Aversa

I residenti del Rione Bagno chiedono annessione a Cesa

 AVERSA. Ennesima protesta dal Rione Bagno. I residenti tornano a farsi sentire chiedendo l’annessione al comune di Cesa.

Una richiesta avanzata solo pochi mesi fa dagli abitanti di questo quartiere periferico di Aversa collocato nel mezzo del centro urbano di Cesa. A motivarla è il comportamento degli amministratori municipali che, pur chiedendo voti ai residenti per eleggere cittadini aversani al consiglio comunale, provinciale e regionale, dimenticano i loro diritti.

“In particolare – dice Luigi Bencivenga, facendosi portavoce del malcontento popolare – ci riferiamo al diritto a vivere in una città pulita e non in mezzo ai rifiuti che hanno trasformato in discarica e deposito per ingombranti la circumvallazione che collega via San Michele a via Madonna dell’Olio”. “Purtroppo la strada – sottolinea – è di competenza del comune di Aversa perché se fosse di Cesa le cose andrebbero diversamente”.

Come abbiamo verificato, la circumvallazione è completamente piena di sacchetti neri, buste di spazzatura e depositi di ogni genere che le fanno da cornice da entrambi i lati. “Certo è stata anche in condizioni peggiori – riprende Bencivenga – e non si può negare che il comune di Aversa sia intervenuto a ripulirla, ma sempre dopo reiterate proteste e si e no l’ha fatto un paio di volte all’anno”. “Ma –aggiunge – viviamo in queste condizioni d’indecenza, di anti igienicità, di rischio ambientale da almeno cinque anni. In pratica la strada si è trasformata in discarica dall’epoca dell’emergenza rifiuti campana, un’emergenza che qui non è mai finita e questo non ci sta bene”.

“Sappiamo – continua Bencivenga – che Aversa ha un consigliere comunale delegato alle periferie. Ma di quali periferie si interessa se dalle nostre parti non si è mai visto?”. “Noi, io in particolare, abbiamo sollecitato – ricorda – più volte ai vigili urbani un intervento di pulizia, ma ogni volta hanno risposto che bisogna avere pazienza. La nuova ditta provvederà, hanno detto. Ma perchè la vecchia ditta fino ad oggi non ha provveduto? Sono passati cinque anni. Da cinque anni siamo in queste condizioni e nessuno si ricorda di noi se non quando è tempo di elezioni”.

“Se Aversa non si cura di noi – conclude Bencivenga – non vogliamo essere cittadini aversani, del resto lo siamo solo per accordi amministrativi sottoscritti in epoca fascista. E’ ora di cambiarli. Noi diciamo basta e perchè sia così, nel rispetto dello statuto comunale di Aversa, raccoglieremo firme per un referendum di separazione e successiva annessione a Cesa”.

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