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Rifiuti, riunione con Berlusconi al termovalorizzatore di Acerra

Silvio BerlusconiNAPOLI. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, insieme al Capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, e al presidente della regione Campania, Stefano Caldoro, giovedì mattina, alle ore 11.30, terrà una riunione presso l’impianto di termovalorizzazione di Acerra.

Alla riunione interverranno anche i presidenti delle provincie e i prefetti di tutta la regione. Seguirà una conferenza stampa.

Il premier arriva in Campania proprio mentre la crisi dei rifiuti sta assumendo contorni meno drammatici e si delinea un esito più favorevole dell’emergenza rispetto alle settimane scorse quando c’ererano stati scontri tra manifestanti e polizia. Berlusconi probabilmente si vuole rendere conto di persona dei problemi dell’inceneritore di Acerra e capire – dal governatore Caldoro e dai presidenti delle Provincie – quali sono i problemi e gli ostacoli per la costruzione degli altri impianti (a partire dai due termovalorizzatori di Napoli Est e Salerno) e per il decollo della differenziata.

Intanto, slitta di 48 ore la riapertura della discarica ex Sari di Terzigno. E’ la decisione adottata nel corso di un vertice in Prefettura con la Protezione civile, i sindaci vesuviani, il presidente della Provincia di Napoli, Luigi Cesaro. Comunque, appena Cava Sari riaprirà, bisognerà far passare gli autocompattatori diretti alla discarica Sari. I camion porteranno solo rifiuti dell’area vesuviana. “Opporvisi con blocchi e proteste sarebbe autolesionistico, facendo restare a terra la spazzatura, accentuando il rischio di focolai di epidemie e rendendo ancora più precaria la situazione ambientale del territorio, al centro della battaglia anti discarica”. E’ la posizione espressa, a nome dei sindaci della zona, dal primo cittadino di Boscoreale, Gennaro Langella, che si dice pronto a “scortare” personalmente il passaggio dei mezzi.

Proprio nei giorni precedenti allo stop disposto ai conferimenti in cava Sari il passaggio degli autocompattatori era stato fonte di altissima tensione, accompagnato da veri e propri assalti da parte delle frange più violente ma estremamente minoritario della massa di manifestanti pacifici. Un modo per sfogare la rabbia contro i gravi disagi provocati dal sito, con odori nauseabondi e il rischio di inquinamento delle falde. Una situazione alla quale sta ora cercando di porre rimedio la Protezione civile con la copertura dei rifiuti con terreno vegetale e pozzolana.

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