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“I Sentieri del Risveglio” approdano a Casagiove

Michele FalconeCASAGIOVE. Col progressivo aggravarsi della crisi economica, morale ed istituzionale in Italia, acquistano sempre più valore le “fonti” culturali dell’irrinunciabile ripresa.

In tale quadro, l’iniziativa assunta dalla parrocchia “Santa Maria della Vittoria” è marcata lucidamente dal carattere dell’attualità e della puntualità: si tratta della presentazione del romanzo “I sentieri del risveglio” pubblicato dal noto professor Michele Falcone, un’opera accolta con favore dai lettori e dalla critica soprattutto per la sua dirompente “lezione” etica. L’appuntamento è fissato per martedì 23 novembre – alle ore 17 – nella chiesa di S.Maria in Piazza della Vittoria, appunto. Libera la partecipazione di quanti siano interessati all’evento. Organizzatori di prima fila la Commissione Cultura ed il Consiglio Pastorale della Parrocchia. Il convegno avrà inizio coi saluti di don Stefano Giaquinto, dell’arcivescovo di Capua mons. Bruno Schettino e del coordinatore della Commissione Alberto Altieri. Prenderanno poi la parola, per approfondire i differenti aspetti del libro, lo storico caiatino Aldo Cervo, il presidente dell’Unione giuristi cattolici di Caserta avv. Gaetano Iannotta e la responsabile di Lunaset Francesca Nardi. Vi sarà, dopo, il tempo per il dibattito con gl’interventi del pubblico presente e per le conclusioni che traccerà l’autore.

L’autorevolezza dei promotori e dei relatori è garanzia di seria impostazione del confronto che, comunque, si prevede serrato, atteso che il volume di Falcone affronta, in prevalente chiave autobiografica, fatti e questioni sociali e politiche in effetti di palese oggettività e che implicano approcci documentati ed osservazioni di una certa levatura. Il “teatro” in cui si snoda la narrazione falconiana è la provincia di Caserta – con tutte le sofferenze, le contraddizioni e le potenzialità che da decenni, ormai, la pongono all’attenzione nazionale, specialmente mediante una “lettura” negativa di quanto vi è accaduto e vi sta accadendo –.

Ecco perché occorre che quanti si avvicineranno al microfono si lascino guidare dal tatto, dal buon senso, da un formale e sostanziale rispetto degli argomenti in discussione e, soprattutto, del luogo sacro che ospita la tavola rotonda. In tal senso, potrebbe tornar proficua la speranza -cui l’implacabile Falcone non rinuncia- in una rinascita dell’orgoglio antico, della voglia di ricostruire un tessuto in più parti fortemente lacerato, del dovere di riscrivere regole adatte ai tempi in cui viviamo, al fine di ritrovare la giusta strada della funzionalità di istituzioni ed enti deputati a governare il territorio, a fornire modelli positivi alla gente, a progettare insomma uno sviluppo in varie direzioni e veramente necessario.

Destinatari privilegiati di tale elaborazione teorica non può essere che il pianeta-giovani al quale le più differenti “fonti” dell’autentica cultura sempre si rivolgono particolarmente. L’auspicio, dunque, è che la chiesa, durante il dibattito, sia gremita da tanti giovani che avranno modo di ascoltare, ma anche di prospettare obiezioni e proposte. Il disorientamento, nella sua più ampia accezione, è purtroppo una realtà; eppure non deve venir meno la volontà di sciogliere i nodi più intricati, esplorare con serietà le dinamiche di cui siamo protagonisti e vittime, rimboccarsi le maniche, a tutti i livelli, onde migliorare la qualità della vita, magari improntandola alla riscoperta di “fedi” religiose, civili e politiche indispensabili per far luce sul cammino di ciascuno e di ogni comunità.

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