Caserta

Bilancio, Brancaccio: “Zinzi va di variazione in variazione…”

Angelo Brancaccio CASERTA. “Per un presidente che assume le redini di un’amministrazione paralizzata per oltre un anno in buona parte delle sue funzioni a causa del commissariamento, …

… sarebbe stato corretto anticipare i tempi del riequilibrio di bilancio per approvare un’unica maximanovra con la quale esplicitare quelli che sono gli indirizzi politici-programmatici del nuovo corso. Il padroncino Zinzi, invece, preferisce procedere di variazione di bilancio in variazione senza mettere in campo una seria programmazione”.

E’ critico il commissario e consigliere provinciale dei Popolari per il Sud Angelo Brancaccio rispetto alla gestione finanziaria dell’ente tenuta sino a questo momento. “L’impressione che si ha è che si proceda nel dare un piatto di lenticchie o uno di fave, ma c’è chi si potrebbe pappare anche due gustose bistecche, a tutti quegli accoliti, quei lacché che hanno partecipato alla campagna elettorale al fianco del presidente – ha detto Brancaccio – con tutti i problemi che ha questa provincia, dai rifiuti all’Acms, giusto per rimanere sul generico, l’unico problema che ha Zinzi, è quello di sfamare il desiderio atavico di gestione del suo gruppo, senza avviare una programmazione seria sulle criticità”.

In questo contesto il leader dei Popolari per il Sud si meraviglia come Zinzi non abbia accolto la richiesta di venti consiglieri di maggioranza. “Per uno come lui abituato a predisporre variazioni di bilancio in maniera sportiva, mi meraviglio come mai – ha detto – non abbia accolto l’istanza di venti consiglieri di maggioranza, sulla quale non entro nel merito perché ho forti riserve personali, che, comunque, rispetto alle altre, avrebbe avuto un senso più politico”.

Il sindaco di Orta di Atella rimarca, come, però, quando si tratta di accontentare i suoi paesani, Zinzi ritorni ad essere un Spidy Gonzales della burocrazia. “In meno di un batter di ciglia, Zinzi ha approvato due variazioni di bilancio, prelevando dal fondo di riserva, quello destinato ad interventi straordinari – ha spiegato – quasi 400mila euro per l’assunzione dei due dirigenti suoi conterranei e di sei consulenti, usando due pesi e due misure in relazione a quelle che sono le istanze della sua maggioranza, letteralmente ignorata, e dei suoi feudatari”. Brancaccio riserva una stoccata anche al direttore generale Raffaele Picaro. “Ma il nostro presidente, in questa questione, non avrebbe fatto meglio a farsi consigliare dal direttore generale, superesperto di questioni economiche perché consulente e revisore in diversi comuni? – ha spiegato – speriamo di non aver dato l’idea a Zinzi per una nuova consulenza…”.

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