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Sabrina resta in carcere, il gip: “Attendibile ricostruzione Misseri”

Sabrina MisseriTARANTO. Sabrina Misseri resta in carcere. Il giudice per le indagini preliminari ha convalidato l’arresto della ragazza, sospettata di avere partecipato all’omicidio della cugina, Sarah Scazzi, di cui inizialmente si era autoaccusato suo padre, Michele Misseri, a sua volta rinchiuso nel penitenziario di Taranto.

Per il giudice Martino Rosati, che ha stilato un’ordinanza di 21 pagine, va dunque confermato in pieno l’impianto accusatorio messo in piedi dagli investigatori e dalla procura della Repubblica di Taranto. La ragazza è accusata di concorso in omicidio volontario e sequestro di persona. Quella di Sabrina Misseri è stata una “azione cruenta, protrattasi per lungo tempo fino a che Sarah non è caduta al suolo”, scrive il gip di Taranto nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti della cugina della quindicenne di Avetrana. Sabrina, prosegue il gip, “l’ha tenuta ferma impedendole di muoversi”. Si tratta, conclude, “di un deciso contributo agevolatore dell’evento delittuoso”. Già nella giornata di lunedì, il gip aveva convalidato il fermo riservandosi la decisione sulla custodia cautelare, che ha sciolto questa mattina, confermando che Sabrina debba rimanere in carcere e non possa dunque beneficiare degli arresti domiciliari.

Secondo il gip, stando a quanto riportato nell’ordinanza, MicheleMisseri “è attendibile” e la sua ricostruzione dell’assassinio della ragazza è credibile. Rosati, dunque, ha accolto la ricostruzione fornita dalla procura, confermando che l’omicidio di Sarah è stato commesso nel garage della villetta di via Grazia Deledda. Cosima Serrano, moglie di Michele Misseri e madre di Sabrina, avrebbe invece, sempre secondo il gip, coperto i familiari responsabili. Anche per il giudice, dunque, i sospetti della Procura sul ruolo della mamma di Sabrina – che allo stato continua a non essere indagata – sono fondati. Non c’è solo la chiamata in correità da parte di Michele alla base della decisione del gip: anche le incongruenze e le contraddizioni tra le deposizioni della giovane e le testimonianze della madre Cosima e dell’amica Mariangela Spagnoletti hanno influito sulla decisione di trattenerla in carcere.

Sarah Scazzi è stata “uccisa nella cantina del garage con una corda”: un reato che si è compiuto “in tre momenti”, aggiunge il gip di Taranto nell’ordinanza di custodia cautelare. Secondo il gip vi è “la volontà di realizzare l’evento delittuoso, la consapevolezza di tutti i concorrenti” e “la coscienza e la volontà di contribuire al verificarsi del reato”. Per il giudice Rosati, dunque, l’omicidio di Sarah è stata “un’azione preordinata più grave di quella programmata”. Infatti, Sabrina e Michele Misseri non avevano intenzione di uccidere fin dall’inizio Sarah Scazzi, il loro obiettivo, almeno iniziale, era quello di spaventare la ragazzina che si era lamentata per le molestie dello zio Michele. In pratica, secondo il racconto di Misseri, lui e sua figlia Sabrina dovevano solo chiarire quelle molestie che lui aveva fatto a Sarah e che la cugina aveva avuto il coraggio di rilevare in cerca di aiuto. Mentre Misseri lo racconta ai magistrati, ad una precisa domanda su chi avesse messo la corda attorno al collo di Sarah, lo stesso Michele risponde: “Sono stato io”. E Sarah piangeva? “Sì, piangeva”. E Sabrina, domandano i pubblici ministeri, non ha fatto nulla per impedirlo? “No, si è spaventata, ha aperto la porta e se ne è salita sopra”. In pratica, i due da Sarah volevano solo un chiarimento, il perchè continuava a dire delle molestie del padre, e secondo il gip i rapporti tra le due ragazzine non erano proprio idilliaci tant’è che nella mattinata del 26 agosto avevano continuato a litigare, sempre secondo quanto scrive il gip, riprendendo la discussione della sera prima. Ora gli avvocati di Sabrina Misseri hanno 10 giorni di tempo per un ricorso al Tribunale del riesame.

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