Campania

Presidio dei sindaci del casertano: “Basta ai rifiuti di Napoli”

 CASERTA. Protesta e presidio dei cittadini, nel Casertano, davanti alla discarica “Maruzzella”. “Napoli non può pensare di risolvere il problema dei rifiuti cullandosi sulla disponibilità della altre province”, spiega il primo cittadino di San Tammaro, Emiddio Cimmino, …

… che dice “basta” e promette che impedirà l’ingresso nel sito dell’immondizia proveniente da Napoli. “Sono anni che la provincia di Caserta, in particolare, ha offerto solidarietà e disponbilità ospitando nelle discariche il 54% dell’immondizia partenopea – spiega il sindaco – Ora basta”. La protesta nasce dal decreto del governatore Stefano Caldoro che ha disposto il conferimento dei rifiuti del napoletano nelle discariche delle province di Benevento, Avellino e Caserta, in quest’ultimo caso quella di “Marruzzella”.

Cimmino,insieme ai colleghi di Aversa, Carinaro, Teverola, Casale, Parete, Macerata Campania, Recale, Liberi, Casapulla, Piemonte Matese e Santa Maria Capua Vetere, e a tanti cittadini, ha attuatoun presidio davanti alla discarica”Maruzzella”, da quando un’ ordinanza del governatore Caldoro ha dato il via libera di sversare rifiuti anche in altre discariche della Campania. “Fino ad ora – continua il sindaco – abbiamo impedito l’entrata in discarica di una quindicina di automezzi provenienti dal napoletano, favorendo l’ingresso, come è giusto che sia, soltanto a quelli che trasportano rifiuti del casertano. Siamo al momento una trentina, ma basta poco per coinvolgere la popolazione della zona ed evitare così che si consumi un altro sopruso ai danni della provincia di Caserta”.

I RINFORZI – Sono già una ventina i sindaci del Casertano, tra cui quelli di Aversa, Piedimonte Matese, Santa Maria Capua Vetere, Casal di Principe e Parete intervenuti a rafforzare il presidio davanti alla strada che conduce alla discarica “Marruzzella” di San Tammaro, avviato già nel pomeriggio di ieri, per impedire l’accesso all’impianto da parte degli automezzi che trasportano immondizia proveniente dal Napoletano. Amministratori dei comuni del Casertano, il presidente della Provincia, Domenico Zinzi, hanno già espresso, minacciando anche il corso al Tar, la loro contrarietà all’attuazione del decreto del governatore Stefano Caldoro che dispone il conferimento dei rifiuti del Napoletano nelle discariche delle province di Benevento, Avellino e Caserta. “Non possiamo più tollerare imposizioni che danneggiano le nostre comunità” hanno spiegato i sindaci presenti davanti alla discarica Maruzzella. “Abbiamo dimostrato la nostra solidarietà nel periodo di grande emergenza ma non possiamo più compromettere quanto a fatica stiamo facendo per mettere ordine nella nostra provincia al problema rifiuti”.

LA NOTA DEI SINDACI. “Non è bastato mezzo secolo in cui la provincia di Caserta ha ospitato sul proprio territorio lo sversamento di rifiuti solidi urbani, i due terzi dei quali provenienti dalla cinta partenopea? Omettiamo, in questo documento, ogni ulteriore riferimento ai rifiuti tossici ed industriali, scelleratamente ed illegalmente smaltiti nello stesso territorio, frutto – almeno questo ci sia consentito affermare – sicuramente non proveniente dall’apparato industriale e/o comunque produttivo insistente nella nostra provincia. Nell’ultimo periodo, alcuni interventi governativi ed alcuni quadri normativi, avevano lasciato sperare nell’inizio di una diversa coscienza partecipativa e decisionale nell’affrontare le problematiche ambientali ed in particolare quelle del ciclo integrato dei rifiuti urbani; partecipazione e decisioni nelle quali il ruolo delle autonomie locali potesse trovare il suo spazio collaborativo in una fisiologica riconosciuta dignità politico- amministrativa al fine di rendere partecipi le nostre comunità della formazione di una nuova coscienza ambientale. Nell’inizio del percorso del decreto legge del 30.12.2009 n. 195, si era immaginato, anche con il concorso dell’Anci Regionale, che venissero accolte alcune proposte migliorative tese ad una maggiore aderenza del ciclo integrato dei rifiuti alle specifiche realtà territoriali (es. Consorzi rifiuti su precisa base provinciale; utilizzo delle risorse umane in testa alle strutture comunali, etc.). Nella conversione in legge del predetto decreto, tali aspettative, pur non concludendosi nel senso auspicato, hanno comunque fornito, almeno alle provincie, una gestione certa degli impianti in prima attuazione ed in seguito anche quella della gestione completa del ciclo integrato dei rifiuti. Oggi, l’ordinanza contigibile ed urgente ex art. 50 del Dlgs n 267/2010 del Presidente della Giunta Regione Campania onorevole Caldoro, con la quale si ordina il conferimento dei rifiuti dei comuni della Provincia di Napoli anche presso la discarica di San Tammaro per un quantitativo giornaliera di 400 tonnellate, mette letteralmente in ginocchio la programmazione provinciale già avviata, mandando ad esaurimento la capacità di ricezione dell’impianto, calcolata sul fabbisogno complessivo dei comuni della Provincia per i prossimi due anni, tempo necessario ed indispensabile alla attivazione del ciclo integrato dei Rifiuti. A fronte di tale atto i Sindaci della Provincia di Caserta esprimono il più profondo dissenso e la loro più convinta opposizione, non solo per tutte le ragioni espresse in premessa, ma anche per il rischio di veder prevalere forme di aperta protesta e di violenza manifestate in altre parti della Regione. Non si sta ingenerando il rischio di far confrontare le capacità di ‘protesta’ tra singole zone della Regione Campania? Noi Sindaci casertani, responsabilmente e civilmente, intendiamo far prevalere la logica ‘dell’aperto confronto’. A fronte di una mancata apertura a questa richiesta di confronto e al cospetto di inutili atti di forza, le nostre popolazioni, già esasperate dal ‘mezzo secolo di sopraffazione’, potrebbero dar vita ad incontrollabili ma comprensibili manifestazioni di protesta”.

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