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Serie A, 6^ giornata: Lazio in vetta, pari Inter-Juve, Roma ko col Napoli

 Alla Lazio basta una rete di Mauri per superare il Brescia e balzare da sola in vetta alla classifica, mentre la super sfida di domenica sera tra Inter e Juventus finisce 0-0.

Il Napoli supera la Roma per 2-0 e raggiunge il Milan (vittorioso contro il Parma per 1 a 0 nell’anticipo del sabato) al secondo posto. Sprofondano invece i giallorossi, adesso penultimi in classifica assieme agli emiliani e alla Fiorentina: i viola vanno infatti ko in casa contro il Palermo (i siciliani si impongono per 2-1), mettendo nei guai il tecnico Mihajlovic. Il Genoa guadagna posizioni grazie al successo in extremis contro il Bari (2-1), così come il Lecce che supera il Catania (1-0). Pareggi tra Bologna-Sampdoria (1-1) e Chievo-Cagliari (0-0). Nell’altro anticipo l’Udinese aveva centrato il primo successo in questa stagione: 1-0 contro il Cesena.

LAZIO-BRESCIA 1-0 È un gol pesantissimo di Mauri arrivato allo scadere della prima frazione a lanciare prepotentemente in orbita la Lazio, che punta al ruolo di grande outsider di questa stagione. Le rondinelle, che piacciono per dedizione e movimenti, vengono superate da una squadra che, al momento, può sognare: tredici punti in sei giornate sono un bottino che supera forse anche le aspettative della tifoseria. Il momento decisivo del match arriva al 45′, quando il solito Hernanes trova il corridoio giusto per Mauri, che con un sinistro a incrociare infila Sereni. Il Brescia resta nella partita fino alla mezz’ora della ripresa, quando Diamanti rimedia il secondo giallo per un fallo a centrocampo e lascia i suoi in 10 uomini. La Lazio fa festa e si accomoda in poltrona.

INTER-JUVENTUS 0-0Pace in campo e fuori: 0-0 e tregua verbale siglata tra i dirigenti. È il risultato del Derby d’Italia tra Inter e Juventus, infiammato alla vigilia da dichiarazioni e controdichiarazioni un po’ sopra le righe dei dirigenti di entrambe le squadre. Benitez lascia in panchina Milito (entrerà nella ripresa) e lancia i giovani Coutinho e Babiany, in coppia con Eto’o e Sneijder. Delneri invece sceglie Quagliarella a far coppia con Iaquinta, mentre Del Piero (entra nella ripresa al posto del secondo) è in panchina e Amauri in tribuna, insieme a Balotelli che torna a San Siro a guardare la “sua” ex Inter. A centrocampo staffetta Aquilani-Sissoko e De Ceglie-Motta dietro. Gara equilibrata nel primo tempo, con occasioni per Eto’o e Krasic per le due squadre. Al 32′ annullato giustamente un gol di Iaquinta per fuori gioco. Al ritorno in campo Benitez toglie Cordoba e lancia Santon. La Juve c’è e non si lascia schiacciare, anche se Milito ed Eto’o hanno buone occasioni. Verso il 30′ della ripresa si nota nettamente la stanchezza delle due squadre e a questo punto le reti bianche sono inevitabili: un punto ecumenico non scontenta nessuno a questo punto della stagione e con nelle gambe le fatiche di coppa, specie per i bianconeri.

classifica

Lazio 13

Napoli 11

Milan 11

Inter 11
Chievo 10

Brescia 9

Palermo 8

Catania 8

Genoa 8

Bari 8

Lecce 8

Juventus 8
Cagliari 7

Sampdoria 7

Bologna 7

Cesena 7

Fiorentina 5

Parma 5

Roma 5

Udinese 4

NAPOLI-ROMA 2-0 Il Napoli affonda, almeno per il momento, le ambizioni della Roma. La formazione di Ranieri (nonostante una buona gara) resta ferma a 5 punti, al penultimo posto. Le reti arrivano tutte nella ripresa: al 27′ scatto di Dossena sulla sinistra, cross al centro, velo di Cavani e destro vincente dell’accorrente Hamsik. La Roma prova a reagire, ma al 38′ il Napoli piazza il colpo del ko: cross di Campagnaro dalla destra e deviazione sfortunata di Juan. Due a zero e partita in mano alla squadra di Mazzarri, per l’entusiasmo dei 50 mila del “San Paolo”, mentre per la Roma arriva la terza sconfitta in sei gare.

FIORENTINA-PALERMO 2-1 Scivolone casalingo della Fiorentina, superata dal Palermo per 2-1. Rosanero in vantaggio al 20′ con un gran tiro dalla distanza di Ilicic, raddoppio al 37 ‘di Pastore. I viola accorciano al 58′ con Gilardino, poi Liajic si fa parare da Sirigu il rigore del possibile pareggio. Al 74’ Fiorentina ridotta in dieci uomini per l’espulsione di Montolivo. La squadra di Mihajilovic ci prova, ma il numero uno rosanero (e i pali) si oppongono in più di un’occasione.

GENOA-BARI 2-1 A Marassi, il Genoa beffa il Bari 2-1 grazie al gol al 95′ di Luca Toni. Al 36′ la squadra di Gasperini trova l’1-0 con Palacio fra le proteste dei pugliesi per un tocco di mano proprio di Toni. In avvio di ripresa fallo giudicato da rigore di Moretti su Castillo, espulsione del difensore e gol del pareggio di Barreto dagli 11 metri. A fil di sirena Toni castiga Gillet e beffa il Bari: schema su punizione e incornata vincente del bomber rossoblu.

BOLOGNA-SAMPDORIA 1-1 La Samp, alle prese con un possibile caso-Cassano, non va oltre il pari a Bologna. Fantantonio sfiora il gol al 43′, ma dopo aver superato anche Viviano si vede respingere la conclusione a botta sicura. Poco dopo, però, Portanova devia nella propria porta di testa un cross dalla fascia. Al 65′ Britos firma il definitivo 1-1 del Bologna con un destro sotto misura sugli sviluppi di una punizione. Al 69′ Di Carlo sostituisce Cassano e il barese, visibilmente contrariato, va direttamente negli spogliatoi.

CHIEVO-CAGLIARI 0-0 Pareggio senza reti, infine, fra il Chievo e il Cagliari. Partita equilibrata, fatta di frequenti capovolgimenti di fronte e grande dinamismo in mezzo al campo. L’impressione è che il Cagliari possa prendere il sopravvento, se Cossu entrerà davvero in partita: per ora il fantasista è andato a sprazzi, senza riuscire ancora a incidere quanto vorrebbe il suo tecnico. Nel Chievo, Pellissier soffre dal punto di vista fisico ma sono comunque dei gialloblù le palle-gol più nitide: splendido il sinistro dalla distanza di Constant, conclusione che avrebbe meritato miglior fortuna. Primo tempo emozionante, ripresa al bromuro: finisce con uno 0-0 tutto sommato giusto questo Chievo-Cagliari. I padroni di casa hanno cercato di più la vittoria ma non per questo si può dire che i rossoblù abbiano rischiato granché, anzi per poco non centrano il colpaccio in pieno recupero con l’incornata di Acquafresca. Alla fine è un punto che accontenta entrambe le squadre, che muovonoo la classifica alla vigilia della sosta.

PARMA-MILAN1-0 Dieci occasioni pulite, zero gol. Una prodezza, un’invenzione da 30 metri, un gol. Pesante, pesantissimo, che vale al Milan il successo che rappresenta il primo, vero scossone del suo campionato. Non tanto per la vittoria in sé, non tanto per il primo posto in classifica, che già domenica sera sarà come minimo in coabitazione: quanto per il livello qualitativo mostrato in tutte le zone del campo almeno per 40-50 minuti di gioco, vale a direil periodo intercorso tra il 15′ del primo tempo e il 65′-70′, quando la stanchezza e una sorta di mosciaggine causata dai troppi errori sotto porta ha consentito al Parma di rimettere in discussione un esito che per lunghissimi tratti è sembrato scontato. Emiliani che, fino a 10 minuti dalla fine, non hanno mai tirato in porta: eppure anche in una gara del genere, c’è spazio per delle recriminazioni, visto che Orsato, sullo 0-0 non ha concesso un rigore su Crespo che avrebbe dovuto portare anche all’espulsione di Nesta.

Un episodio-cardine che ha dato la sveglia al Milan, che da quel punto del match in poi ha preso la partita in mano con decisione. Fondamentale, in questo senso, la prestazione di Pirlo, favorito dalla blanda marcatura di Candreva e dei centrocampisti parmensi e dalla collaborazione di Ronaldinho, che spesso rientrava sulla linea dei centrocampisti per liberare il compagno e consentirgli di giocare palloni con continuità. Pirlo ha segnato lo strepitoso gol del successo rossonero (cannonata da 30 metri a incrociare al 25′) e ha ispirato il trio d’attacco che ha cercato di non dare punti di riferimento, di incrociare le posizioni di dialogare sullo stretto vista la renitenza alla discesa intelligente e compiuta da parte di Zambrotta e Antonini: le fasce, ancora una volta, sono sembrate il vero punto debole del Milan insieme alla cronica mancanza di cattiveria in zona gol, quella cattiveria che consentirebbe di chiudere i conti con largo anticipo e che invece sembra mancare in questa occasione persino a un “Terminator” freddo e determinato come Zlatan Ibrahimovic, che stanotte, probabilmente, sognerà Mirante girandosi nel letto: il portiere del Parma fa gongolare Prandelli parando cinque conclusioni (tre nella stessa azione) allo svedese e dicendo no anche ad Antonini, a Robinho, a Ronaldinho nella ripresa.

Le leggi non scritte del calcio vogliono che a uno o più gol sbagliati corrispondano le punizioni dei gol subìto. Il Milan la evita, il pari non sarebbe comunque equo, ma il Parma, negli ultimi 20 minuti riesce a pungere, a tenere sulla corda il Diavolo e a crearsi ancora maggiore dispetto per un altro possibile penalty di Abate (entrato al posto di Antonini, a cui Bojinov rompe il naso) su Marques, indubbiamente il migliore tra i bianconeri. Non capiterà sempre di scamparla: Allegri, salito uno scalino importante, deve cercare di tenere tutto il buono, non poco, offerto da questa partita e lavorare per una disciplina tattica e una tenuta fisica ancora maggiore. Sperando che Ibrahimovic venga presto raggiunto nei tabellini dei marcatori da Robinho (malissimo sotto porta), da Ronaldinho, da Pato entrato nel finale e apparso persino appesantito. Una missione difficilema possibile: e una classifica così aiuterà a svolgerla.

UDINESE-CESENA 1-0 Non fosse stato per il gol nei minuti di recupero di Benatia, staremmo a raccontare ancora una frenata dell’Udinese in campionato. E invece ne è venuto fuori un 1-0 che rende giustizia al gioco, specie nel secondo tempo, e alle occasioni, innumerevoli, create dalla formazione di Guidolin. Un Antonioli strepitoso ha chiuso la porta ad ogni tentativo friulano, ma nulla ha potuto sull’assalto finale. Primo tempo a ritmi bassi con le due squadre impegnate a studiarsi. E’ tuttavia, l’Udinese a cercare le maggiori soluzioni offensive. Di Natale sembra ispirato e da solo prova con il destro a sorprende il portiere romagnolo che attentissimo blocca. La formazione di Ficcadenti bada soprattutto a chiudere gli spazi e fatica a ripartire se non in qualche sporadica circostanza con Giaccherini. Nella ripresa l’Udinese parte con un piglio diverso aumentando il ritmo e soprattutto cercando di aprire la chiusa retroguardia romagnola. Di Natale è il faro attraverso cui far passare il gioco ma l’occasione più ghiotta capita sui piedi di Isla che batte al volo a colpo sicura ma il pallone incoccia il palo. L’Udinese spinge con il Cesena che sembra sul punto di capitolare. Nagatomo sfiora l’autogol colpendo ancora un palo e sul prosieguo dell’azione Pinzi da due passi manda altissimo. Ci prova ancora Di Natale ma Antonioli salva il risultato. Il forcing finale della squadra di Guidolin porta in area il difensore Benatia che risolve una mischia e regala tre punti di platino all’Udinese.

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