Aversa

Opg, detenuto pestato a sangue da altri internati

Opg di AversaAVERSA. Lunedì, nell’Ospedale psichiatrico giudiziario di Avers,a alcuni internati hanno pestato a sangue un loro condetenuto al punto da spedirlo in rianimazione con prognosi riservata.

A fare le speseC.S., quarantaduenne originario di Nettuno,internato aseguito di un omicidio. Ora è ricoverato all’ospedale “Moscati”. Nella sezione in cui era internato, al momento dell’aggressione, erano in servizio un infermiere e un agente di polizia penitenziaria.

“Il fatto si è svolto durante l’orario di apertura delle stanze, secondo una disposizione che vuole favorire la socializzazione tra gli internati. – racconta la dirigente dell’amministrazione penitenziaria del Saporito, Carlotta Giaquinto – Il servizio era coperto, ma certo siamo stretti col personale e non si è riusciti ad intervenire in tempo”. Sul pestaggio, dopo le prime indagini interne è stato inviato un carteggio alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere che ha aperto un procedimento penale.

Intanto,il segretario generale della Uil penitenziari Eugenio Sarno ritiene che “il bollettino di guerra sui campi di battaglia che sono le nostre prigioni deve, quindi, aggiornarsi”.Sarno cita anche altri episodi: “A Lecce si è verificato l’incendio del controsoffitto in polistirolo del locale teatro ha causato l’intossicazione di alcuni agenti penitenziari; a Lanciano un detenuto ha colpito al volto un agente penitenziario che doveva simultaneamente controllare il passeggio e la sezione”.

Sono 183 gli agenti penitenziari che in questo 2010 hanno riportato ferite a causa di aggressioni subite da parte di detenuti. Tutto ciò, sottolinea la Uil, “nel complice immobilismo dei vertici dipartimentali assolutamente incapaci di metter freno alla violenza dilagante”.

Per Sarno “il personale, purtroppo, non deve subire solo le violenze dei detenuti quant’anche fare i conti con gli abusi e i soprusi che tanti dirigenti penitenziari compiono nella certezza della più completa impunità. Dai turni e agli orari di servizio modificati unilateralmente senza alcun confronto sindacale, al mancato pagamento del lavoro straordinario imposto dall’Amministrazione, alla mancata osservanza della norma sulle visite fiscali, alle penalizzazioni ingiustificate dei punteggi valutativi, alle organizzazioni del lavoro scriteriate, illogiche e antieconomiche”.

“Su tutto il territorio si assiste ad un fiorire di atti illegittimi che – evidenzia il rappresentante sindacale della polizia penitenziaria – pur puntualmente denunciati trovano quale risposta l’assordante silenzio e la pietrificante complicità di chi sarebbe preposto al controllo. E’ indicativo l’esempio di Bolzano dove pur in presenza di video controllo si continua a ricorrere, in un quadro di deficienze organiche, alla sentinella armata che deve prestare servizio in un tugurio assolutamente invivibile e non protetto cui vengono preposti frequentemente, tra l’altro, le unità con maggiore anzianità di servizio”.

“Considerata l’ostinata volontà del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria di non affrontare le criticità risolvibili – conclude Sarno – non ci resta altra strada che segnalare le deficienze amministrative, in sede centrale o periferica, alle varie sezioni della magistratura contabile. Qualcuno dovrà pur rendere conto degli sprechi e dello sperpero di danaro pubblico”.

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