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Marcegaglia: “Non sono ricattabile”. Il suo portavoce lascia incarico

Emma MarcegagliaMILANO. “È stata per me una grande amarezza che qualche imprenditore possa aver pensato che fossi ricattabile. Ma sappiate che nulla può farmi tremare la mano, né giornali, né intercettazioni, né verbali giudiziari”.

Così il numero uno di Confindustria, Emma Marcegaglia, da Prato, è intervenuta sul recente caso Il Giornale-intercettazioni. La presidente ha anche annunciato che il suo portavoce Rinaldo Arpisella, al centro del caso Giornale, “tornerà ad occuparsi dell’azienda, che è in momento di grande espansione, e ha bisogno del suo lavoro”. Arpisella lascia quindi l’impegno accanto a Marcegaglia come presidente di Confindustria ma continua a lavorare per il gruppo di famiglia della leader degli industriali. La decisione è stata presa “di comune accordo”. “C’è una cortina fumogena velenosa che tenta di investire Confindustria con la sua nebbia”, ha denunciato ancora la Marcegaglia, parlando di “un teatrino mediatico che mi fa abbastanza schifo”, un “teatrino del veleno”. Il presidente di Confindustria “non è ricattabile”, ha aggiunto, sottolineando di avere “il dovere di non piegarsi”.

SALLUSTI: “MI SPIACE PER LUI”. “Mi spiace per Arpisella, non è che la cosa ci faccia piacere. Evidentemente il presidente Marcegaglia ha ritenuto opportuno, in piena autonomia, di fare questa scelta”, è stato il commento del direttore de Il Giornale, Alessandro Sallusti, all’agenzia Ansa. “È la prova – aggiunge Sallusti – non della colpevolezza di Arpisella, ma che questa storia è tutta un grande equivoco dove non ci sono reati ma solo pasticci”. Il vicedirettore de Il Giornale, Nicola Porro, ha deciso invece di non commentare la notizia. “No comment”, ha detto in maniera cortese ma ferma parlando al telefono al cronista dell’Ansa, da Praga dove si trova per lavoro. Porro, insieme al direttore del quotidiano milanese, è indagato di concorso in violenza privata per presunte minacce alla Marcegaglia.

“INDIPENDENZA TOTALE”. La presidente di Confindustria, incontrando i giornalisti a margine del XII Forum della Piccola industria a Prato, è poi tornata sulla contrapposizione col quotidiano di Paolo Berlusconi: “L’indipendenza e l’autonomia di Confindustria è totale. Spero di non dover parlare più di questo tema. I temi veri del Paese sono altri”. E, ha aggiunto, chi pensa che il suo giudizio sul governo possa essere influenzato da quello che scrivono i giornali “dice il falso”.

FIOM. In merito alla manifestazione della Fiom a Roma, la Marcegaglia, ha fatto “un richiamo a moderare i toni, perché il timore che il paese vada in una direzione di spirale di violenza è un fatto molto negativo”. La numero uno di Confindustria ha ricordato che “siamo partiti con gli insulti e poi siamo arrivati al lancio di uova alle sedi della Cisl e alle irruzioni nelle sedi di Confindustria. Bisogna bloccare questo meccanismo, condannare chi fa violenza perché se non si fa questo il rischio per il Paese è forte. Siamo già in una situazione economica complessa. Aggiungere a questo un clima di conflitto sociale sarebbe molto grave”.

“VENDERE IMMOBILI PUBBLICI”. “Dagli ultimi rilievi sappiamo che i beni pubblici ammontano al 130% del Pil, ci sono 500 miliardi di euro in immobili di vario tipo che possono essere venduti”, ha osservato tra l’altro la Marcegaglia. “Credo che sia venuto il momento di vendere alcuni di questi beni per avere i soldi da investire in ricerca, innovazione, Università”. Emma Marcegaglia ha ribadito quindi l’agenda delle riforme proposta alla politica: “Per noi i punti fondamentali sono chiari: ricerca e innovazione; far partire le infrastrutture che già sono finanziate, continuare la riforma della Pubblica amministrazione; far partire il nucleare; e fare la riforma fiscale. Adesso bisogna fare la crescita, ed è ovvio che in una condizione di rigore dei conti pubblici per sostenere la crescita bisogna tagliare da altri parti”. Per Confindustria “il tema è tagliare ancora la spesa pubblica corrente, e riprendere un cammino di privatizzioni che è stato totalmente abbandonato”.

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