Orta di Atella

Territorio e ambiente, i Verdi: “Non molleremo mai”

Enzo RussoORTA DI ATELLA. Il responsabile locale dei Verdi, Enzo Russo, affronta le tematiche sociali e ambientali del territorio, non lesinando critiche né alla maggioranza né all’opposizione, invitando i cittadini a “non mollare”.

Premetto che tutte le iniziative, sebbene poste in essere in qualità di responsabile locale del Partito dei Verdi, sono state (e saranno sempre) di natura socio-ambientale, pur consapevole che tali argomentazioni, spesso, vengono battezzate dall’eterna fonte del travolgente mare della politica. Infatti, le esigenze socio-ambientali, in ogni angolo del mondo, costituiscono un sacrosanto diritto di ogni cittadino che si consideri tale, per cui, non hanno alcun colore o indirizzo politico.

E’ ormai un dato certo di caratura internazionale, (vedi il film Gomorra di Roberto Saviano) che il territorio di Terra di Lavoro, in particolare l’Agro Aversano, costituiscono un reale pericolo (scientificamente accertato) per la salute pubblica, in considerazione della consistente presenza di rifiuti altamente tossici, sotterrati in molti appezzamenti di terreno soprattutto di destinazione agricola, sparsi praticamente su tutto il territorio Provinciale, come recentemente confermato anche dai tg nazionali.

Se a tanto aggiungiamo che Orta di Atella, ha accolto sul proprio territorio in modo disinteressato, quanto irresponsabile e forse irreparabile, degli insediamenti equivalenti a dei veri e propri attentati sociali quali:

l’installazione di antenne per la telefonia mobile, alcune delle quali situate addirittura presso centri storici, come quella che tutt’ora insiste all’interno del Convento dei Frati minori ovvero del Santuario di San Salvatore e quella situata nelle immediate vicinanze del Cimitero Comunale che sprigionano ininterrottamente malattie di vario genere;

l’insediamento di grosse strutture produttive (potenzialmente tossiche) quali, il depuratore insistente sulla provinciale Orta-Marcianise e l’ormai famosa azienda di compostaggio, che oggi, costituiscono siti origine di puzze nauseanti abominevoli, che non solo violano la salvaguardia ambientale e degradano il territorio ma costituiscono dei veri e propri focolai infettivi, altamente tossici soprattutto per la salute dei dimoranti;

il sistematico sversamento (senza alcun controllo da parte delle preposte Autorità locali), di rifiuti tossici, sparsi soprattutto lungo le vie campestri nonché in alcuni angoli urbani meno in vista, che costituiscono praticamente delle piccole discariche abusive colme di amianto e rifiuti speciali vari.

A tal proposito, impera sempre l’annoso problema della discarica di “San Prancazio” che aspetta da anni di essere bonificata, riqualificata ed eventualmente riutilizzata in casi di emergenza, visto che a tutt’oggi, costituisce una bomba ecologica a cielo aperto, che inquina l’aria e le falde acquifere, pregiudicando nel contempo i terreni circostanti e la salute pubblica, soprattutto quella dei contadini.

Di fronte a questa esplosiva problematica, originata dal totale disinteresse delle passate e presenti Amministrazioni, compresa quella commissariale, invece di proporre possibili soluzioni alternative per l’eliminazione del persistente, vergognoso scempio ambientale, che attanaglia la nostra cittadina, c’è ancora chi sogna chimere come il professor Salvatore Rainone, che propone la realizzazione di una isola ecologica. Ebbene, fermo restando la sterilità di tale platonica iniziativa, oltretutto intempestiva, considerato l’imminente passaggio dell’intero settore presso l’amministrazione provinciale, caro professore, qualora L’Ente Comune avesse la disponibilità economica di poter finanziare tale progetto, non crede che sarebbe preminente impiegare eventuali risorse economiche per la risoluzione delle problematiche, innanzi rappresentate, visto che costituiscono una consistente minaccia per la salute pubblica? Caro Professore, se Lei non riesce in altro modo a rendere visibile la sua figura politica, le consiglio di fare proposte attuative, possibilmente pertinenti al suo limitato grado di conoscenza in materia ambientale, senza azzardarsi in argomentazioni di cui non possiede la minima cognizione di causa. Oltretutto, nel nostro contesto politico-amministrativo ci sono già tanti eminenti personaggi che ingombrano la scena senza animarla.

E intanto il nostro caro assessore al ramo Alfonso Di Giorgio, nonostante tutto, continua imperterrito, a fare orecchi da mercante, ad essere privo di alcun senso di responsabilità, di alcuna iniziativa, chiudendosi in una stagnante, mortificante apatia amministrativa, che così di seguito, per quanto concerne il proprio mandato, lo porterà sicuramente al proprio sogno: “alla conquista della pagina bianca”.

Il sottoscritto continua a stupirsi per la passività e la leggerezza con cui gli Ortesi, pur avvertendo la gravità dello stato delle cose, non le affrontano con il dovuto impegno socio-morale, magari sollecitando con la giusta cattiveria sociale, chi di competenza, affinché facciano il proprio dovere di amministratori, se non altro al fine di raggiungere almeno uno dei tanti obiettivi compresi nel vastissimo programma preelettorale, con cui, per l’ennesima volta, hanno saputo plagiare la maggior parte dei cittadini che anche per questo, meritano quanto subiscono. Mi rifiuto di credere di essere uno di quei pochissimi cittadini ortesi che sentono il degrado ambientale atellano sulla propria pelle, come un problema proprio.

A quei pochi altri cittadini, queste mie considerazioni vogliono essere anche un espresso e formale invito a non mollare, perché il sottoscritto certamente non mollerà mai, anche a costo di essere deriso da qualche imbecille di turno, privo di ogni senso civico, di ogni sensibilità, della minima cultura di ogni ordine e grado.

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