Italia

Pd, Renzi propone “rottamazioni senza incentivi”

Matteo Renzi e Pierluigi BersaniROMA. In principio fu Matteo Renzi, primo cittadino fiorentino in quota Pd, ad inveire contro l’ipotesi del nuovo Ulivo proponendo, invece, una rottamazione per i vecchi leader della sinistra moderata.

Per il giovane sindaco il nuovo Ulivo fa sbadigliare e non servirebbe a combattere l’egemonia del Pdl, ma quello che sarebbe opportuno fare riguarderebbe la gestione della leadership all’interno del partito: “Dobbiamo liberarci di un’intera generazione di dirigenti del mio partito. Non faccio distinzioni tra D’Alema, Veltroni, Bersani… Basta. E’ il momento della rottamazione…senza incentivi. Un cambio di dirigenza nel partito è la pre-condizione per battere Silvio Berlusconi, ma il problema della leadership non riguarda me. Ci vuole gente che viene dal territorio come Vendola, Chiamparino e Zingaretti, che, secondo me, sono in grado di dire e dare qualcosa di nuovo al Pd. Lontani dal balletto di agosto al quale stiamo assistendo – continua – con scambio di lettere o cartoline fra i nostri dirigenti da un quotidiano all’altro. Lo statuto del Pd parla chiaro, anche se è rimasto inapplicato: dopo tre mandati parlamentari giù dalla giostra”.

Dichiarazioni forti che non restano certo inascoltate a maggior ragione se, guardandosi intorno, ci si trova nel bel mezzo di una bagarre politica dove i litigi in seno al partito di maggioranza rischiano di far cadere il Governo e nel principale partito di opposizione non riescono a prendere la palla al balzo.

Chiamato in causa direttamente, il segretario del Partito Democratico Pierluigi Bersani risponde laconico alle affermazione del sindaco di Firenze: “A Renzi dico che per costruire non basta distruggere, l’idea della distruzione creativa non ha mai portato da nessuna parte”. E poi continua sul progetto del nuovo Ulivo che rappresenterebbe, secondo Bersani, il superamento di tutti i problemi: “Questo progetto è il superamento definitivo dell’Unione, ed è il contrario di un’ammucchiata. Siamo per ora un po’ al politichese ma approfitterò delle feste del Pd per spiegare il progetto, che cos’è il patto con il paese e dire la nostra su lavoro, fisco, giustizia. Un’iniziativa in cui i democratici dovranno avere un ruolo guida. Credo che il Pd sia il fratello maggiore delle forze di opposizione, e noi con altri siamo partiti di governo provvisoriamente all’opposizione. Lasciarsi alle spalle questa stagione politica – conclude – non sarà comunque semplice. L’avversario è forte e ci saranno giornate sì e giornate no ma non dobbiamo deprimerci in questa fase di pericolo o ne esce l’alternativa o si rischia l’imbarbarimento”.

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