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P3, Martino: “Letta doveva favori a Lombardi”. Il sottosegretario: “Falso”

da sin. Martino e LettaROMA. “Carboni diceva che lui li rappresentava e parlava a nome di Marcello Dell’Utri, come parlava a nome di Denis Verdini, erano amici”.

E’ quanto afferma l’ex assessore comunale di Napoli, Arcangelo Martino, nel corso dell’interrogatorio svolto il 24 settembre scorso di fronte ai pm della Procura di Roma che indagano sulla P3. Martino si riferisce all’imprenditore sardo Flavio Carboni, arrestato nell’ambito della stessa inchiesta, con l’accusa di violazione della legge Anselmi sulle società segrete l’8 luglio scorso.

“CARBONI PARLAVA A NOME DI DELL’UTRI”. Nel corso dell’interrogatorio Martino ha ribadito il concetto: “Carboni era come un punto di riferimento, parlava a nome di Dell’Utri, per lui diceva: “Io collaboro e quindi queste cose” e lui faceva questo di raccordo”. Continuando a rispondere ai pubblici ministeri che lo interrogano, l’ex esponente del partito socialista a Napoli, riferisce sulla vicenda Mondadori. Martino afferma che se ne parlò anche a casa del coordinatore del Pdl, Denis Verdini. “In due occasioni – si legge nel verbale – una si riferiva a una colazione, che poi non è mai stata una colazione, perché era il tempo di un caffè in verità, intorno a mezzogiorno. In quella occasione si trovò anche Ugo Cappellacci (governatore della Sardegna, ndr.) che stava già lì, stava con delle altre persone che parlava con Verdini”.

LODO ALFANO. In un biglietto consegnato a Dell’Utri il 7 ottobre del 2009 (data in cui la Consulta doveva decidere sul lodo Alfano, ndr.), erano indicati i nomi dei consiglieri della Corte costituzionale che avrebbero votato a favore del lodo: lo racconta Martino, specificando che l’appunto sarebbe stato consegnato da Flavio Carboni al senatore del Pdl nel corso di un incontro avvenuto all’Albergo Eden. Carboni, secondo quanto sostiene Martino, avrebbe ricevuto a sua volta il biglietto dall’ex giudice tributarioPasquale Lombardi (anche lui arrestato nel luglio scorso). Nel corso dell’interrogatorio il procuratore aggiunto, Giancarlo Capaldo, chiede a Martino: “Pasquale Lombardi aveva dato un bigliettino dove c’era?”. L’ex assessore risponde: “Della ricostruzione di coloro i quali potevano… Votare in un modo o nell’altro”. Più avanti, nell’interrogatorio viene chiesto: “Questi i nomi di quelli voteranno a favore?…”. A cui Martino risponde: “Questi votano a favore… E invece poi non fu così, ecco perché – dice Martino – in una telefonata con Lombardi io dissi: va beh, scusa, ma tu esponi anche me a questa candidatura che mi hanno offerto, mi hanno garantito, mi fai saltare”.

“GIANNI LETTA DOVEVA FAVORI A LOMBARDI”. Lombardi, secondo quanto ha raccontato ai pm da Martino, aveva un rapporto privilegiato con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta. “Un giorno Lombardi mi disse: ‘Io ho fatto un grande favore anche a Gianni Letta’”. L’intervento di Lombardi, secondo Martino, è legato ad una “iniziativa del Tribunale di ministri su Berlusconi, perché Berlusconi – si legge nel verbale di interrogatorio – utilizzava gli aerei per andare in Sardegna, non so, portando persone a bordo, cioè fu aperta un’inchiesta su questo e lui (dice riferendosi a Lombardi) disse che questa cosa gli fu chiesta da Gianni Letta e che lui avesse fatto questo favore e che Gianni Letta gli era debitore di questo fatto e che lui aveva risolto questo fatto attraverso il dott. Farnioli o Forniali”. Il procuratore Cataldo a questo punto chiede: “In che modo lo aveva risolto?”. Martino risponde: “Chiedendogli di risolvere questo problema perché c’era un processo in atto presso il Tribunale dei ministri, lui parlando con questo Fornioli (si riferisce a Giovanni Farnioli, ex presidente del Tribunale dei ministri) disse: ‘Io gli ho risolto questo problema a Gianni Letta, lui mi deve dare l’incarico. Mi deve dare qua, mi deve dare là’. Io le riporto quello che so”. Martino, nel corso dell’interrogatorio, ritorna sul rapporto tra Lombardi e Letta. “Come vi ho detto – dice al pm – lui andava molto frequentemente da Letta in maniera molto determinata, dicendo che Gianni Letta gli doveva, era debitore con lui, per tanti favori fatti, quindi non doveva sempre rompere, gli doveva dare qualcosa e il qualcosa in termine di incarico”.

LETTA: “DICHIARAZIONI INVENTATE”. “Leggo con stupore e non credo ai miei occhi per quello che leggo. – dice Gianni Letta – Non ho mai parlato con Lombardi né con altri di voli di Stato e meno che mai di processi relativi a questi. Non riesco a capire come si possa imbastire una storia di questo tipo su qualcosa non di falso, ma di addirittura inventato”.

GHEDINI ANNUNCIA AZIONI GIUDIZIARIE.“Le dichiarazioni rilasciate da Arcangelo Martino di cui si è avuta poco fa notizia sono totalmente infondate ed assurde. – dice Niccolò Ghedini, parlamentare Pdl e avvocato del premier – Ovviamente mai nessun intervento è stato richiesto o posto in essere dal geometra Lombardi in merito ad alcun processo riguardante il presidente Berlusconi, né tantomeno per la vicenda dei voli di Stato, per la quale la stessa procura aveva chiesto espressamente con un articolato provvedimento l’archiviazione”. Ghedini annuncia che “saranno quindi avviate tutte le doverose azioni giudiziarie sul punto”.

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