Sant’Arpino

Incarichi legali, Pd chiede commissione di inchiesta su Lettera

Giuseppe Lettera SANT’ARPINO. Il coordinamento cittadino del Pd, in un volantino, chiede l’istituzione di una commissione d’inchiesta sull’operato dell’attuale assessore Giuseppe Lettera ai tempi in cui ha rappresentato come legale difensore il Comune di Sant’Arpino.

Cari concittadini, come sapete Giuseppe Lettera è l’assessore alla Cultura e alla Pubblica Istruzione del nostro Comune. Ma l’avvocato Lettera, e forse questo solo pochi lo sanno, è stato per molti anni (circa un ventennio) anche uno dei difensori del Comune di Sant’Arpino, incaricato dalle varie Amministrazioni che si sono succedute fino al 1994. In uno dei tanti incarichi ricevuti, quello con delibera di Giunta del 05/03/1988, ha ottenuto una grave sentenza della Corte di Appello di Napoli, la n. 2090/2010, con la quale, udite, udite, il Ctu (consulente tecnico d’ufficio) depositava una perizia che quantificava i danni per £ (lire) 253.330.000 (al 07/06/1981) per una occupazione illegittima dei suoli utilizzati per le Case Popolari di Via Volta, avvenuta nel lontano 1975. Il “nostro” avv. Lettera Giuseppe si attarda in vari giudizi, fino ad ottenere una schiacciante sentenza di condanna per il Comune, in solido con l’Iacp. Infatti entrambi gli Enti sono stati condannati per € 130.852,01 per occupazione illegittima; € 21.605,00 per spese legali, oltre alle spese per le consulenze tecniche d’ufficio, gli interessi e le rivalutazioni dal 1981 alla liquidazione.

Intanto cosa fa il “nostro” assessore-avvocato di fiducia? Prima si dimette da avvocato difensore del Comune di Sant’Arpino per assumere l’incarico di Assessore (aprile 2008); poi l’Amministrazione Comunale targata Di Santo, di cui lui fa parte, non lo sostituisce quale legale di fiducia con un altro avvocato. Ed infine il nostro zelante assessore Lettera Giuseppe si fa riconoscere la modica cifra di € 18.000,00. E tale somma, devono sapere i nostri concittadini amministrati dal Lettera G., è stata anche ridotta (sic!), figuriamoci a quanto doveva ammontare!

Lo scandalo è: quale credibilità può avere un amministratore del genere che ha perso l’ennesima causa ai danni del Comune di Sant’arpino? Quale fiducia può avere un cittadino in un amministratore che, prima non cura gli interessi dell’Ente in qualità di difensore e poi, appena uscita la sentenza, senza preoccuparsi di come pagare il debito di oltre € 150.000,00, corre a farsi riconoscere la sua parcella? E che parcella! Noi riteniamo che l’azione dell’assessore sia censurabile, prima sul piano politico e poi, qualora ne ricorrano gli estremi, anche sul piano giudiziario, in quanto già nel 1988, quando assunse l’incarico di legale dell’Ente poteva tentare un bonario componimento, che possiamo certificare, mai proposto dal 1994 al 2008, cioè in ben 14 anni di contenzioso. Non sembra alquanto temeraria la difesa del legale? Non sembra danneggiare le casse comunali la sua mancata difesa? Non si ravvisano interessi privati nell’assessore-avvocato quando non ha proposto la sua sostituzione con atto di Giunta Comunale, di cui lui fa parte? E si è poi interessato solo della sua parcella, facendo maturare interessi e rivalutazioni a carico delle casse comunali per le somme riconosciute dal Giudice?

Di questo e tutto il contenzioso seguito dall’avv Lettera G., oggi assessore, si chiede che venga istituita una commissione speciale d’inchiesta, ai sensi e per gli effetti dello Statuto Comunale.

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