Santa Maria C. V. - San Tammaro

Rifiuti, operatori casertani protestano: “Non siamo camorristi”

i lavoratori del consorzioSANTA MARIA CV.Proteste e sit-in per i lavoratori del Consorzio Unico Articolazione Caserta. Da due giorni la maggioranza dei dipendenti consortili, il cui posto di lavoro è a serio rischio, …

… si sono radunati presso l’autoparco di Santa Maria Capua Vetere ubicato affianco allo Stir (ex impianto Cdr), per far sentire la loro voce.

“Ci additano come camorristi – dichiarano alcuni lavoratori – ma non sanno che i nostri sono calpestati quotidianamente da alcuni anni. Qui manca tutto, a cominciare dai requisiti minimi di sicurezza. Servizi igienici inesistenti, assenza di acqua potabile e per giorni anche dell’acqua di pozzo. Non abbiamo guanti, scope, divise. Senza dimenticare che non ci hanno dato la quattordicesima, non pagano le finanziarie e quindi siamo considerati cattivi pagatori, e adesso 426 di noi li vogliono mandare in mobilità. Inoltre, il commissario del Consorzio Tortorano ci ha scritto che non pagherà più gli stipendi. E noi dovremmo continuare ad andare a lavorare? E ai nostri figli chi li fa mangiare? Chi pensa ai nostri creditori? Tortorano forse?”.

Questo in sintesi la rivendicazione dei lavoratori. Presenti sul luogo anche i responsabili dei sindacati Fiadel e Filas. “Abbiamo incontrato – ha detto Merolla, segretario vicario regionale della Filas – le istituzioni ma sinora nessuna risposta concreta. Ci sentiamo presi in giro a cominciare dalla Provincia, che l’anno scorso quando si è trattato di assumere i dipendenti dell’area impiantistica (quelli dell’ex Cdr) non ha avuto esitazione ad applicare la Legge 26 del 2010, allora ancora Decreto, mentre ora non lo fa per i dipendenti del Consorzio. Noi però senza stipendi ma soprattutto senza certezze sul futuro occupazionale dei lavoratori non ci fermeremo qui e la protesta sarà sempre più serrata. Noi chiediamo semplicemente che le Istituzioni rispettino la legge prima ancora dei lavoratori che ricordiamolo non sono messi in condizioni di lavorare.” Folta anche la rappresentanza della Fiadel, nel settore igiene ambientale il maggior sindacato per numero di iscritti in provincia di Caserta.

“Alcune organizzazioni sindacali – dichiara Giulio Testore, segretario provinciale Fiadel – abituate alla giacca e cravatta, hanno parlato di mezzi con ruote squartate, sala operativa chiusa e in disordine, raccontando bugie alla stampa. Le tv hanno anche filmato lo stato delle cose, che non è quello che Cgil, Cisl e Uil hanno descritto. Al contrario ci sono i lavoratori a protestare giustamente, quei lavoratori dai quali i sindacati su menzionati sono sempre più distanti, preferendo i sotterfugi della politica. Fermo restando la stima nei confronti delle Segretarie Regionali di questi sindacati, a livello provinciale essendo io stesso dipendente del Consorzio, sento queste difficoltà, come la mancanza della sicurezza dello stipendio, l’assenza totale dei livelli di sicurezza previsti dalle leggi dello Stato che denunciamo da almeno due anni a questa parte senza ricevere risposte dalle istituzioni e dalla magistratura, e la certezza di un futuro occupazionale, direttamente sulla mia pelle. I segretari provinciali di queste altre sigle non essendo dipendenti del Consorzio, ma facendo altri lavori, invece, non hanno questi problemi, ma cercano soltanto di fare qualche iscritto in più. Ma credono davvero che operando in questo modo, screditando la Fiadel che insieme a loro è firmataria del Contratto Nazionale del Lavoro-FederAmbiente, riescano nei loro intenti. Venissero in mezzo ai lavoratori, non criminalizzassero chi protesta, così come fanno molti politici, qui non ci sono camorristi, ma lavoratori, senza stipendio e senza futuro”.

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