Italia

Rifiuti, non si placa guerriglia Terzigno. Prestigiacomo: “Dietro c’e’ camorra”

 NAPOLI. In attesa dell’intervento del governo, che ha annunciato di risolvere in dieci giorni la nuova emergenza rifiuti, ancora guerriglia e cariche della polizia a Terzigno.

Una forte carica delle forze dell’ordne c’è stata intorno alle 5 di sabato mattina. Le forze dell’ordine hanno reagito con il lancio di lacrimogeni all’esplosione di ordigni e al lancio di pietre.La tensione è diventata altissima, ed è scattata la caccia da parte degli uomini delle forze dell’ordine mentre i dimostranti si concentravano in due aree circostanti la rotonda di via Panoramica, la strada a metà tra i comuni di Boscoreale e Terzigno. Dal buio comparivano e poi scomparivano gruppi di giovani, tra cui molti minorenni, con il volto coperto da sciarpe. Si è andati avanti con momenti di attesa e forti cariche per scompaginare il fronte avverso. Finite le “armi”, i manifestanti hanno decisodi arretrare.

Due poliziotti e tre carabinieri contusi: è il bilancio finale della notte di scontri. Alla difficoltà di attraversamento delle strade, chiuse da una serie di barricate costruite da manifestanti, si accompagna la paura denunciata dagli autisti di subire eventuali aggressioni. Alle 3 è stata liberata la statale 268, nei pressi di Ottaviano mentre in mattinata, in via Nazionale, a Boscotrecase, non lontano dalla discarica, due persone a bordo di un motorino hanno lanciato bottiglie incendiarie nell’isola ecologica danneggiando due mezzi mentre il custode, un immigrato, è rimasto ustionato a un piede nel tentativo di spegnere le fiamme.

La situazione si è aggravata anche nella città di Napoli dove in nottata si sono verificati decine di roghi di spazzatura da giorni non rimossi. Una nube di fumo si è alzata al corso Amedeo di Savoia, nei pressi del Museo Nazionale. A terra ci sono ben 2000 tonnellate di rifiuti. Dato alle fiamme anche un compattatore della società Enerambiente.

PRESTIGIACOMO: “DIETRO LE QUINTE C’E’ LA CAMORRA”. Il ministro all’Ambiente Stefania Prestigiacomo si dice “assolutamente certa” che “dietro le quinte” della protesta di Terzigno “ci siano interessi malavitosi. Ricordiamoci – sottolinea in un’intervista a ‘Libero’ – che in questi quattordici anni di emergenza la camorra ha fatto grandi affari con il racket dei rifiuti. Adesso che la situazione si sta normalizzando le cosche buttano benzina sul fuoco della rivolta”. Prestigiacomo condivide l’allarme di Umberto Bossi (“Non possiamo aspettare che ci scappi un morto”). “Se la situazione precipitasse dovremmo ricorrere all’esercito”, afferma.

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