Esteri

Ahmadinejad: “Usa dietro 11/09”. Obama: “Parole odiose”

Obama e AhmadinejadNEW YORK. Tra i responsabili diretti degli attacchi dell’11 settembre ci sono anche “alcun segmenti” dell’amministrazione Usa “che li hanno orchestrati per salvare il regime”.

Lo ha dettoMahmud Ahmadinejad, nel suo intervento all’Assemblea Generale dell’Onu. Dopo queste parole sono uscite dalla sala diverse delegazioni occidentali, Italia inclusa. Il presidente iraniano ha attaccato anche a Israele, “il regime sionista, ha commesso i più orribili crimini”.

Secondo il presidente iraniano, accanto alla teoria ufficiale di un attacco terroristico ce n’è una che si potrebbe definire un complotto e cioé che “alcuni segmenti all’interno del governo Usa hanno orchestrato gli attacchi per rilanciare l’economia americana in declino e le sue estensioni in Medio Oriente, per salvare il regime sionista”.
Ahmadinejad siè detto convinto che “la maggioranza del popolo americano, com’anche una maggioranza di nazioni e di politici intorno al mondo condividono questa visione”.

Ahmadinejad siè presentato al suo discorso all’Onu con una Bibbia ed un Corano. “C’e’ gente che vuole bruciare il Corano – ha detto – Ma il Coranoè verità e la verità non può essere bruciata”. A questo punto ha alzato i due libri che aveva portato: “Questaè una Bibbia e questoè il Corano – ha detto il presidente iraniano – Si tratta di libri considerati sacri. Noi abbiamo rispetto per entrambi”.

Non si è fatta attendere la replica del presidente americano Barack Obama che ha definito le parole del leader iraniano “offensive, imperdonabili, odiose”. “Fare queste dichiarazioni proprio qui in Manhattan, – ha detto Obama durante un’intervista rilasciata alla Bbc in persiano – a breve distanza da Ground Zero, dove la famiglie hanno perduto i loro cari, dove le persone di ogni fede e origine etnica vedono in quell’evento la tragedia di questa generazione, fare una dichiarazione del genere è veramente imperdonabile”.

Dal palco delle Nazioni Unite, Obama aveva teso di nuovo la mano al regime di Teheran per cercare di risolvere la questione nucleare. E adesso torna a rivolgersi al popolo iraniano, per parlare ancora di nucleare, ma anche di diritti umani. L’intento del presidente, ha sottolineato il suo viceconsigliere per la sicurezza nazionale, Ben Rhodes, è quello di far sapere che “gli Stati Uniti vogliono migliorare i loro rapporti con gli iraniani, ma solo a condizione che Teheran adotti determinate misure riguardo al suo programma nucleare, che finora ha sempre respinto”.

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