Orta di Atella

Brancaccio: “La minoranza rimedia solo figuracce”

Angelo BrancaccioORTA DI ATELLA. “E, poi, ci lamentiamo che a Orta di Atella si verificano atti d’intemperanza contro le istituzioni.

La minoranza non perde occasione di far aleggiare lo spettro dell’abuso e dell’irregolarità, rimediando puntualmente, figuracce, dal momento che i consiglieri parlano di questioni che non conoscono”. E’ netto nel rispondere alla minoranza il sindaco di Orta di Atella Angelo Brancaccio sui presunti abusi nel bando del servizio civile. “Se i consiglieri non conoscono quale sia la procedura per il servizio civile non può essere né colpa del sindaco né colpa della maggioranza – ha detto – nonostante l’ottimo lavoro del presidente del consiglio Massimo Lavino che ha provveduto a consegnare ad amministratori vecchi e nuovi il regolamento, questi consiglieri continuano ad inerpicarsi in affermazioni fantasiose che testimoniano la loro totale ignoranza di quelle che sono le procedure amministrative. Non avendo il tempo di impartire loro delle ripetizioni, ci sarebbe bisogno di un tutor full time, mi sono attivato per reperire dei manuali illustrati sui quali farli studiare nella speranza che, almeno in questo modo, si rendano conto delle sciocchezze che dicono”. Brancaccio è rammaricato del fatto che, anche questa volta, è stato interpellato il prefetto. “Ormai il prefetto viene subissato di cartacce dei nostri consiglieri di minoranza e di questo mi scuso a nome di tutta la collettività di Orta di Atella – ha detto – alla fine sono convinto che i loro tentativi di farmi chiamare da sua eccellenza pure porteranno ad un risultato. La prefettura, per il dispendio di carta del fax e per la quantità di inchiostro sprecato, pure mi chiederà di rimborsarle le spese di cancelleria…”.

Di seguito la lettera inviata dal sindaco Brancaccio ai consiglieri Domenico Damiano, Carlo Ciuffi, Ermanno Guido, Stefano Minichino e per conoscenza al prefetto il 18 ottobre in risposta alla nota della minoranza dell’11 ottobre:

In riferimento alla vostra nota, assunta al protocollo di questo ente in data 11 ottobre 2010 al numero 17617, ed in particolare relativamente all’argomento di cui in oggetto, si fa presente che tutta la procedura afferente i bandi per il servizio civile anno 2010 è stata regolare e conforme alle disposizioni di legge. Bisogna premettere che questo ente non ha predisposto propri bandi per il servizio civile, ma si è rivolto ad apposite associazioni abilitate, quali l’Arci di Caserta, per tutte le procedure connesse, come già puntualmente avviene da diversi anni, e, come per l’ultimo, è stato richiesto dalla commissione straordinaria per la presentazione dei progetti per l’anno 2010. Pertanto, l’Arci di Caserta ha provveduto a tutte le operazioni relative ai progetti stessi, quali la predisposizione, l’inoltro al ministero, la pubblicazione, il ricevimento delle domande e la selezione del personale da impiegare per tali progetti. In particolare, come si evince dalla documentazione che si allega, il bando per la selezione di numero 10810 volontari da impiegare nei progetti di servizio civile, in cui rientrano anche i tre bandi per il Comune di Orta di Atella è stato regolarmente pubblicato in data 3 settembre 2010 dalla presidenza del consiglio dei ministri-ufficio nazionale per il servizio civile, mentre nell’allegato 1, richiamato nel bando stesso, risulta che l’Arci è destinataria di diversi progetti, e si rimanda al sito della stessa associazione. Inoltre con un semplice clic, (come risulta che hanno fatto numerosi cittadini di Orta che hanno poi partecipato alle selezioni), si poteva verificare che il progetto dell’Arci comprendeva anche il progetto per il Comune di Orta di Atella e si poteva, anzi si “doveva” scaricare il modulo per la domanda per l’ammissione alle selezioni, l’unico modo per poter partecipare a tale bando. La stessa Arci ha poi pubblicato il calendario delle prove da tenersi nelle date e nelle sedi indicate, prove che si sono regolarmente tenute e non hanno dato adito, almeno sino a questo momento, ad alcun ricorso né reclamo. Per questi motivi è forviante sostenere che il bando non sia mai stato pubblicato, né reso pubblico. E’ vero che non si è proceduto a predisporre appositi manifesti per la popolazione, ma sembrava che i cittadini di Orta siano più attenti dei consiglieri dell’opposizione all’uso ed utilizzo degli strumenti informatici, rispetto alla lettura di manifesti affissi in qualche angolo della città, non sempre facilmente leggibili, e che, comunque, rimandano al sito internet, sia per la visione completa del bando, sia, si ripete, per la stampa degli schemi di domanda da presentare nei termini indicati nel bando stesso. Per questi motivi, non si ritiene che si debba “ripetere” alcuna procedura di pubblicazione, che, comunque, non spettava né spetta a questo ente, ma alla presidenza del consiglio dei ministri ed alle associazioni interessate. Si allega tutta la documentazione indicata, attestante l’avvenuta pubblicazione dei bandi sui siti informatici.

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