Campania

Acque reflue, sindaci dell’aversano: è disastro ambientale

 CASERTA. Alla fine della stagione balneare si tirano le somme su come sia andata, sugli introiti più o meno consistenti, sull’affluenza più o meno assidua dei bagnanti, insomma si filosofeggia sul mero astrattismo dei fatti.

Perché parlare dei fatti, quelli veri, quelli concreti fa realmente paura. Fa paura affermare che nei 40 chilometri che determinano in lunghezza l’intero litorale domitio, l’inquinamento delle acque ha raggiunto livelli inimmaginabili. Nella zona interessata non funzionano o funzionano male i depuratori (ad esempio quello di Villa Literno) che dovrebbero rendere “chiare” le acque provenienti dai collettori fognari.

Accade, quindi, che 31 comuni, per un totale di 63mila abitanti, ai quali devono sommarsi gli scarichi provenienti dalle zone industriali, sversano le acque reflue nel bacino idrografico denominato “Foce Regi Lagni”. Naturalmente la foce è altamente inquinata e sversa direttamente nel mare e sulla costa domitia. A discuterne martedì mattina sono stati i sindaci e rappresentanti dei comuni di Aversa, Carinaro, Casapesenna, Frignano, Lusciano, Parete, Trentola Ducenta, Sant’Arpino, Casaluce e San Cipriano, assieme ai rappresentanti dell’Asl e dell’Arpac.

Assenti davvero ingiustificati i rappresentanti della Hidrogest spa, la società che si dovrebbe occupare della raccolta delle acque reflue e della depurazione delle stesse per conto della Regione Campania, l’Ente regionale e altri 20 sindaci del comprensorio urbano tra i comuni della provincia di Caserta e Napoli interessati alla problematica.

Un dato è emerso in maniera chiara. Molti comuni non solo non sono a conoscenza del loro stesso sistema di smaltimento delle acque reflue, ma non possiedono un ufficio ecologia preposto al controllo diretto della modalità di sversamento. Mancano collettori di raccolta intercomunali, manca un sistema integrato, mancano insomma tutti gli strumenti adeguati per evitare che gli scarichi in fogna non finiscano direttamente nei Regi Lagni. Esiste di fatto solo un sistema di reticoli fognari derivanti dai singoli comuni che si interconnettono con analoghi sistemi fognari dei comuni contermini e poi ancora con il sistema di colletta mento (PS/3 – bacino Regi Lagni).

In altre parole, nella fonte che sgorga a mare finisce di tutto, ma proprio di tutto, compreso copioso sangue animale, come riportato nel servizio di Pupia Tv dei giorni scorsi. Gli unici impianti di depurazione funzionanti si trovano nella zona di Bacoli e nel basso Lazio, nel mezzo chilometri di bianchissima spiaggia deturpata. Dopo anni di battaglie perse con la politica, la camorra e la cattiva gestione, la regione Campania è priva di un’adeguata legislatura che tuteli il patrimonio naturale di una delle zone più fertili del Sud, minacciata dai rifiuti tossici sotterrati tra le campagne di Villa Literno e Castevolturno e dalla mala gestio della politica.

Intanto, si continua a morire nella Campania Felix “dorata e baciata dagli dei”, dove negli ultimi 20 anni il tasso di tumore derivante da inquinamento atmosferico è aumentato del 400%.

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