Casal di Principe - San Cipriano - Casapesenna

Camorra, arrestato il superlatitante Antonio Iovine

Antonio IovineCASERTA. Antonio Iovine, alias “’O Ninno”, latitante da oltre 15 anni, è stato arrestato nella giornata di mercoledì 17 novembre. video

Il 46enne superboss del clan dei Casalesi è stato arrestato dalla squadra mobile di Napoli a Casal di Principe, nella quinta traversa di via Cavour, in casa di un uomo considerato un suo fiancheggiatore. Il blitz è stato messo a segno dagli agenti sezione Criminalità guidata dal vicequestore Andrea Curtale assieme ai colleghi di Caserta che seguivano da tempo le sue tracce. Il boss è stato condotto in questura a Napoli intorno alle 16.50, a bordo di una Mercedes in uso alla polizia.

Iovine si nascondeva in una intercapedine ricavata in una villetta appartenente alla famiglia di Marco Borrata, 43 anni. Ha tentato di fuggire da un terrazzo ma una volta raggiunto si è lasciato ammanettare senza fare più resistenza. Era disarmato. Nella villetta invece la polizia ha trovato una pistola, regolarmente denunciata, appartenente a Borrata. Gli investigatori sono arrivati a lui dopo lunghissime indagini che hanno avuto un’accelerazione nelle ultime settimane quando sono iniziati pedinamenti e accertamenti sulle persone considerate più vicine al boss.

Il 19 giugno 2008, nel processo d’appello del maxiprocesso Spartacus, Iovine venne condannato alla pena dell’ergastolo, insieme ad altri componenti del clan dei Casalesi. Insieme all’altro latitante Michele Zagaria, è ritenuto ai vertici della camorra casalese.

MARONI: “CHE BELLA GIORNATA”.“Oggi è una bellissima giornata per la lotta alla mafia, tra pochi minuti vedrete…”. E’ quanto ha affermato il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, conversando con i giornalisti a Montecitorio appena pochi minuti prima che arrivasse l’annuncio dell’arresto del boss Antonio Iovine, latitante da oltre 14 anni. Pochi minuti dopo la notizia della cattura del superboss. “L’arresto di Antonio Iovine – ha poi detto Maroni – rappresenta la vittoria dell’antimafia dei fatti. Un arresto eccellente che porta a 28 su 30 il totale dei superlatitanti arrestati dall’inizio del governo Berlusconi. Al più presto – aggiunge il ministro – cattureremo i due rimanenti, Messina Denaro e Zagaria”. “Sono doppiamente soddisfatto anche perchè l’arresto di Iovine è stato tranquillo, senza che vi fosse bisogno di fare ricorso alle armi”, ha detto il procuratore Giovandomenico Lepore.

SAVIANO: “ASPETTAVO QUESTO MOMENTO DA 14 ANNI”.“Aspettavo questo giorno da 14 anni, un passo fondamentale nel contrasto alla criminalità organizzata”, ha commentato lo scrittore Roberto Saviano, in polemica negli ultimi giorni col ministro Maroni dopo la puntata di “Vieni via con me” in cui ha trattato dell’influenza della criminalità organizzata a Milano e nel Nord Italia. Non a caso Saviano ribadisce: “Iovine, reggente insieme al latitante Michele Zagaria del clan dei Casalesi è un boss imprenditore, in grado di gestire centinaia di milioni di euro. Ora spero che si possa fare pulizia a 360 gradi. Come dimostrato dalla relazione della Dia di oggi, bisogna aggredire il cuore dell’economia criminale, la Lombardia, dove le mafie fanno affari e influenzano la vita economica, sociale e politica.

L’uscita di Iovine in questura (da Videocomunicazioni)

“ALFANO: “SUBITO IL 41BIS”.

“Firmerò subito la richiesta di 41 bis”. Lo ha detto il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, parlando con i giornalisti a Montecitorio dell’arresto del boss Iovine. “Un’ulteriore conferma – aggiunge il Guardasigilli – che la squadra Stato vince e l’antimafia giocata batte quella parlata”.

IL PROFILO DI IOVINE. Nato il 20 settembre del 1964 a San Cipriano D’Aversa, Antonio Iovine, soprannominato “‘O ninno” per la sua faccia da bambino, è insieme a Michele Zagaria uno dei principali boss del clan camorristico dei Casalesi. Era inserito nell’elenco dei 30 più pericolosi latitanti d’Italia. Ricercato dal 1996,nel luglio 1999 erano state diramate le ricerche in campo internazionale. Il 19 giugno 2008, nel processo d’appello del maxiprocesso Spartacus, viene condannato alla pena dell’ergastolo, insieme ad altri componenti del clan dei Casalesi. Negli ultimi anni, arresti e sequestri patrimoniali hanno fatto terra bruciata attorno al boss, che si è però reso irreperibile per ben 14 anni. A novembre 2009 viene arrestato uno dei suoi nipoti insieme a un ispettore di polizia e a un carabiniere accusati di essere le talpe dei Casalesi. Prima ancora, a marzo dello stesso anno, era finita in manette la sorella Anna per tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso ai danni della cognata. Anche la moglie, Enrichetta Avallone, è in carcere dal 2008. A febbraio 2010, poi, l’arresto che fa pensare a una più vicina cattura del superlatitante: in un appartamento di San Cipriano D’Aversa, dove Iovine è nato e cresciuto, viene sorpreso dopo una lunga indagine Corrado De Luca, 42 anni, ritenuto braccio destro del boss e condannato a otto anni nel processo Spartacus. De Luca è considerato dagli inquirenti uno degli uomini più legati a Iovine, capace anche di gestire affari e interessi del clan a Roma, dove Iovine è stato sempre molto attivo.

IL “DELFINO” DI SANDOKAN. “‘O ninno” era il prediletto del boss Francesco Schiavone, detto “Sandokan”. Una serie incrociata di fidanzamenti testimonia i legami tra i due: la figlia di Iovine, Filomena (Milly) si è fidanzata con Ivanoe Schiavone, figlio di Sandokan; la figlia della sorella di Iovine, Filomena Fontana, si è unita con Paolo Schiavone, figlio di Cicciariello; la figlia di Rosanna De Novellis e di Carmine Iovine, anche lei Filomena (Filly) è infine stata fidanzata con Carmine Schiavone, un altro figlio di Sandokan.

IL “TRIANGOLO” DELLA CAMORRA. Antonio Iovine è legato da un patto di ferro e di amicizia a Michele Zagaria, l’altro superlatitante dei Casalesi. Entrambi sono nati a San Cipriano, il centro nel quale nel 1988 venne assaltata la caserma dei carabinieri perché i militari avevano avuto “l’ardire” di arrestare un ragazzo durante la festa patronale. San Cipriano è collegato a Casal di Principe e a Casapesenna. I tre centri casertani non hanno soluzione di continuità tanto che negli anni Trenta ne si fece un solo Comune: Albanova. A San Cipriano ha la sua origine anche la famiglia Bardellino che ha avuto in Antonio il suo “leader maximo” e proprio da lui e dal suo amico Mario Jovine, i due hanno imparato come scalare i vertici della malavita e a evitare la polizia anche se a volte- per dimostrare la propria potenza- si facevano vedere a spasso per le strade del paese. Zagaria proviene da una famiglia di imprenditori edili, uno dei fratelli è il titolare di una ditta affermata ancor prima della sua entrata nei clan. E proprio il cemento è stata la leva della sua escalation: Tav, controllo della vendita del calcestruzzo, e, ma solo all’inizio, traffico di rifiuti tossici e pericolosi. Iovine e Bardellino avevano aperto la strada del Sud America per il traffico della cocaina, Zagaria e Iovine l’hanno fatta diventare un’autostrada. Bardellino e Iovine avevano inventato una “cupola” che ha fatto definire la camorra casalese “cosa nostra napoletana”; Zagaria e Iovine hanno fatto diventare l’organizzazione una grande multinazionale.

GLI APPALTI PUBBLICI. Appalti pubblici e speculazione hanno fatto guadagnare cifre da capogiro. Solo per i Regi Lagni sono stati spesi mille miliardi delle vecchie lire (arrivati dai fondi del terremoto). Con tanti soldi l’orizzonte si è allargato alla Spagna, alla Francia e poi all’est Europeo dove prima in Cechia e Slovacchia, poi in Romania, Bulgaria, Romania. Qui i casalesi hanno riciclato masse ingenti di denaro. Hanno tanti soldi le organizzazioni di Iovine e Zagaria da non costituire un problema se qualcuno chiedeva loro 20 milioni di euro per comprare la Lazio.

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