Campania

Napoli, 4 arresti contro clan Bocchetti: c’e’ anche presunto killer video-choc

 NAPOLI. Quattro ordinanze di custodia in carcere sono state eseguite dalla squadra mobile di Napoli nei confronti di quattro presunti esponenti del clan Bocchetti, attivo a San Pietro a Patierno, alla periferia nord di Napoli.

L’accusa contestata è di esorsione aggravata dal metodo mafioso ai danni del titolare di un’azienda di prodotti chimici. Tra i destinatari dei provvedimenti, emessi su richiesta del pm della Dda Enrica Parascandolo, figura anche Costanzo Apice, 29 anni, già detenuto per l’omicidio di Mariano Bacio Terracino avvenuto l’11 maggio 2009 al rione Sanità (le sequenze del delitto furono registrate dalla videocamera collocata all’esterno di un bar).

Gli altri arrestati sono Vincenzo Caiazzo, 31 anni, anch’egli già detenuto, Gianluca Musella, 27, e Giuseppe Trombetta, 31, Secondo l’accusa, gli indagati avrebbero imposto al titolare dell’azienda tangenti per complessivi 20mila euro versate tra aprile 2009 e giugno scorso, con “scadenze”, dopo la prima rata di 12mila, a Natale, Pasqua e Ferragosto.

I provvedimenti cautelari rappresentano il prosieguo dell’operazione che, lo scorso 4 dicembre, portò a numerosi arresti per associazione di tipo mafioso e associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti nei confronti di altri esponenti del clan. I quattro indagati avrebbero costretto l’imprenditore a versare circa 20mila euro nel periodo compreso tra aprile 2009 e giugno scorso. La prima ‘rata’, di 12mila euro, era stata versata pochi giorni dopo la ‘visita’ degli esattori ad aprile, mentre le altre ‘quote’ erano state versate in occasione delle classiche scadenze: Natale, Pasqua e Ferragosto.

Secondo gli investigatori un ruolo di primo piano nella gestione dell’estorsione fu ricoperto proprio da Costanzo Apice, ritenuto esponente di un certo rilievo del clan capeggiato prima da Gaetano Bocchetti, condannato a una lunga pena detentiva, poi da Gennaro Sacco, ucciso il 24 novembre scorso in un agguato in cui perse la vita anche il figlio Carmine e successivamente da Ciro Bocchetti e Antonio Zaccaro.

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