Esteri

Pacchi bomba, Dubai: “Sono di Al Qaeda”

 DUBAI. La polizia di Dubai non ha dubbi: il pacco contenente una stampante al cui interno era nascosto dell’esplosivoporta la firma di Al Qaeda.

Sono troppi gli indizi che inducono gli investigatori a sostenere l’ipotesi di un gruppo legato a Bin Laden dietro il ritrovamento dell’ordigno nel pacco proveniente dallo Yemen, trovato in un centro di smistamento della FedEx a Dubai, da dove poi avrebbe dovuto proseguire il viaggio verso Chicago. Per questo le autorità dello Yemen, terra di origine della famiglia dello sceicco del terrore, hanno effettuato numerosi sequestri di plichi sospetti, hanno chiuso uffici e hanno arrestato una presunta terrorista sospettata di aver spedito pacchi bomba verso gli Stati Uniti. Nel frattempo le poste americane, l’Us Postal Service, hanno deciso di sospendere temporaneamente l’accettazione di posta proveniente dallo Yemen.

GLI ALLARMI. Nella giornata di venerdì erano stati lanciati diversi allarmi per la possibile presenza di pacchi esplosivi a bordo di alcuni voli o temporaneamente custoditi in centri di smistamento. Un volo della Emirates diretto a New York è stato scortato dai caccia dell’AirForce americana fino all’aeroporto “JFK”, dove è stato poi preso in consegna dagli artificieri. I controlli sono scattati su segnalazione dei servizi segreti sauditi. Le autorità yemenite, nel frattempo, hanno fatto sapere di avere isolato 26 colli sospetti e di avere iniziato interrogatori a tappeto tra i lavoratori delle compagnie di trasporto e dello scalo aeroportuale della capitale Sana’a.

ORDIGNO PROFESSIONALE. Il pacco conteneva pentrite (tetranitrato di pentaeritritolo, Petn) un esplosivo sintetico non sensibile all’umidità nascosto in una stampante e in una cartuccia. Il Petn è lo stesso esplosivo usato per il fallito attentato del Natale scorso sul volo Amsterdam-Detroit, di cui fu autore un nigeriano arruolato dal braccio yemenita di Al Qaeda. Il pacco sospetto proveniente dallo Yemen e diretto a Chicago era stato trovato in un centro di smistamento della FedEx a Dubai, dopo che è scattato un allarme internazionale per pacchi bomba spediti negli Stati Uniti. “Era preparato in modo professionale e c’era un circuito elettrico collegato alla Sim di un cellulare nascosta nella stampante”, si legge in un comunicato della polizia di Dubai, “si tratta di un sistema con le caratteristiche di altri usati in passato da organizzazioni come Al Qaeda”.

ANALISI SUGLI ESPLOSIVI. L’esplosivo trovato nei pacchi bomba destinati agli Stati Uniti continua a essere oggetto di “analisi”.”Le analisi sono in corso, devono essere fatte da esperti scientifici. – afferma il ministro per la Sicurezza interna statunitense, Janet Napolitano, in un intervento su Fox – È necessario – osserva aumentare la sicurezza e la vigilanza: non ci sono ricette miracolose in questo senso”.

OBAMA: “LI DISTRUGGEREMO”. Nel frattempo, dagli Stati Uniti il presidente Barack Obama ha ribadito che dopo il tentato attentato contro le istituzioni ebraiche a Chicago, cui erano diretti i pacchi contenenti esplosivi provenienti dallo Yemen, gli Usa sono ancora più determinati a distruggere i terroristi dell’area mediorientale. Se ancheObama non ha citato esplicitamente Al Qaeda, il suo consigliere per l’antiterrorismo, John Brennan, ha sottolineato come sia questo, oggi, il gruppo più attivo della galassia che fa capo all’organizzazione di Bin Laden. Un gruppo che vede in prima linea proprio due americani: il leader religioso Anwar al Awlaki, nato negli Stati Uniti e oggi nascosto nello Yemen, accusato di complicità nel fallito attentato dello scorso Natale; e Samir Khan, un altro americano che si è autoaccusato di tradimento e che oggi lavora nel settore della propaganda di al Qaida. Tuttavia, scrive oggi il New York Times, non si sa quanti siano esattamente gli americani che collaborano oggi con “Al Qaeda nella Penisola arabica”, un gruppo che si stima comprenda circa 300 miliziani, provenienti anche da Arabia saudita e altri Paesi arabi. “Queste sono persone che hanno accesso all’esplosivo e che sanno come funzionano gli Stati Uniti”, ha detto al Nyt Bernard Haykel, docente dell’Università di Princeton, autore di diversi studi sullo Yemen. “E nello Yemen puoi entrare in una sede locale della FedEx e inviare qualcosa negli Stati Uniti. Non puoi farlo invece in Somalia o nell’Afghanistan rurale”. “Al Qaeda nella Penisola arabica” non considera gli Stati Uniti un obiettivo chiave, secondo fonti di intelligence e analisti sentiti dal quotidiano. Tuttavia, un attacco condotto contro la superpotenza mondiale porterebbe lustro all’organizzazione, favorendo il reclutamento. Nel frattempo, sono in corso ulteriori analisi sull’esplosivo trovato nei pacchi bomba destinati agli Usa.

LONDRA: ORDIGNO POTEVA ESPLODERE. L’ordigno rinvenuto venerdì all’aeroporto di East Midlands, in un pacco a bordo di un aereo Ups, era “funzionante e avrebbe potuto esplodere”. Il ministro dell’Interno britannico, Theresa May, al termine di una riunione del Comitato d’emergenza, ha definitivamente confermato la pericolosità elevata del tentativo di attentato messo in atto con bombe nascoste in pacchi inviati via corriere internazionale. Il ministro ha precisato che il livello di allerta in Gran Bretagna resta elevato e che non è stato innalzato in relazione alla minaccia dei pacchi bomba aggiungendo che al momento “non ci sono indicazioni che un altro attentato sia imminente”. Poco dopo le dichiarazioni del ministro May, lo stesso premier britannico ha confermato che il pacco bomba rinvenuto su un aereo cargo all’aeroporto East Midlands era stato realizzato per esplodere in volo. “Riteniamo che l’ordigno sia stato realizzato per esplodere sull’aereo ma non siamo ancora sicuri circa il momento in cui era stata prevista l’esplosione”, ha detto Cameron, parlando con la stampa alla sua residenza di campagna dei Chequers, fuori Londra. “Non ci sono ancora prove che sia stato realizzato per esplodere sul suolo britannico ma non possiamo nemmeno escluderlo”, ha aggiunto il primo ministro. “Ho parlato con il presidente yemenita (Ali Abdullah) Saleh ribadendo con forza che bisogna fare di più per estirpare il cancro di Al Qaida dallo Yemen e dalla penisola arabica”, ha detto.

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