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Sarah, la ricostruzione dell’interrogatorio di Misseri

Michele MisseriTARANTO.E’ la notte tra il 6 e il 7 ottobre. Michele Misseri, dopo un interrogatorio durato 12 ore, confessa di avere ucciso la nipote Sarah Scazzi.

Racconta di averla strangolata e rivela dove è stato nascosto il corpo. Ma per gli inquirenti non è tutto, nel racconto del reo confesso ci sono alcune lacune. E la conferma arriva dai successivi interrogatori in cui il contadino 57enne cambia versione per altre cinque volte. Come quello del 15 ottobre (la ricostruzione nel video sottostante) in cui Misseri tira in ballo la figlia Sabrina, raccontando di essere d’accordo con lei per far scendere Sarah giù in garage e stringerle una corda al collo per farle paura, dal momento che la quindicenneminacciava di rivelare in giro le molestie subite dallo zio. Poi la situazione sarebbe degenerata con la morte della ragazza.

ACCERTAMENTI TECNICI. Intanto, sono attesi per questa mattina nella sede centrale dei Ris gli accertamenti tecnici irripetibili sugli effetti personali e su quello che resta dei vestiti di Sarah. Agli accertamenti parteciperanno il consulente di parte della famiglia Scazzi, l’ex comandante dei Ris Luciano Garofano, il medico legale incaricato dalla procura Luigi Strada e l’anatomopatologo Carla Vecchiotti consulente di Sabrina Misseri, figlia di Michele e chiamata in correità dal padre per aver ucciso la cugina.A Taranto arriverà lunedì con molta probabilità la decisione del gip sull’incidente probatorio, chiesto dalla difesa di Michele Misseri parallelamente alla perizia psichiatrica.

LA PERIZIA PSICHIATRICA. Attraverso gli elementi che emergeranno, sono convinti i pm, si potrà fare definitamente luce sul delitto di cui sono imputati, oltre a Michele, anche la figlia Sabrina. E sempre lunedì il giudice per le indagini preliminari dovrebbe decidere sulla perizia psichiatrica richiesta da Daniele Galloppa, legale di Michele Misseri, nella sua doppia veste di indagato e grande accusatore della figlia.

LA FIGLIA AL PADRE: “CAMBIA AVVOCATO”. La famiglia Misseri sta tentando disperatamente di salvare Sabrina dall’ergastolo. È questa la missione che Valentina Misseri e sua madre Cosima hanno preparato. Valentina è andata in carcere a far visita al padre. Ufficialmente per portargli dei vestiti, in realtà per cercare di convincere il congiunto a sostituire il legale assegnato d’ufficio dal tribunale, Daniele Galoppa, e che poi Misseri ha confermato nei giorni successivi firmandogli una procura. Da giorni l’avvocato Galoppa parla di pressioni che Misseri starebbe subendo per indurlo a nominare un nuovo legale, suggerito dalla famiglia. Pressioni diventate più insistenti, sostiene ancora Galoppa, da quando il contadino di Avetrana ha annunciato una nuova confessione, che potrebbe ulteriormente aggravare la posizione di sua figlia Sabrina e non solo. Il racconto di Galoppa, però, non ha trovato riscontro nelle parole del collega Vito Russo che, uscendo da casa Misseri, ha smentito “categoricamente che Valentina Misseri abbia mai parlato con il padre di questioni legate al cambio di legale”.

Ricostruzione dell’interrogatorio

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