Orta di Atella

“Puzza”, Sorvillo scrive alle autorità e alla Corte Europea

puzzaORTA DI ATELLA. L’associazioneAts,attraverso il suo presidente Salvatore Salvatore,interviene sugli ultimi sviluppi relativi alla vicenda “puzza” ad Orta di Atella.

L’aziendafino accreditata come “fonte” della puzzaha dovuto interrompereil ciclo produttivo a seguito delle varie ordinanze ma secondo l’amministrazione della ditta “non c’è nesso” tra la puzza e l’attivitàdella stessa.

E qui Sorvillo commenta: “Partendo dal presupposto che, durante l’amministrazione guidata da Salvatore Del Prete, ad opera dell’ ex comandante della locale stazione dei carabinieri, sono stati effettuati sequestri di manufatti, con regolare titolo abilitativo, solo con la presunzione di reato, effettuando sequestri preventivi e probatori, nonché denunciando proprietari progettisti e tecnici comunali,durante la gestione commissariale si è andati oltre, addirittura si sono messi in discussione titoli abilitativi risalenti a più di dieci anni fa, provvedendo ad avviare procedimento per l’annullamento del titolo stesso e facendo intraprendere cause alTar ai singoli cittadini avverso agli annullamenti stessi. Inoltre, si è continuato, agendo a macchia di leopardo, ad analizzare ed mettere provvedimenti contro titoli abilitativi rilasciati in varie zone del paese, con diversa destinazione urbanistica da Prg.

L’attuale amministrazione, a seguito di un esposto anonimo, con gran solerzia e scaltrezza tecnica,ha provveduto ad emettere avvio del procedimento per l’annullamento di un titolo abilitativo di un manufatto realizzato 10 anni fa e ricadente in zona agricola, pur se a suo tempo il richiedente aveva provveduto a sottoscrivere atto d’obbligo per la realizzazione di strade, illuminazione pubblica, fogne, cabina Enel e relativa cessione delle opere.

A questo punto è sembrato naturale sottoscrivere a proprio nome e cognome, e protocollare in data 18/06/2010 al numero 11800,un’istanza per l’avvio del procedimento per la verifica della conformità urbanistica ed eventuale annullamento dei titoli autorizzativi (solo quelli urbanistici) in forza dei quali l’azienda ha installato la propria attività nel paese, specificando che sia al momento del rilascio dei vari permessi/concessioni sia in questo momentola zona ha destinazione urbanistica di tipo agricolo.Da Prgnon è possibile realizzare volumetriené tantomeno installare attività di tipo industriali. Ovviamente, per non indurre in errore, i titoli abilitativi sono stati chiaramente specificati sia per numero che per data di rilascio, nonché per tipologia di autorizzazione.

In data 20/07/2010,con protocollo 13819, l’Ufficio tecnico,nella persona del suo dirigente, ci inviava missiva in cui si specificava che, essendoci una vertenza dinnanzi al Tar tra la società e il comune, per le ordinanze 61/2008 e 72/2008, nonché determina 87/2008, non era possibile avviare alcun procedimento del caso fino all’esito della vertenza.

Ma, analizzando le due ordinanze e la determina, si evince chiaramente che solo nella determina 87/2008 insi parla di ‘opificio ricadente in zona agricola’ e di un futuro avvio del procedimento per la verifica ed il controllo dei titoli abilitativi, per il resto si parla solo del ciclo produttivo con le problematiche ad esso connesse.

E’evidente che dal 2008 ad oggi alcun provvedimento per i titoli urbanistici è stato emesso, chi mastica un pò di diritto urbanistico e di diritto amministrativo sa bene che quando si emette un’ordinanza va fatto per uno specifico titolo abilitativo richiamando chiaramente gli estremi e inserendo le motivazioni del caso che debbono essere attinenti all’oggetto della discussione, le motivazioni sono alla base di un accoglimento o di un diniego. Inoltre, per l’avvio del procedimento di un annullamento di un qualsiasi titolo urbanistico, in primo luogo si invia alla parte un avviso a cui si concede in genere 10-15 gironi per presentare le controdeduzioni dopodiché si provvede all’emissione del vero e proprio annullamento, ove l’interessato ha 60giorni di tempo per provvedere a depositare ricorso al Tar.

A questo punto ci si chiede: perché ci deve essere questo immobilismo da parte delle autorità? Certamente chi ha fatto campagna elettorale sulla questione puzza ora avrebbe un’occasione d’oro per ripagare chi gli ha dato fiducia, chi ha fatto in tempi non sospetti denunce e manifesti potrebbe agire. È chiaro: sia la maggioranza che l’opposizione. Perché si evita di mettere in discussione i titoli urbanistici? Forse perché si aspetta un eventuale condono ediliziosanare il tutto? O più semplicemente si aspetta la redazione di un nuovo Puc o Ruec per sanare l’area e legalizzare il tutto?

Allo stato attuale parliamo di un’attività ricadente in una zona priva di rete fognaria, priva di un sistema per il trattamento del prime pioggie o del trattamento delle acque di processo, con un sistema di abbattimento degli odori, Scubber, che non permette di verificare e monitorare di continuo il suo funzionamento, che dovrebbe essere h24, che tra il sito di arrivo del materiale da trattare e il sito di lavorazione e decantazione ha uno spazio a cielo aperto che lascia ampiamente traspirare gli odori, che tratta tutti i tipi di rifiuti per realizzare compost, soprattutto indifferenziati sia per classeche per qualità di prodotto stesso. Ma soprattutto si trova a ridosso di un centro altamente abitato, con la presenza di scuole e centro commerciale ed edificio di culto.

Il sottoscritto, intanto,ha scritto al Procuratore Capo, al Presidente della Repubblica, al Parlamento europeo e, dulcis in fondo, alla Corte europea per i Diritti Umani. Elogi o ricompense non ci interessano, ciò che si vuole è vivere in un paese libero e civile. Non demordiamo, chiediamo solo l’appoggio della popolazione e manifestazioni di affetto, poichè per il resto sappiamo come agire”.

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