Caserta

“Donne e potere nella Napoli Borbonica”, presentazione al Belvedere

 CASERTA. Caserta ha dato corpo a regine, potere, arte e cultura ospitando la presentazione del pregiato volume “All’ombra della corte. Donne e potere nella Napoli borbonica” tenuto a battesimo al Belvedere di San Leucio in anteprima nazionale.

Edito per i tipi della Fridericiana Editrice Universitaria, voluto dalla Fondazione Valerio per la Storia delle Donne, curato da Mirella Mafrici, il volume è una straordinaria occasione per conoscere l’importanza indiscutibile avuta dalle sovrane nella gestione e nella crescita di quello che fu il Regno delle Due Sicilie.

A dare il benvenuto a questo gioiello della cultura il sindaco Nicodemo Petteruti, il presidente della Fondazione Valerio – venuto per l’occasione dalla Svizzera dove risiede ed opera come banchiere – Francesco Valerio, le docenti universitarie Rosanna Cioffi, Mirella Mafrici, Maria Rosaria Polizzari, Adriana Valerio.

“Questo lavoro – ha spiegato la Mafrici, curatrice dell’opera – intende offrire un contributo di riflessione sul ruolo autorevole esercitato dalle donne nella realtà napoletana e del mezzogiorno: un ruolo che, nonostante veti teorici e limitazioni pratiche, ha preso il volto delle tante protagoniste che hanno caratterizzato e, in alcuni casi, dominato mutevoli scenari politici nella Napoli borbonica: Maria Amalia di Sassonia, Maria Carolina d’Austria, Carolina Bonaparte, Maria Isabella di Borbone, Maria Cristina di Savoia, Maria Teresa d’Asburgo Lorena, Maria Sofia di Baviera. La storia del regno si intreccia saldamente con quella di molte monarchie europee ed è una storia di luci e di ombre, di sangue e di santificazione, che fa emergere il modus operandi della donna: in primo luogo, il suo stile di governo nell’ambito della Corte, punto di incontro degli interessi della dinastia con quelli dello Stato”.

Grandi consensi ha ricevuto il volume che pone la città di Caserta al centro di una riflessione internazionale. Il volume infatti accoglie un saggio specifico sul Codice delle leggi leuciane, scritto da Nadia Verdile, che dimostra come sia stata questa terra la patria del diritto delle donne.

“La partecipazione delle donne alla sfera pubblica – ha sottolineato Adriana Valerio, anima indiscussa della Fondazione – e la loro influenza nella gestione del potere consentono di fornire una nuova chiave di lettura dei secoli XVIII e XIX attraverso un diverso centro prospettico, quello delle regine, siano esse consorti o reggenti, delineando gli indiscussi intrecci tra i ruoli politico, diplomatico, economico, religioso e, non ultimo, quello di matronale e maternale”.

Il volume contiene i contributi di Francesco Barra, Imma Cecere, Renata De Lorenzo, Silvio De Majo, Almerinda di Benedetto, Laura Guidi, Mirella Mafrici, Anna Maria Rao, Ornella Scognamiglio, Nadia Verdile.

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