Italia

Bossi minaccia: “Lega potrebbe non votare la fiducia al governo”

Umberto Bossi ROMA. C’è anche la possibilità che la Lega non voti la fiducia al governo. L’avvertimento arriva direttamente da Umberto Bossi che, conversando con i cronisti alla Camera, ha ribadito che la strada maestra per uscire dalla crisi in seno alla maggioranza “resta quella delle elezioni”.

Ma comerimandare gli italiani subito alle urne? Le possibilità sono due, spiega il leader del Carroccio: “Se ci sono le dimissioni di Berlusconi o se c’è un voto contrario” suicinque punti che il Pdl ha proposto per andare avanti. E a chi gli chiede se ci sia la possibilità che la Lega non voti la fiducia, il ministro delle Riforme risponde: “Ci sono anche queste possibilità…”. E poi la sferzata a Gianfranco Fini: “Al di là di quello che dice, i nostri elettori sono padani e vogliono la Padania libera”. E’ l’ipotesi di governo tecnico? “Non hanno il coraggio di fare un governo tecnico contro il Paese. – risponde Bossi – Altrimenti portiamo 10 milioni di persone a Roma. Le elezioni le abbiamo vinte noi. Per me la via d’uscita resta il voto”. Bossi commenta anche l’intervista rilasciata da Fini al TgLa7 di Enrico Mentana: “Ognuno si fa uccidere dall’elettorato come vuole”. E risponde con una pernacchia alla decisione del presidente della Camera di non dimettersi.Sul vociferato incontrocon il presidente Giorgio Napolitano dice: “Lo vedremo tra 3-4 giorni. Prima devo andare in montagna”, ovvero al Monviso per la festa dei popoli padani.

BERLUSCONI RIFERIRA’ ALLA CAMERA. Intanto, sempre a proposito della crisi nella maggioranza dopo lo strappo dei finiani – che però continuano a ripetere che sono pronti a votare la fiducia sui cinque punti – Silvio Berlusconi ha deciso di riferire in aula alla Camera a fine settembre. Lo ha reso noto il capogruppo Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto. Non è ancora chiaro se, al termine dell’intervento del premier, ci sarà un voto. Cicchitto ha detto che non ci sarà una mozione, ma probabilmente una risoluzione che riassumerà l’intervento di Berlusconi. Il capogruppo ha inoltre detto che è stato posto alla conferenza dei capigruppo di Montecitorio il tema dell’incompatibilità del presidente dell’Assemblea, Gianfranco Fini, in quanto non più considerato dal Pdl “super partes”. Immediata la replica di Fini: “Ne prendo atto, non è una questione relativa a compiti e funzioni della conferenza dei capigruppo, per questo non considero necessario dare alcuna risposta in questa sede”.

COMMENTI.Dall’opposizione il capogruppo del Pd, Dario Franceschini, dà un giudizio positivo sul fatto che ci sia “passaggio parlamentare” sulla situazione politica del Pdl. Anche il presidente dei deputati finiani, Italo Bocchino, definisce “una splendida occasione” l’intervento di Berlusconi a Montecitorio: “Noi potremo dimostrare la nostra coerenza alla maggioranza e il nostro sostegno al governo”. Sull’ipotesi che il premier possa chiedere le dimissioni di Fini da presidente della Camera, Bocchino aggiunge: “Sarebbe un vulnus gravissimo. E non sarebbe costituzionalmente possibile”. E in una nota congiunta i finiani Andrea Ronchi, ministro per le Politiche europee, Adolfo Urso, viceministro allo Sviluppo economico, e il sottosegretario al Lavoro Pasquale Viespoli comunicano che non parteciperanno “all’odierna riunione dell’ufficio di presidenza per una ragione di stile, di opportunità e di merito in quanto resta irrisolta la questione politica determinatasi nella riunione dell’ufficio di presidenza del Pdl del 29 luglio scorso, presa con il nostro voto contrario. Ribadiamo altresì la nostra piena lealtà e fiducia nei confronti del governo e del patto preso con gli elettori”.

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