Campania

Fincantieri, muore suicida un operaio licenziato dell’indotto

FincantieriNAPOLI. Un ex operaio dell’indotto della Fincantieri di Castellammare di Stabia, licenziato da un anno e che da quattro mesi non percepiva l’assegno di disoccupazione, si è suicidato la scorsa notte.

Vincenzo Di Somma, 32 anni, lascia moglie e due figli di 6 e 8 anni. Aveva lavorato per sette anni in forza ad una ditta di pulizie, a “Dnr”, che opera nel cantiere stabiese. Il suo cadavere è stato trovato impiccato, con una corda,nel garage di casa a Pompei, nel napoletano. Il rapporto di lavoro era cessato nel novembre 2008. Sembra che, ancora prima, l’operaio avesse lavorato per un’altra azienda navale, e poi, dopo il licenziamento, per un supermercato.

Le cause del suicidio non sono ancora state chiarite e del caso si occupa la polizia del commissariato di Pompei. Tra i sindacati c’è chi va cauto nel mettere in relazione la morte con la crisi della Fincantieri. La notizia arriva infatti in un momento difficile per il complesso di cantieristica navale finanziata dal ministero dell’Economia.Altri, invece, accusano e parlano di ”una morte determinata dal lavoro”. Qualche settimana fa la Fincantieri aveva presentato un piano industriale che prevedeva la chiusura del cantiere di Catellammare, con una perdita del posto di lavoro per 700 dipendenti, più 1000 dell’indotto. Poi, dopo le accese proteste dei lavoratori, apparse anche nella trasmissione “Annozero”, il piano è stato ritirato ed è partito un tavolo di lavoro con i sindacati.

“Sono cose che non dovrebbero accadere, ma rappresentano una spia ossia che il problema del lavoro. – ha commentato il leader della Cisl Raffaele Bonanni -E’ un dramma sociale che va affrontato con molta responsabilità”. “Confermiamo lo sciopero nazionale per i lavoratori della cantieristica indetto per domani, venerdì 1 ottobre, perchè vogliamo che la vertenza venga risolta con un tavolo a Palazzo Chigi e perchè non riteniamo sufficienti le rassicurazioni espresse da Fincantieri nell’incontro di lunedì scorso”. Lo dichiara il vice segretario nazionale dell’Ugl Metalmeccanici, Laura De Rosa, sottolineando “la gravità di questa situazione che si trascina senza risultati da fin troppo tempo. Non a caso oggi a Castellammare di Stabia un operaio dell’indotto si è suicidato impiccandosi dopo aver perso il posto di lavoro. I nostri sentimenti di cordoglio e vicinanza ormai non servono più ai familiari di una persona sopraffatta dall’impossibilità di fare fronte alle proprie responsabilità, in mancanza di un’occupazione”. Secondo la sindacalista “per evitare il ripetersi di simili tragedie e per dare a questo settore la stessa dignità attribuita al Gruppo Fiat, è necessario che Palazzo Chigi si faccia promotore di un patto tra governo, regioni, aziende e sindacati per il rilancio della cantieristica, per rendere effettivi tutti quegli impegni istituzionali e aziendali fino ad oggi rimasti sulla carta e per predisporre un vero piano industriale”.

“Il suicidio dell’operaio della Fincantieri di Castellammare è la manifestazione estrema di un dramma sociale a cui bisogna dare risposte efficaci per tutelare il lavoro e la dignità dei lavoratori e delle loro famiglie””,dichiara il senatore del Pd Giuseppe Lumia per il quale “servono politiche serie e investimenti concreti per lo sviluppo del Mezzogiorno. Per prima cosa il governo trasferisca a tutte le regioni delle aree sottoutilizzate i fondi Fas, fino ad oggi utilizzati per altri fini e dirottati impropriamente al Nord”.

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