Orta di Atella

Rainone (Pd): “Un territorio zeppo di problematiche, occorrono fatti concreti”

Salvatore RainoneORTA DI ATELLA. “Ora fatti concreti. E per parlare di concretezza non si può prescindere da un’osservazione globale del territorio, contestuale al modo di vita in cui siamo ‘costretti’ ad Orta”.

Così il consigliere comunale di opposizione ed esponente del Pd, Salvatore Rainone, che fa un suo quadro generale della situazione politico-amministrativa in città. “L’incuria della provincia di Caserta verso le periferie è evidente, – dice Rainone – soprattutto nel territorio ‘ortese-atellano’; lo dimostra la caotica e pericolosa viabilità che caratterizza Orta e i paesi limitrofi. Ad Orta, già dai primi interventi pubblici (vedi interpellanze e richieste nei documenti scritti presentati già ai tempi del la relazione sul bilancio di previsione), il Pd denunciò lo stato di degrado ed in primis la ‘viabilità negata’ come quella annosa di via Ragozzino. Ebbene, niente è cambiato. Inoltre, è nota la carente, se non disastrosa, la situazione delle strade interne ai nostri centri urbani che diventeranno vere gabbie per tutto il periodo invernale prossimo (assenza di marciapiedi, piani stradali disconnessi per fossati, pericolosi per il selciato più volte manomesso ma mai definitivamente sistemato a regola d’arte). Ciò che completa il quadro delle vie impossibili, sono le due provinciali: Aversa-Caivano e Marcianise-Orta. Il problema più grave è quest’ultima che, asse portante tra la Provincia di Napoli e Caserta, diventa unico fiume di macchine, trattori, biciclette, pedoni e altro; traffico urbano ed interurbano, senza alcuna regolamentazione ai sensi del codice della strada e della sicurezza dei cittadini. I suoi principali incroci (Orta-Frattaminore-Sant’Arpino) e (Orta- Succivo ‘storiche quattro vie’) sono luoghi del ‘Far West’ automobilistico. Non parliamo poi di via Verdi e della sua comunicazione verso gli sbocchi di via Roma-Martiri Atellani: un imbuto spaventoso di ‘fantozziana’ memoria; arterie dove insistono attività commerciali importanti, tra cui il centro ‘Fabulae’. E’ compito dell’amministrazione provinciale, contestualmente ai Comuni interessati, intervenire con un piano organico di lavori per la viabilità interna confluente alle superstrade. Intervenire per mettere in sicurezza, creare delle rotonde, recuperare spazi pubblici, di sicuro invasi arbitrariamente da attività presenti in loco. Questo è il compito degli Enti locali: amministrare. E’ un primo segno di civiltà quello di curarsi del territorio e della vivibilità dei cittadini”.

Rainone aggiunge: “Questo antefatto di carattere, per così dire, ‘estetico’ è solo l’aspetto esteriore e sicuramente un ‘assaggio’ della vita del cittadino di Orta di Atellache ha di fronte ben altri e difficilissimi problemi. I più gravi: una inesistente risposta per la soluzione del caos edilizio-abitativo: a tal proposito non è dato sapere – lo chiediamo fermamente in Consiglio Comunale e fuori – qual è la linea di pensiero e responsabile risposta che deve essere data da parte dell’amministrazione. E i provvedimenti per la gravissima situazione degli operatori commerciali? E la grave crisi debitoria del Comune? Senza, peraltro, porre mano ad affrontare la riscossione degli oneri dovuti per gli edifici censiti ma inadempienti per il versamento del dovuto; anche istituendo una commissione ad hoc per il recupero crediti. In questo, a dire il vero, c’è colpa anche della passata terna commissariale, che individuò il problema ma non vi pose rimedio. Queste ‘inadempienze’ si traducono in mancanza dei servizi prioritari al paese e degrado della qualità di vita. A fronte di ciò (è onesto e doveroso denunciarlo) vi è, ancora, una malaccorta ‘elargizione’ di accordi ad personam, spesso senza un solido fondamento giuridico e sicuramente dannosi per l’economia del Comune. Elargire fondi a scopi di non primaria utilità sociale, ovvero provvedere ad opere di sistemazione di spazi che sarebbero di competenza di privati o di terzi non è sana economia, pur se lodevoli le intenzioni”.

“Inesistente è una politica di sviluppo artigianale-industriale (quale destino ha la zona Pip, attualmente ferma in un pantano di controversie, senza razionale soluzione?). Una mancanza di progetto organico di sviluppo e di commercio fa morire il centro storico e mette in gravi difficoltà le attività sorte (o che vorrebbero sorgere) nelle nuove zone costruite, dove c’è bisogno urgente di servizi, uffici pubblici, scuole con edifici statali e didatticamente funzionali alla crescita dei nostri figli, luoghi di aggregazione. Quale la causa di tale danno economico e della conseguente disoccupazione giovanile, già così precaria? Un governo dalla rigorosa politica economica – come necessita nel caso di Orta – mette in essere operazioni strutturali serie, come da sempre ha affermato il Partito Democratico, ad esempio: termine dell’affidamento di servizi a terzi e rientro nelle competenze degli Uffici comunali, con potenziamento, in quantità e qualità degli stessi. Quanto costa in più al cittadino di Orta la presenza di strutture esterne per riscuoter e gestire l’acqua e l’immondizia?”.

“In ambito ambientalistico poi (ma il problema non è solo di Orta), ad oggi, non si è nemmeno ipotizzato un coraggioso progetto per l’ambiente del territorio atellano, auspicabile in sinergia con la fantomatica ‘Unione dei Comuni’. Una unione che a dire il vero, per il Pd, è solo un baraccone burocratico, nonché una presa in giro per tutti gli atellani. Tali problemi sono di un impegno e complessità tali da ‘inchiodare’, chi ha la responsabilità di maggioranza, a darsi da fare, diventare operativamente responsabili per la loro soluzione, pena dichiarare la propria inefficacia se non fallimento politico ed accontentarsi di ‘tirare a campare’. Aspettare che gli altri ci risolvano i nostri guai non è una buona metodologia. Va anche detto che tali problemi sono di una urgenza sociale così delicata che qualsiasi opposizione non può lavarsene le mani”.

“Per questi motivi, – conclude Rainone – le forze presenti in amministrazione, alternative all’attuale governo – (Pd-Psi-Udc, alleanza di centrosinistra, e Pdl), quando necessario, convergono responsabilmente su obiettivi e strategie comuni. Le matrici partitiche sono distinte, come anche le filosofie politiche, ma le urgenze sociali richiedono comuni sforzi e metodologia efficaci. In Consiglio comunale e fuori, con la propria coerenza e identità di partito, ognuno deve essere propositivo, deve mettere una pietra per costruire. Questa è e sarà la linea politica del Pd, rappresentata nelle Istituzioni e nel sociale. Questa è una seria evoluzione politica: lavorare perché si possa arrivare ad una meritata alternanza di governo del paese e dimostrare al popolo che ci possono essere altre vie per gestire la cosa pubblica”.

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