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Sarah, lo zio: “L’ho uccisa, poi stuprata e gettata nel pozzo”

Sarah Scazzi e Michele MisseriAVETRANA.Sarah è stata uccisa il giorno stesso della sua scomparsa, il 26 agosto, dallo zio Michele Misseri. “L’ho strangolata con una cordicella mentre era di spalle e ho abusato di lei dopo che era già morta”.

Questa l’agghiacciante confessione del 54enne agli inquirenti, che l’hanno messo sotto torchio per tutta la giornata del 7 ottobre. Dopo ore e ore di interrogatorio ha ceduto. Insieme con lui in caserma erano arrivate, in mattinata, anche la moglie Cosima Spagnolo (sorella della mamma di Sarah, Concetta Serrano Spagnolo) e la figlia maggiore Valentina, creatrice del profilo su Facebook con cui all’indomani della scomparsa cercava amici e testimoni per ritrovare la cugina.

L’OMICIDIO E LA VIOLENZA. Si era invaghito della nipote, che si era opposta alle sue ripetute avances, fino a quando ha perso la testa e, quel giorno in cui Sarah doveva andare a casa sua, da sua figlia Sabrina per andare a mare, è riuscito a portarla in garage. Mentre la ragazza era di spalle le ha stretto al collo una corda, soffocandola. Poi,una vola morta,l’ha violentata. A quel punto ha le ha tolto i vestiti, ha caricato il cadavere nel portabagagli della sua auto, portandosi nel terreno di sua proprietà in località Tumuni,ai confini con la provincia di Lecce, tra Avetrana e San Pancrazio Salentino. In quel luogo ha gettato il corpo della quindicenne in un pozzo pieno d’acqua.

IL CORPO GETTATO NEL POZZO. Il cadavere della ragazza è stato recuperato intorno alle 11 e su un carro funebre portato in obitorio. È stato lo stesso Misseri verso le 2 di notte a portare carabinieri sul posto esatto. Il corpo di Sarah è stato subito individuato, ma ci sono volute ore per il recupero. La cavità nella quale è stato gettato è un inghiottitoio non profondo ma stretto, che porta a un pozzetto di raccolta di acqua piovana. L’apertura è un buco con un diametro di poche decine di centimetri. Per consentire il recupero del cadavere è stato necessario lo sbancamento di terreno circostante, in gran parte roccioso.Il pozzo “è una sorta di covo interrato all’interno del suolo con un foro d’ingresso di poche decine di centimetri coperti da rami, foglie e pietre”, ha spiegato il procuratore di Taranto, Franco Sebastio. “Era praticamente impossibile accorgersene, forse anche passandoci sopra. Il buco è stato scoperchiato ed è stata accertata la presenza di un cadavere” di sesso femminile “con i capelli biondi” che sarà identificato “anche attraverso l’esame del Dna: il corpo infatti si stava disfacendo, era in stato colliquativo”.

IL CELLULARE. Lo scorso29 settembre Misseri aveva provato a crearsi un alibi,consegnando ai carabinieri il cellulare di Sarah, privo di batteria e di scheda sim, raccontando di averlo trovato vicino alle stoppie bruciate il giorno prima in un podere nel quale aveva svolto alcuni lavori. Un maldestro tentativo di depistaggio che gli si è rivolto contro. La svolta sarebbe giunta con un’intercettazione ambientale della cugina Sabrina, mentre parlava con la madre e diceva piangendo “Tanto lo so che l’ha presa lui”. Secondo l’avvocato Walter Biscotti, uno dei due legali della famiglia Scazzi, il ritrovamento del telefonino è stato invece “quasi un modo per dire ‘venitemi a prendere’, una sorta di messaggio per farsi scoprire” perché non ce la faceva più a mantenere un segreto. “È la mia opinione da avvocato, – ha detto il legale – ma di casi simili ne sono successi altri. Altrimenti non si spiegherebbe il motivo per cui ha tirato fuori il telefonino, peraltro gettato lì poco prima del ritrovamento”.

LA LITE CON LA CUGINA. Sarah, dopo aver ricevuto le prime avances dallo zio,avrebbe cercato aiuto dalla figlia del 54enne, la cugina Sabrina, con la quale il 25 agosto proprio per questo motivo avrebbe avuto un violento litigio. Misseri il giorno dopo avrebbe avvicinato ancora Sarah, forse per costringerla a non rivelare le sue richieste. A Misseri sono stati contestati i reati di sequestro di persona, omicidio volontario pluriaggravato e occultamento di cadavere. Al momento non è accusato di violenza sessuale: “Stiamo alle circostanze oggettive emerse dai fatti”, ha aggiunto il magistrato.

SOSPETTI ANCHE SU ALTRI FAMILIARI. Alcuni episodi fanno sospettare che all’interno della famiglia qualcuno fosse a conoscenza delle morbose attenzioni dello zio nei confronti della nipote, ma finora non aveva parlato. Infatti, la madre della vittima accusa anche sua sorella Cosima, moglie dell’assassino, e sua figlia Valentina: “Mia sorella Cosima e mia nipote Valentina sapevano”. Ma forse ne era a conoscenza anche la cugina Sabrina, che Sarah considerava una sorella maggiore e a cui avrebbe chiesto aiuto, poiché, come sembra, le due avevano litigato il giorno prima della scomparsa di Sarah non per gelosia per un ragazzo, come finora dichiarato, ma per le attenzioni morbosedello zio. Al momento, però, Misseri è l’unico indagato.

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