lo status di affiliato al clan Bidognetti e lo stato di latitanza di Diana, ometteva di effettuare i rilievi dell’incidente, invitando lo straniero a non denunciare l’accaduto ed i medici che lo soccorrevano a non rilasciare il relativo referto, al fine di consentire al ricercato di continuare a sottrarsi alla cattura. Per tali reati sono indagati altri tre vigili urbani. Il gip presso il Tribunale di Napoli, nell’emettere la misura interdittiva ha ritenuto di contestare al solo Cassandra l’aggravante di favoreggiamento e che non ricorressero esigenze cautelari per l’adozione di analogo provvedimento cautelare nei confronti degli altri appartenenti al Corpo di Polizia Municipale di Castel Volturno coinvolti in entrambi gli episodi.

La Procura Antimafia di Napoli, peraltro, proprio in relazione alle vicende relative all’hotel “Vassallo park”, complessivamente, aveva richiesto la misura cautelare interdittiva della sospensione dai pubblici uffici nei confronti di 16 persone, responsabili a vario titolo di abuso di ufficio, omissione di atti di ufficio, falso materiale ed ideologico, corruzione, reati consumati tra il 2004 ed il 2008. In relazione a tali richieste, l’Ufficio Gip di Napoli, ammettendo l’esistenza di gravi indizi di reato a carico di alcuni di essi, ha ritenuto, invece, che non ricorressero né l’aggravante né esigenze cautelari tali da giustificare la emissione di provvedimenti cautelari anche nei loro confronti.

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