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Rom, tensione Francia-Ue. Berlusconi appoggia Sarkozy

Berlusconi-SarkozyPARIGI. La questione dei rom e le tensioni tra la Francia e la Commissione europea arrivano sul tavolo del vertice Ue in corso a Bruxelles.

Con effetti quanto meno inusuali. Fonti europee parlano infatti di uno scontro verbale tra Nicolas Sarkozy ed il presidente dell’esecutivo europeo Josè Manuel Barroso. Pur non essendo nell’agenda ufficiale dei lavori, la questione delle espulsioni e le tensioni tra Parigi e la Commissione Ue sono state dibattute informalmente durante il pranzo del Consiglio europeo, proprio su richiesta di Sarkozy. La discussione del presidente francese con Barroso sarebbe stata “molto animata”. Un “furibondo” Sarkozy avrebbe chiesto “spiegazioni” in merito alla decisione della Commissione di avviare una procedura d’infrazione contro la Francia. Quella venutasi a creare sarebbe stata “una situazione abbastanza inedita per questo tipo di Consigli”, hanno riferito fonti europee. Mercoledì il presidente francese è stato protagonista di un duro scambio di accuse con la commissaria Ue alla giustizia Viviane Reding.

Sui rimpatri di rom decisi da Parigi è intervenuto anche Umberto Bossi, all’indomani dell’aperto appoggio alla Francia dato dal premier italiano Silvio Berlusconi. “Sì, Sarkozy sta facendo bene sulle espulsioni” ha detto il leader della Lega. “La maggior parte dei furti li fanno i rom, certo non sono il demonio però per la gente che lavora, torna a casa e la trova buttata per aria non è molto allegro” ha spiegato il numero uno del Carroccio conversando con due cronisti a Montecitorio. “Se rubi ai ricchi è un conto, ma se rubi ai poveri quelli si incazzano”, ha aggiunto il Senatùr, ribadendo che “certo, i rom non sono il demonio”.

A Montecitorio, Bossi ha palrato di rom ma non solo. Il numero uno del Carroccio è tornato infatti anche sulla vicenda della scuola di Adro, smorzando le polemiche sui simboli leghisti: “Il sole delle Alpi è il simbolo del Nord. Non è un simbolo politico ma culturale dei popoli che abitano le Alpi” è il punto di vista del Senatùr.

Quanto alla crisi del centrodestra e al famoso gruppo dei venti, Bossi è sicuro che “se lo dice Berlusconi, il gruppo c’è ma la strada è stretta. Non vorrei che poi tutti i giorni si vada a chiedere il voto a loro. È una via molto stretta per Berlusconi, speriamo di no”. “Il governo va avanti, se lo dice Berlusconi. – ha aggiunto Bossi – Il voto? Sempre meglio fare delle cose serie. Sono convinto che era meglio andare al voto così si evita di restare nel pantano, rischio che c’è sempre. Però se Berlusconi riesce ad avere i numeri…”. Il leader del Carroccio, infine, si è detto convinto del fatto che il Lodo Alfano per via costituzionale si farà. “Ci sono i numeri”, ha affermato il ministro delle Riforme.

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