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Napoli, 600 tonnellate di rifiuti in strada. Camion scortati dalla polizia

 NAPOLI. “Silvio, il miracolo della munnezza è stato una munnezza di miracolo” recita uno striscione appeso al collo di una signora napoletana. L’emergenza rifiuti a Napoli, infatti,non è “ritornata”, in realtà non è mai finita. Semmai si torna a riparlarne.

Nelle strade del centro cittadino restano a terra ancora 600 tonnellate di rifiuti, situazione provocata dall’ennesima protesta degli operatori ecologici, stavolta della Enerambiente, ditta che ha in appalto il servizio di raccolta in alcuni quartieri di Napoli, compresa la zona del centro, dove cumuli di rifiuti sono ammassati dallo scorso 22 settembre. A questo si aggiungono gli atti vandalici, uno subito proprio dalla Enerambiente, nel cui deposito sono stati danneggiati ben 50 autocompattatori.

“Anche la notte scorsaè proseguito il recupero dei rifiuti che erano rimasti abbandonati in strada nei giorni scorsi”. Lo sottolinea l’assessore all’Igiene Urbana del Comune di Napoli, Paolo Giacomelli, che segue l’evoluzione della situazione da Palazzo San Giacomo. ”Sono state raccolte – spiega – oltre 1500 tonnellate. Si tratta di un risultato particolarmente significativo se se tiene conto della pioggia; tutto questo e’ dovuto al grande impegno dei lavoratori di Enerambiente e di Asia”. Venerdì c’erano in strada circa 700 tonnellate di rifiuti da raccogliere, è stato recuperato un arretrato di 100 tonnellate, ne restano dunque 600 da rimuovere.

Nella nottecittadini e forze dell’ordine si sono fronteggiati in un clima difficile vicino alla discarica di Terzigno, dove c’è l’ipotesi di realizzare una seconda discarica. Poi, verso le 4.30, i camion che erano in attesa al casello autostradale di Palma Campania hanno avuto il via libera e, scortati dalla polizia, si sono diretti alla discarica di Terzigno gia’ aperta. Circa 100 mezzi hanno raggiunto il sito per conferire l’immondizia. A fiaccare la resistenza delle popolazioni anche la pioggia incessante che siè abbattuta per tutta la notte nella zona vesuviana.

Gli autocompattatori dovranno avere transito libero sulle strade che portano alla discarica di Terzigno. Il prefetto di Napoli, Andrea De Martino, lo ha ordinato ai sindaci di Boscoreale, Gennaro Langella, Boscotrecase, Agnese Borrelli, e Terzigno, Domenico Auricchio. Il provvedimentoè stato adottato in risposta alle ordinanze dei primi cittadini che avevano vietato, nelle ore serali e notturne, il transito dei mezzi diretti al sito. I sindaci avevano adottato le ordinanze ”per motivi di igienico sanitari, di ordine pubblico e a salvaguardia della pubblica incolumità in quanto il passaggio dei camion non solo provocherebbe gravissimi disagi alla popolazione, ma causerebbe vibrate proteste per le strade cittadine”.

Intanto,il sindaco di Boscoreale, Gennaro Langella, ha iniziato sabato mattina lo sciopero della fame. Una tendaè stata allestita in piazza Pace: al suo interno c’è’ un letto dove dormirà. Sarà anche il suo ufficio essendo stata installata una postazione internet. ”Se dicessi che vado avanti finché il problema non verrà risolto – spiega – firmerei probabilmente la mia condanna a morte. Il mio obiettivo più immediato e’ quello di ottenere la convocazione di un tavolo istituzionale”.

Il sindaco di Boscotrecase, Agnese Borrelli, sottolinea: ”Noi non siamo camorristi. Siamo gente per bene che manifesta pacificamente”. ”Questa accusa – aggiunge – fa comodo a chi l’agita perché così giustifica la mano dura. E viene aiutato da chi fa azioni violente”. ”Noi – ribadisce la Borrelli – siamo cittadini che vogliono difendere il loro territorio. Le cariche della polizia sono inaccettabili”. Purtroppo, aggiunge con amarezza, ”abbiamo visto che con le buone non siamo riusciti a ottenere niente. Solo con pacifici blocchi stradali siamo riusciti in qualche modo a rallentare questa situazione. Sara’ dura ma noi siamo tenaci”.

Tuttavia, dice il procuratore di Napoli, Giovandomenico Lepore, ad ora non c’è nessuna evidenza della possibile regia della camorra dietro le proteste in corso a Terzigno. Lepore premette di non essere direttamente competente visto che la Procura di riferimentoè quella di Nola, ma sulla base della sua esperienza potrebbe anche trattarsi di reazioni violente di ”qualcuno che organizza gruppi di persone che non vogliono la discarica nel proprio territorio” ma comunque senza legami con i clan. Ma il vero problema, aggiunge Lepore, e’ che ”l’emergenza non è mai finita e non sièfatto niente”. Di tutt’altro avviso il questore di Napoli Santi Giuffrè, secondo cui gli scontri e gli atti di vandalismo dell’altra sera a Terzigno, con 50 camion in fiamme, avrebbero una “matrice camorristica”.

Ad intervenire anche il vescovo di Nola monsignor Beniamino De Palma, secondo cui ”la politica a tutti i livelli ascolti la gente. La sua reazioneè comprensibile, anche se le violenze sono inaccettabili”. ”Chiedo – aggiunge – che si valutino eventuali soluzioni alternative. Sono pronto, se lo si vorrà, a fare da mediatore per scelte che rispettino la dignità degli uomini”.

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