Campania

Imprenditore sequestrato nel napoletano: chiesto riscatto di 5 milioni di euro

 NAPOLI. Un imprenditore campano Antonio Buglione, 49 anni,è stato sequestrato domenica sera nella zona di Nola, nel napoletano,da un commando armato.

L’uomo, originario di Saviano (Napoli),è titolare della “International Security Service” (ex “Vigilante 2”), attiva nel campo della sicurezza privata, indagato in passato per vicende di camorra legate al clan Alfieri (con assoluzione) e per l’inchiesta che ha coinvolto nel febbraio 2008l’ex consigliere regionale del Pd Roberto Conte, il quale sarebbe stato favorito da Buglione, all’epoca finito ai domiciliari insieme alfratello Carmine. Al momento risulta indagato per un’inchiesta in cuiè coinvolto il senatore Pdl e sindaco di Afragola (Napoli) Vincenzo Nespoli. E’ fratello di Rosa Buglione, sindaco di Saviano.

Il rapimento sarebbe avvenuto a Saviano, vicino Nola, a poca distanza dall’abitazione dell’uomo. I carabinieri hanno ritrovato l’auto a bordo della quale si trovava Buglione quando è stato bloccato dai due sequestratori, una Fiat Panda. La vettura era a diversichilometri dal luogo dove è stato rapito l’imprenditore.

Per la sua liberazione i sequestratori avrebbero chiesto un riscatto di 5 milioni di euro. La richiesta sarebbe stata avanzata al fratello. Dallo stretto riserbo degli investigatoriè trapelata questa indiscrezione che però deve ancora verificata. Infatti gli stessi investigatori nutrono seri dubbi sul movente del sequestro o se addirittura non si tratti di un rapimento ma di una vendetta. Infatti, si sta verificando l’attendibilità della richiesta estorsiva che potrebbe essere solo una manovra per depistare da parte di chi ha organizzato il sequestro.

L’azienda di vigilanza di Buglione, poi sottoposta ad interdizione antimafia, nel 2005 divenne la “guardia privata” della Regione Campania, con una delibera da 4,5 milioni di euro approvata dalla giunta allora guidata da Antonio Bassolino. Un altro colpo fu l’appalto per il denaro dell’allora Banca di Roma in Campania, conquistato con un maxi-ribasso.

IL PROFILO DI BUGLIONE.

E’ un passato decisamente oscuro e pieno di accuse, anche di legami con la camorra, quello di Antonio Buglione, l’imprenditore rapito ieri sera nel Nolano. Nel 1993 rimase ferito, al volto in un agguato, a Nola. Poi, pochi anni dopo, iniziano i processi, il primo dei quali relativo a irregolarità nella concessione delle autorizzazioni a istituti di vigilanza privata nel Napoletano. Per tutto questo Buglione nel 1995 fu arrestato: un’inchiesta, nella quale rimasero coinvolti anche l’ex parlamentare, Carmine Mensorio, poi suicidatosi e per il quale fu richiesto anche l’arresto, e l’ex prefetto di Napoli, Umberto Improta. L’accusa, per l’imprenditore rapito, fu di 416 bis e di tentativo di estorsione: secondo i magistrati vennero alla luce collegamenti tra la società Vigilanza 2, di Antonio Buglione, e Vigilanza 3, del fratello Carmine, con i boss della camorra nolana, in primis Carmine Alfieri. In particolare, anche negli anni successivi, i magistrati sostennero che gli istituti di vigilanza dei fratelli Buglione sarebbero stati utilizzati dal boss Carmine Alfieri come polizia privata per essere informato sugli spostamenti delle forze dell’ordine sul territorio. Antonio Buglione torna in ballo nel 2008, nell’inchiesta che coinvolse l’allora consigliere regionale della Campania, Roberto Conte, all’epoca del Pd. Conte fu arrestato nell’ambito di un’inchiesta sugli affiti d’oro: cifre da record per locali che dovevano servire al Consiglio regionale della Campania. In questo caso, questa l’accusa, Conte e Buglione, avevano costituito una società, la Europa Immobiliare, alla quale erano affidati i contratti di locazione. Ultima inchiesta, nel 2010, dove Buglione risulta indagato e dove è coinvolto il senatore Pdl Vincenzo Nespoli. Bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale e reimpiego di denaro di provenienza illecita, l’accusa rivolta a Nespoli.

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