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Caso Franceschi, il medico italiano: “Dubbi sulle cause del decesso”

Daniele Franceschi VIAREGGIO. Daniele Franceschi non avrebbe subito lesioni traumatiche nel carcere di Grasse (Francia) dove è morto il 25 agosto scorso.

Lo sostiene il professor Lorenzo Varetto, medico legale incaricato dalla famiglia di compiere una nuova autopsia. Secondo quanto riferito dai legali, Aldo Lasagna e Maria Grazia Menozzi, “Varetto ha attestato la regolarità dell’autopsia svolta in Francia da un punto di vista formale e tecnico e ha escluso lesioni traumatiche, tuttavia rimangono dubbi sulle cause del decesso”.

L’esame è avvenuto all’ospedale Versilia di Viareggio ed è durato tre ore e mezzo. Varetto, che in passato si è occupato di casi come i delitti di Cogne e di Garlasco, aspetterà alcuni giorni per redigere il verbale di autopsia e intende fare degli approfondimenti. “Il medico legale – hanno aggiunto gli avvocati – non esclude anche di andare in Francia, se le autorità daranno l’autorizzazione, a visionare personalmente i campioni degli organi prelevati dal cadavere, tra cui cuore e cervello”. Da parte loro, le autorità francesi hanno respinto le accuse dei percosse al giovane, sottolineando la regolarità di ogni procedura adottata.

La madre di Daniele, Cira Antignano, ha rilasciato un’intervista confermardo tutti i suoi dubbi sulla morte del figlio. “Non è morto d’infarto”, ha dichiarato a SkyTg24.

Franceschi, 31 anni, di Viareggio, carpentiere, sposato, separato e padre di un bambino di 9 anni, era stato arrestato, nel marzo scorso, in un Casinò della Costa Azzurra con l’accusa di falsificazione e uso improprio di carta di credito. Cinque mesi dopo è morto in una cella del carcere di Grasse, nell’entroterra di Cannes, in circostanze tutte da chiarire. In questi mesi aveva scritto diverse lettere allamadre, raccontando anche di aver subito soprusi, maltrattamenti e di non essere stato curato quando aveva la febbre molto alta. Il decesso, secondo le autorità francesi, sarebbe avvenuto nella notte tra martedì e mercoledì scorsi, ufficialmente “per arresto cardiaco”. I familiari hanno appreso la notizia dopo tre giorni e poi l’hanno comunicata ai quotidiani.

Franceschi era andato in vacanza in Costa Azzurra nel marzo scorso con alcuni amici. Il gruppo aveva deciso di trascorrere una serata al casinò ma, quando Franceschi si era presentato a pagare le fiche esibendo una carta di credito, gli addetti si sono accorti che qualcosa non andava e hanno chiamato la gendarmeria, che ha arrestato l’italiano. La madre di Franceschi racconta di un regime carcerario “molto duro” e dei “dubbi” che su questa morte nutrono sia lei, sia l’avvocato franceseche ora assiste la famiglia. “Io gli spedivo i soldi per mangiare – racconta Cira Antignano – e glieli davano dopo un mese; quando ha avuto la febbre a 40 non è stato curato. E questi sono solo due esempi… Ma mio figlio era un ragazzo forte, faceva sport, non aveva mai sofferto di problemi cardiaci, non credo all’infarto”.

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