Sant’Arpino

Pd: “Comprensivo declassato per fare un dispetto al preside”

Michele Dell’AmicoSANT’ARPINO. E’ ancora scontro tra maggioranza e opposizione sul tema della scuola. Stavolta il coordinamento locale del Pdl parla del declassamento dell’Istituto Comprensivo come “dispetto” nei confronti del preside Michele Dell’Amico (nella foto).

“Ormai la giunta dell’armata brancaleone e del sindaco muto e incapace, Eugenio Di Santo, si va sempre più caratterizzando come un manipolo preoccupato non tanto di risolvere i problemi della collettività, ma di punire tutti quelli che si oppongono alla loro irresponsabilità ed incapacità”.

“Ancora una volta la vittima di turno è la scuola, che viene depotenziata e declassata solo per fare un dispetto al preside Michele Dell’Amico, geloso dell’autonomia scolastica e che ha dimostrato in tutti questi anni di essere un vero dirigente. Un amministratore scolastico, poiché tale è, che ha a cuore i problemi della scuola e soprattutto degli allievi; un dirigente pubblico che ritiene che il ruolo della politica, con la ‘P’ maiuscola, sia quello di risolvere le questioni e non, meschinamente, di effettuare ‘ritorsioni’ nei confronti dei non allineati all’arroganza e alla prepotenza dei dittatorelli di turno”.

“Ci avevano provato nel 2009 senza successo, con la deliberazione di Giunta n.122 del 10 luglio 2009, e ci riprovano adesso, con la deliberazione di Giunta n.143 dell’8 ottobre 2010, e come sempre lo fanno in dispregio di leggi e calpestando i diritti dell’intero mondo scolastico. Il gatto e la volpe, alias Di Santo e Giuseppe Lettera, e quanti gli tengono bordone, non si preoccupano affatto della scuola, ma solo di come ‘dare una lezione’ a chi ha osato alzare la testa per difendere i diritti di tutto il personale scolastico e degli alunni. E nel fare ‘ritorsione’ non si preoccupano di mettersi sotto i piedi leggi, norme e fatti che vengono piegati alla loro sete di vendetta. Il preside va punito!”.

“E così, senza ritegno, mettono a repentaglio quanto di buono si era costruito negli ultimi anni e per farlo cadono ridicolmente in contraddizione, sostenendo tutto e il contrario di tutto. Con la rinnovata, immotivata e ingiustificata richiesta di sopprimere l’Istituto comprensivo mettono a repentaglio non solo quantità e qualità dell’offerta formativa, ma anche posti di lavoro”.

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