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“L’Abate Pietro Zani”, ultimo libro di Paolo Mesolella

 SPARANISE. E’ stato appena pubblicato per le edizioni “Il Mezzogiorno”, l’ultimo, interessante libro del preside Paolo Mesolella: “l’Abate Pietro Zani e l’Enciclopedia Metodica delle Belle Arti. Discorsi preliminari”.

Il libro, l’ottavo volume dei quaderni storici, (pp. 310), presenta documenti inediti sull’abate ed una puntuale introduzione della Prof.ssa Lina Calligari, assessore alla Cultura di Fidenza (Pr), saggista e ricercatrice presso l’Università di Parma.

Artista ed intellettuale poliedrico del 700, lo Zani, spese la sua vita in un immane lavoro di ricerca che lo portò alla pubblicazione della sua Enciclopedia Metodica delle Belle Arti” in 28 volumi. Per realizzare il suo progetto viaggiò attraverso le principali città d’Europa e conobbe artisti, capi di Stato, principi e papi: da Enrichetta D’Este a Don Ferdinando di Borbone, dall’Imperatore Francesco II a Napoleone, dai papi Pio VI e Pio VII a Maria Luigia d’Austria. E poi artisti come Dal Verme, Canova,Unterberger, Pernati e Angelica Hauffmann. Lo Zani nacque povero e fece della “Costanza e impegno”, la sua ricchezza. Come ricorda la prof.ssa Capretti. “le sue mani, con una fatica che noi non conosciamo più, hanno scritto migliaia di pagine, con la penna d’oca, al lume di candela”. Questo straordinario abate del 700, infatti, è stato capace di catalogare 40 mila artisti dell’epoca.

La sua ”Enciclopedia Metodica critico-ragionata delle Belle Arti” fu pubblicata dal 1817, presso la Stamperia ducale di Parma, con i caratteri del Bodoni. Appena qualche anno dopo la pubblicazione dell’Encyclopédie francese di Diderot e D’Alembert. Un’opera complessa costituita da un “Catalogo universale delle stampe classiche antiche e moderne” in 9 volumi, ed un “Indice alfabetico” di oltre 40 mila artefici di belle arti in 19 volumi. Pietro Zani, nato a Borgo San Donnino (oggi Fidenza), nel 1748, e rimasto orfano di padre a sette anni, si dedicò ad uno studio forsennato che lo tenne occupato giorno e notte. Fu prete e studioso, ma anche staffiere, e prima ancora attore della duchessa Enrichetta D’Este.

Nel libro, scritto a quattro mani, ci sono anche interessanti contributi della prof.ssa Mirella Capretti, docente di Storia dell’Arte parmigiana sulla vita dell’abate e sulla sua patria Borgo San Donnino. Un contributo importante, se si considera che la stessa Capretti ha curato due Mostre didattiche e tre due diverse pubblicazioni sulla vita e sull’opera dell’abate fidentino.

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