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Napolitano: “Ho tradito la Costituzione? Allora chiedano impeachment”

Giorgio Napolitano ROMA. Basta insinuazioni sul Capo dello Stato e indebite pressioni provenienti dal mondo politico. È questa la sintesi di una nota con cui il Quirinale replica a una intervista all’onorevole Maurizio Bianconi, vicepresidente del gruppo dei deputati Pdl.

L’onorevole Bianconi, sostiene la nota del Quirinale, “si è abbandonato ad affermazioni avventate e gravi sostenendo che il presidente Giorgio Napolitano ‘sta tradendo la Costituzione’. Essendo questa materia regolata dalla stessa Carta (di cui l’onorevole Bianconi è di certo attento conoscitore), se egli fosse convinto delle sue ragioni avrebbe il dovere di assumere iniziative ai sensi dell’articolo 90 e relative norme di attuazione. Altrimenti – conclude la nota riferendosi all’intervista a Il Giornale – le sue resteranno solo gratuite insinuazioni e indebite pressioni, al pari di altre interpretazioni arbitrarie delle posizioni del Presidente della Repubblica e di conseguenti processi alle intenzioni”.

L’ARTICOLO 90. L’articolo 90 della Costituzione recita che “il Presidente della Repubblica non è responsabile degli atti compiuti nell’esercizio delle sue funzioni, tranne che per alto tradimento o per attentato alla Costituzione. In tali casi è messo in stato di accusa dal Parlamento in seduta comune [cfr. art. 55 c.2], a maggioranza assoluta dei suoi membri [cfr. artt. 134, 135 c.7 ]”.

L’INTERVISTA DI BIANCONI. “Napolitano sta tradendo la Costituzione”, aveva dichiarato Bianconi a Il Giornale parlando dell’ipotesi di voto anticipato contro cui si è schierato il Capo dello Stato. “La Costituzione la puoi tradire non rispettandola, oppure fingendo di rispettarla”, diceva il pidiellino, ritenendo contraddittorio l’atteggiamento di Napolitano. “Partiamo dall’inizio: formazione del governo Berlusconi. – spiegava Bianconi – Napolitano conferisce l’incarico al premier, nel giro di tre ore il governo è fatto. Le consultazioni furono rapidissime rispetto alle lungaggini della prima Repubblica. E Napolitano spiegò il perché. Disse che in questo sistema bipolare, col premier indicato sulla scheda, è il risultato elettorale a determinare l’assegnazione degli incarichi. Quindi Napolitano smentisce se stesso, con un atto di incoerenza gravissima, dicendo no al voto anticipato e sì alla ricerca di un governo tecnico. Lui stesso formando il governo ha accreditato una prassi che ora non può smentire. Un altro presidente della Repubblica potrebbe farlo, lui ormai non può più tornare indietro, perché si è autovincolato. Se tu stesso hai garantito una Costituzione materiale basata sul risultato elettorale, cercando un governo diverso in parlamento non stai rispettando la Costituzione, ma solo contraddicendo te stesso”. E sulla fine auspicata dal presidente delle “pressioni delegittimanti” su Fini, Bianconi commentava: “L’estate scorsa, quando Berlusconi finì sotto attacco sul piano personale, Napolitano si guardò bene dall’intervenire”. Tuttavia, per Bianconi, Napolitano “fecebenea restarne fuori. Perché il premier è anche un leader politico, e chi va per questi pelaghi è normale che trovi tempesta”. Pertanto, “Napolitano avrebbe fatto meglio a scegliere il silenzio anche su Fini. Ma se è davvero attento alla presidenza della Camera, avrebbe dovuto dire a Fini: datti una calmata. Perché Berlusconi, in quanto premier,è un pesce nell’acquario. I presidenti invece, da Fini a Napolitano, dovrebbero essere gli osservatori e i garanti dell’acquario”.

PD DIFENDE IL COLLE. Un’altra dura presa di posizione a difesa del Colle arriva poi dal capo della segreteria di Pier Luigi Bersani, Filippo Penati, che se la prende con Maurizio Gasparri. “Il senatore Gasparri – dice Penati – oggi ha pronunciato parole gravi accostando il capo dello Stato alle congiure di palazzo. Si lasci in pace il presidente della Repubblica e soprattutto se ne rispettino poteri e funzioni nel quadro delineato dalla Costituzione. Invitiamo il capogruppo del Pdl al Senato, in tutti i casi, quando parla degli altri, a non fare confusione con ciò che avviene tra le fila della sua maggioranza”. “A ciò che è dato sapere – continua Penati – non esiste ancora una Costituzione secondo Gasparri: non è una partitura musicale da interpretare a seconda delle convenienze, bensì una serie di norme precise a cui attenersi. Se questo pessimo governo dovrà cadere, allora, a dispetto della lettura strumentale e para-eversiva che ne fa il centro destra, il dettato costituzionale prevede un percorso preciso e a cui, si metta l’animo in pace, si dovrà attenere anche questa maggioranza che si dimostra sempre più incline a sovvertire le regole”. Per il Pd, “i fedelissimi di Berlusconi, senza essere andati in Parlamento, si muovono come se fossimo già oltre la crisi di governo ma si ricordino che esistono delle regole e un Parlamento. Gli italiani hanno dirittodi sapere se Berlusconi è ancora in grado di governar oppure no”.

BIANCONI: “DA QUIRINALE REAZIONE SPROPORZIONATA”. “Sono stupito perché non mi sarei aspettato una reazione così sproporzionata e son mica un deficiente che pensa a mettere in stato d’accusa il presidente della Repubblica. Ma confermo quanto ho detto nell’intervista: quando Napolitano formò il governo disse che la sua scelta era vincolante e diede un’interpretazione evolutiva della Costituzione materiale che dovrebbe valere anche nel girone di ritorno”. Maurizio Bianconi, il deputato Pdl, chiamato in causa nella nota del Quirinale,è ”dispiaciuto” ma non fa passi indietro rispetto alle critiche rivolte al Colle. ”Non capisco una reazione così, – sostiene Bianconi – non vorrei che siccome ho colto nel segno, il Quirinale dà segni di sbandamento. Risponde a me perché altri intendano, come nuora e suocera? Ma non so, certo ieri il ministro Alfano è stato anche più diretto ma in un altro modo perché io ho fatto riferimento ad un atto di coerenza che Napolitano dovrebbe fare per non smentire sé stesso”. Affermazioni, ribadisce il deputato toscano, “serie, puntuali e a Costituzione vigente” ma che non miravano all’impeachment del Capo dello Stato. “Non sono mica Briguglio io – si irrita Bianconi – che fa politica per finire sulle agenzie e sui giornali. Io sono persona seria e per me la politicaè un’altra cosa. Questa volta ho parlato perché avevo una cosa seria da dire”.

L’irritazione di Napolitano per le ipotesi di “tradimento” della Costituzione da parte sua, è secondo Bianconi da attribuirsi ai giornalisti: “Quanto all’uso delle parole ‘tradire’ e ‘tradiment’ – dice il deputato Pdl – esse sono frutto dello sbrigativo linguaggio giornalistico e non avevano e non hanno certo il senso e la sostanza che gli si è voluto attribuire. Ribadisco il massimo rispetto per le istituzioni e per il Presidente della Repubblica, ma la sostanza del concetto espresso non cambia. E forse sarebbe stato meglio misurarsi su questo. Ciò non significa certo che non confido che tutto questo ipotizzato non si verificherà e che non avverrà nessun ‘tradimento”nel senso sopra esplicitato della Carta Costituzionale”.

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