Aversa

Più che futuro…quale passato per Aversa?

Piazza MunicipioAVERSA. “Ma che ci fa il mio vecchio professore comunista insieme ad una serie di democristiani?”. E’ stata questa la domanda che mi sono posto quando ho letto i manifesti del convegno organizzato dal demo (…cratico o cristiano?) Stefano Graziano

…la cui presenza (insieme al suo mentore Follini) accanto a Mimmo Ciaramella, in occasione delle amministrative del 2007, non possiamo mai dimenticare (perché il passato conta!). E, accanto a Graziano (…graziato da Follini stesso che lo ha nominato parlamentare grazie alla legge elettorale cosiddetta “porcata”), altri democristiani. Peppe Sagliocco, che oggi si rivela “novello Masaniello” solo dopo essere stato accantonato dalla nomenclatura locale del Popolo della Libertà (e un po’ anche da Bocchino che a Mondragone non lo ha fatto votare).

Forse ragioniamo ancora con vecchi schemi ideologici, ma credo che oggi Sagliocco sia a destra avendo scelto Fini per cui… Poi, ancora, in rappresentanza di un Partito Democratico che ad Aversa si autoreferenzia grazie all’autoreferenziarsi di due o tre “giovani” (ex, ormai vicini alla cinquantina), il nipote di Sagliocco, che qualcuno aveva pensato anche di far nominare assessore in quella desolante parentesi della giunta tecnica. L’onorevole Graziano ha dimenticato di invitare un rappresentante di quella che è oggi la forza più attrattiva della Sinistra (soprattutto a livello nazionale): Sel di Vendola. Ma, forse, per lui, che di riformista ha ben poco, il governatore della Puglia è un rivoluzionario da tenere lontano. Tutto il rispetto per il mio vecchio prof di latino e greco, ma i partiti da lui rappresentanti sono vicini allo 0.

Allora, mi chiedo e gli chiedo: “Caro Mimmo, ma perché prestarti a questa comparsata in un convegno di vecchie glorie democristiane? Tra persone che in una competizione elettorale nominale, di quelle come Dio comanda,(a scanso, forse, di Sagliocco) non prenderebbero che il loro voto? Se vogliamo veramente disegnare il futuro di Aversa siano fatti fuori i sepolcri imbiancati e si dia spazio a idee e facce nuove, cercando di non consegnare ancora una volta la città ai poteri forti che decideranno all’ultimo momento di appoggiare questa o quella cordata.

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